Le direttive 96/71/CE, 2014/67/UE e (UE) 2018/957 disciplinano il distacco dei lavoratori. In Croazia, tali direttive sono recepite dalla legge sul distacco dei lavoratori nella Repubblica di Croazia e sull’esecuzione transfrontaliera delle decisioni che impongono sanzioni pecuniarie (Zakon o upućivanju radnika u Republiku Hrvatsku i prekograničnoj provedbi odluka o novčanoj kazni, Gazzetta ufficiale nn. 128/2020 e 114/2022). La legge sugli stranieri (Zakon o strancima), e successive modifiche, disciplina separatamente l’ingresso, il soggiorno e il lavoro dei cittadini di paesi terzi.
Per una panoramica completa delle direttive che disciplinano il distacco dei lavoratori, consulta la nostra guida alle direttive UE sul distacco dei lavoratori.
Obblighi preliminari per il distacco dei lavoratori nella Repubblica di Croazia
Ai sensi della direttiva 96/71/CE, e successive modifiche, i datori di lavoro stabiliti nei paesi UE/SEE e in Svizzera possono distaccare i propri lavoratori in Croazia per la prestazione di servizi.
Il distacco può riguardare:
- una prestazione di servizi a favore di un’impresa destinataria croata;
- un distacco infragruppo; oppure
- un distacco effettuato da un’agenzia di somministrazione di lavoro.
Il datore di lavoro che distacca dipendenti in Croazia deve informare le autorità nazionali competenti per le ispezioni in materia di lavoro e sicurezza sul lavoro. Deve presentare una dichiarazione preventiva di distacco, indipendentemente dalla durata del distacco. Ai conducenti del settore del trasporto su strada si applicano norme specifiche.
Informazioni richieste nella dichiarazione di distacco in Croazia
La notifica dei lavoratori distaccati deve contenere tutte le informazioni pertinenti al distacco e gli altri dati correlati, tra cui:
- i dati identificativi dell’impresa estera distaccante e del suo rappresentante;
- le informazioni sulla persona di contatto designata e domiciliata in Croazia;
- l’indirizzo del luogo in cui sono disponibili i documenti relativi al distacco;
- i dati dell’impresa destinataria croata;
- l’indirizzo del luogo di lavoro in Croazia;
- la descrizione delle attività o dei servizi;
- la data di inizio e la data di fine prevista del distacco in Croazia;
- i dati identificativi dei lavoratori distaccati.
Il datore di lavoro estero che invia lavoratori in Croazia deve presentare la dichiarazione di distacco debitamente compilata prima che i lavoratori inizino a lavorare o a prestare servizi nella Repubblica di Croazia.
Disponibilità e conservazione dei documenti relativi al distacco in Croazia
La documentazione relativa a un distacco in Croazia deve essere disponibile durante il distacco presso il luogo di lavoro o un altro luogo chiaramente identificato e accessibile in Croazia, in formato cartaceo o elettronico, tramite una persona autorizzata designata dal datore di lavoro. Dopo la conclusione del distacco, il datore di lavoro deve conservare i documenti per due anni e, su richiesta, trasmetterli alle autorità croate competenti entro un mese, salvo diversa disposizione di una normativa specifica. I documenti richiesti devono essere tradotti in croato su richiesta delle autorità competenti.
Condizioni lavorative e salariali durante l’incarico nel territorio croato
La suddetta legge sul distacco dei lavoratori nella Repubblica di Croazia e sull’esecuzione transfrontaliera delle decisioni che impongono sanzioni pecuniarie, insieme alla legge croata sul lavoro, stabilisce le condizioni di lavoro e retributive applicabili al distacco dei lavoratori in Croazia.
Il datore di lavoro estero deve applicare le disposizioni della legislazione croata o dei contratti collettivi di applicazione generale relative ai periodi massimi di lavoro e ai periodi minimi di riposo, alla durata minima delle ferie annuali retribuite, alla retribuzione, comprese tutte le componenti obbligatorie e le maggiorazioni per il lavoro straordinario, alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, alle condizioni di alloggio applicabili e alle indennità o al rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio per gli spostamenti di lavoro durante il distacco, alle condizioni previste dalla legislazione croata.
Il 1° gennaio 2023, la Croazia ha adottato la moneta unica europea ed è entrata nello spazio Schengen.
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, il salario minimo legale in Croazia è pari a 1.050,00 € lordi al mese per il lavoro a tempo pieno. Un contratto collettivo applicabile può prevedere una retribuzione più elevata.
