DISTACCO DEI LAVORATORI IN ITALIA

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Quali sono i requisiti e adempimenti per il distacco dei lavoratori in Italia? Scopri di più su tutte le condizioni che le aziende devono rispettare quando pianificano attività lavorative in Italia, secondo le disposizioni in materia d’immigrazione e distacco per cittadini UE ed Extra-UE, in base al Paese della vostra azienda.

Distacco dei lavoratori in Italia: Direttiva 2018/957/EU e trasposizione nella normativa italiana

Il Decreto Legislativo del 15 settembre 2020, no, 122 ha integrato la Direttiva 2018/957/EU. Come già stabilito dal Decreto no. 136/2016, le condizioni di lavoro e assunzione del Paese Membro ospitante si applicano – se più favorevoli al lavoratore distaccato – al rapporto lavorativo tra il lavoratore distaccato e l’azienda distaccante. Tuttavia, se fino a settembre 2020 era sufficiente allineare il salario minimo del lavoratore a quello nazionale, con la trasposizione della Direttiva 2018/957 in Italia, sarà necessario allineare nella sua interezza il salario del lavoratore distaccato a quello del lavoratore italiano appartenente alla stessa categoria, applicando il contratto collettivo di maggiore corrispondenza.
La legge italiana stabilisce una responsabilità congiunta tra il committente, l’appaltatore ed eventuali subappaltatori, il che significa che condividono l’obbligo di garantire un trattamento equo nei confronti del lavoratore distaccato in termini di retribuzione, liquidazione, previdenza sociale, contributi, premi assicurativi per il periodo di distacco.

Distacco dei lavoratori in Italia: trasposizione della Direttiva 2014/67

La trasposizione italiana della Direttiva EU 67/2014 integra diversi adempimenti per i datori di lavoro che distaccano lavoratori in Italia.

Una notifica di distacco deve essere inviata tramite un servizio nazionale web, non oltre la mezzanotte precedente la data di inizio del distacco. Questa dichiarazione ufficiale deve specificare tutti i dettagli del distacco, in modo tale che le autorità per le ispezioni ne siano a conoscenza per poter svolgere eventuali controlli, se necessari.
É obbligatorio affidarsi ad un referente domiciliato in Italia, capace di trasmettere la documentazione richiesta dall’ispettorato e comunicare con le autorità.
L’azienda distaccante deve archiviare la documentazione del distacco durante il periodo di svolgimento e fino a due anni dopo il suo termine. Inoltre, è richiesta una copia in lingua italiana in caso di ispezione delle autorità.
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Requisiti d'ingresso in Italia

Nonostante non ci siano limiti alla mobilità per lavoratori extra-UE, il Trattato di Schengen stabilisce comunque un limite di residenza di 90 giorni durante un periodo di 180 giorni per anno, purchè il lavoratore abbia un permesso nazionale di lavoro nel Paese Europeo di residenza che non sia scaduto. Tuttavia, i paesi UE potrebbero introdurre ulteriori adempimenti per l’esercizio di attività lavorative per cittadini non-UE. Prima di organizzare il distacco dei tuoi lavoratori in Italia, è necessario anzitutto verificare che abbiano un permesso di lavoro appropriato. A&P può aiutarti nella richiesta alle autorità competenti di un permesso adatto, a seconda della nazionalità e del tipo di distacco.
Si applica ai lavoratori assunti da datori di lavoro stabiliti all’estero e pagati direttamente da loro, che vengono temporaneamente trasferiti presso l’appaltatore italiano per poter svolgere il proprio lavoro sul territorio italiano, secondo quanto stipulato nel contratto tra le due parti. Si suppone che il lavoratore abbia già un regolare permesso di lavoro nel Paese EU del datore di lavoro (Art 27 lettera L del Decreto Legislativo 286/1998).

Permette ai cittadini stranieri, con un regolare permesso CEE, di entrare in Italia per un breve periodo se intendono viaggiare per motivi lavorativi. Solamente i lavoratori che intendono svolgere determinate attività possono fare richiesta per questo visto, ossia per scopi economico-commerciali, per contatti, meeting e negoziazioni, formazione o verifica dell’utilizzo e operatività di beni capitali e operatività di beni capitali acquisiti o venduti secondo contratti di cooperazione commerciale o industriale. Tutti gli altri tipi di attività lavorative non sono idonee alla richiesta di questo visto (Art 2 appendice A del Decreto 12 Luglio 2000).

In caso di distacchi che vanno oltre i 90 giorni, sono da valutare ulteriori adempimenti. Si raccomanda quindi di verificare prima il tipo di permesso di residenza di cui il lavoratore è in possesso nel Paese UE dove risiede.