Tuttavia, qualora la legge applicabile al rapporto di lavoro preveda condizioni di lavoro più favorevoli, tali condizioni devono essere mantenute.
I lavoratori cittadini di paesi extra-UE hanno bisogno di un permesso di lavoro?
Un cittadino di un paese terzo regolarmente impiegato da un datore di lavoro stabilito in un altro paese UE/SEE o in Svizzera e distaccato in Croazia per un massimo di 90 giorni su un periodo di 180 giorni non necessita di un permesso croato di soggiorno e lavoro né di un certificato di registrazione del lavoro. I requisiti di ingresso e di visto devono essere valutati separatamente: un permesso di soggiorno valido rilasciato da uno Stato membro dello spazio Schengen esenta generalmente il titolare dall’obbligo di visto per soggiorni di breve durata, nel rispetto delle condizioni di ingresso applicabili e del limite di 90 giorni su un periodo di 180 giorni. Il possesso di un permesso di soggiorno rilasciato da uno Stato membro dell’UE non comporta, di per sé, un’esenzione incondizionata da tutti gli adempimenti in materia di immigrazione.
In ogni caso, l’albergo o altro soggetto che fornisce l’alloggio deve registrare l’alloggio del cittadino di un paese terzo entro un giorno dall’arrivo presso la struttura. Se il soggetto che fornisce l’alloggio non può effettuare la registrazione, il cittadino di un paese terzo deve provvedervi entro due giorni dall’ingresso in Croazia o dal cambiamento di alloggio.
Se il distacco dura più di 90 giorni su un periodo di 180 giorni, il cittadino di un paese terzo deve ottenere un’autorizzazione al soggiorno temporaneo per svolgere attività lavorativa in qualità di lavoratore distaccato, ai sensi dell’articolo 57, paragrafo 1, punto 8, e paragrafo 3, della legge sugli stranieri. Si applicano norme diverse qualora il datore di lavoro distaccante sia stabilito in un paese terzo; in tal caso, potrebbe essere necessario un permesso croato di soggiorno e lavoro.
Sicurezza sociale in Croazia
Ai sensi del regolamento (CE) n. 883/2004 e del regolamento (CE) n. 987/2009, la legislazione di sicurezza sociale dello Stato membro di invio può continuare ad applicarsi al lavoratore distaccato in Croazia, purché siano soddisfatte le condizioni previste per il distacco.
L’impresa distaccante deve richiedere all’istituzione previdenziale competente il rilascio del Modello A1. Il certificato può avere una durata massima di 24 mesi oppure essere valido per un singolo distacco. In quest’ultimo caso, deve essere richiesto nuovamente per il distacco successivo. Inoltre, in caso di proroga del periodo dell’incarico, è necessario prorogare anche il Modello A1.
Inoltre, il Modello A1 deve essere disponibile per eventuali controlli durante il distacco; il lavoratore deve portarne con sé una copia.
Incarichi di lunga durata e conclusione del distacco in Croazia
Il distacco di dipendenti in Croazia che supera i 12 mesi, o i 18 mesi qualora il datore di lavoro presenti una notifica debitamente motivata per prorogare il periodo iniziale, è considerato un distacco di lunga durata. In Croazia, tale notifica deve essere presentata non prima di due mesi e non oltre un mese prima della scadenza del periodo iniziale di 12 mesi.
Il distacco di dipendenti in Croazia che supera i 12 mesi, o i 18 mesi qualora il datore di lavoro presenti una notifica debitamente motivata per prorogare il periodo iniziale, è considerato un distacco di lunga durata. In Croazia, tale notifica deve essere presentata non prima di due mesi e non oltre un mese prima della scadenza del periodo iniziale di 12 mesi.
Sanzioni per il mancato rispetto degli obbligh
Si applicano disposizioni sanzionatorie quando il datore di lavoro distaccante o la persona giuridica designata omette di presentare la dichiarazione preventiva di distacco oppure trasmette alle autorità del lavoro una dichiarazione incompleta o inesatta. Per tali violazioni, un datore di lavoro estero costituito come persona giuridica può essere soggetto a una sanzione pecuniaria compresa tra 4.110 € e 6.630 €. Una sanzione compresa tra 1.320 € e 2.650 € può essere applicata anche alla persona responsabile all’interno di tale persona giuridica; lo stesso intervallo si applica a un datore di lavoro estero che sia una persona fisica. Altre violazioni possono comportare sanzioni differenti.