Previdenza Sociale Italiana

I lavoratori devono essere coperti da previdenza sociale anche in caso di incarichi di breve durata. In generale, si applica il principio di territorialità. Quindi, i contributi devono essere pagati nel paese dove il lavoro viene svolto. Tuttavia, grazie al certificato A1, il lavoratore distaccato può provare di rimanere coperto dalla previdenza sociale nel paese UE dove l’azienda distaccante risiede. Quando il datore di lavoro è stabilito in paesi non-UE, possono applicarsi accordi bilaterali.
L’obiettivo di questa normativa è di coordinare i sistemi di previdenza sociale in UE, in modo tale da permettere un efficace esercizio del diritto di libero movimento delle persone, così come stabilito dal Trattato CE. Il diritto comunitario impone specifiche regole per assicurare che l’applicazione dei diversi sistemi nazionali non impedisca l’esercizio del proprio diritto al libero movimento. Questo significa che non solo i cittadini ‘inattivi’ sono coperti da queste regole, ma anche i lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, studenti e pensionati.
L’Italia è entrata a far parte di accordi bilaterali in materia di previdenza sociale con diversi Paesi Extra-UE. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale – INPS – fornisce informazioni in merito agli accordi individuali, il loro ambito, requisiti e procedimenti per le domande. Forniamo supporto alle aziende anche in merito a questo argomento.
Dopo Brexit, i rapporti tra l’UE ed il Regno Unito in merito alla previdenza sociale sono regolati dal PSSC, un protocollo dell’ UE-UK TCA. Il nuovo modello è simile a quello europeo, ma con alcune differenze e aspetti che verranno definiti in futuro. A&P può supportarvi e fornirvi tutte le ultime informazioni in merito.
Gli operai edili distaccati devono essere registrati e pagare i contributi alla Cassa Edile di competenza, ossia il loro fondo per la previdenza sociale, dato che la loro condizione lavorativa deve essere adattata all’accordo collettivo nazionale di riferimento; questo come risultato delle normative nazionali (D.Lgs. 17/07/2016 n.136) ed UE (Directive 2014/67). Questo non si applica ai lavoratori da altri paesi che sono entrati in Convenzione con l’Italia sull’argomento (Germania, Francia, Austria, San Marino).

Adempimenti Fiscali in Italia

La remunerazione è generalmente tassabile nel territorio di residenza in base a 3 condizioni: il lavoratore è stato in altri paesi per non più di 183 giorni dell’anno dell’anno fiscale; è pagato da un datore di lavoro che non risiede in quel paese; la remunerazione non è pagata da una stabile organizzazione o base fissa che il datore di lavoro ha nell’altro paese (i.e. Art. 15 delle Convenzioni con Francia, Germania e UK).

Il concetto di stabile organizzazione è definito dalle convezioni bilaterali sulla doppia tassazione (i.e. Art. 5 delle Convenzioni tra Italia e Francia, Germania e UK) e che si manifesta in adempimenti fiscali per l’azienda (dichiarazione dei redditi, bilancio d’esercizio, registrazione contabile).

Uno degli effetti più rilevanti è la tassazione del reddito di assunzione di tutti i lavoratori in stabile organizzazione, anche se sono assunti all’estero su contratto.

I seguenti casi rientrano nella categoria di stabile organizzazione:

  • Cantiere di assemblaggio e costruzione, il cui termine eccede quello fornito nella convenzione bilaterale (12 mesi nella maggior parte dei casi);
  • Agente dell’impresa, che abitualmente esercita in un altro paese la sua autorità per concludere contratti a nome dell’azienda, se questi contratti non sono limitati all’acquisto di merci.

Salute e Sicurezza in Italia

La tutela della salute dei lavoratori è regolata dal Decreto 81/2008, che traspone la maggior parte delle direttive Europee nel settore. Le aziende straniere che operano in Italia (UE ed Extra-UE), devono provare la loro idoneità da un punto di vista tecnico-professionale, inviando la documentazione appropriata prima del viaggio. Vengono forniti protocolli specifici per attività svolte direttamente in cantiere (edifici, strade, ecc.). É richiesta particolare attenzione ai rischi d’interferenza tra i lavori di diverse aziende.
Secondo il Decreto Legislativo 81/2008, Art. 18, i datori di lavoro devono fornire formazione in ambito di salute e sicurezza a tutti i lavoratori. Se ad un lavoratore è affidata un’attività particolarmente rischiosa, è necessario che si venga formati specificamente in merito. A&P può aiutarvi nel verificare che i vostri lavoratori siano formati come richiesto dalla normativa italiana e, se necessario, organizzare eventuali formazioni con agenzie certificate.

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