Con la risposta a interpello n. 80 del 18 marzo 2026 in riferimento allo sgravio fiscale per docenti e ricercatori, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che anche per i docenti e ricercatori trasferitisi in Italia prima del 2020 il periodo di fruizione del regime agevolato previsto dall’articolo 44 del DL 78/2010 può essere ulteriormente prolungato in presenza di nuovi requisiti maturati durante il periodo già esteso, mediante esercizio di una nuova opzione e pagamento di un ulteriore importo.
Il chiarimento si inserisce nel solco interpretativo tracciato dalla recente Risoluzione n. 8/2026, che aveva affrontato analoga questione con riferimento ai docenti e ricercatori trasferitisi in Italia dal periodo d’imposta 2020, riconoscendo la possibilità di un allungamento progressivo del periodo agevolabile in presenza di figli sopravvenuti nel corso della fruizione del beneficio.
Cos’è e come funziona lo sgravio fiscale per docenti e ricercatori?
L’esclusione dal reddito del 90% prevista dall’articolo 44 del DL 78/2010 si applica alle somme di lavoro dipendente o autonomo derivanti da attività di docenza o ricerca qualificate svolte in Italia, nel rispetto dei requisiti di legge. Non copre automaticamente tutti i redditi percepiti da un docente o ricercatore.
Condizioni generali:
- Trasferimento della residenza fiscale: l’agevolazione si applica dal periodo d’imposta in cui il docente o ricercatore diventa fiscalmente residente in Italia, ai sensi dell’art. 2 del TUIR.
- Decadenza: il beneficio decade se, durante il periodo agevolato, il soggetto trasferisce la residenza all’estero, ma resta ferma la spettanza delle agevolazioni già fruite.
- Regime de minimis: l’agevolazione è soggetta ai limiti previsti dall’art. 8-bis del DL 148/2017.
- Incumulabilità: non è cumulabile con altre agevolazioni analoghe (L. 238/2010, DLgs. 147/2015, art. 24-bis TUIR), fatta eccezione per il nuovo regime degli impatriati (DLgs. 209/2023), purché il reddito agevolato non sia il medesimo.
Requisiti soggettivi:
- possesso di titolo di studio universitario o equiparato, con eventuale dichiarazione di valore per titoli esteri;
- residenza stabile all’estero e svolgimento di attività documentata di docenza o ricerca per almeno due anni continuativi presso università o centri di ricerca;
- svolgimento in Italia dell’attività di docenza o ricerca;
- acquisizione e mantenimento della residenza fiscale in Italia per il periodo di fruizione dell’agevolazione.
Per i soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dal 2020, il periodo agevolato ordinario è di sei periodi d’imposta, incluso quello del trasferimento, e può arrivare a otto, undici o tredici anni al ricorrere delle condizioni di legge. I soggetti che si sono trasferiti prima del 2020 e fruivano del regime al 31 dicembre 2019 possono accedere ai periodi estesi mediante la specifica opzione a pagamento, nel rispetto dei relativi requisiti ulteriori.
Il Decreto Legislativo n. 117 del 19 giugno 2026 ha approvato il nuovo testo unico delle imposte sui redditi. Il decreto è entrato in vigore il 4 luglio 2026, mentre le disposizioni del testo unico si applicano dal 1° gennaio 2027. L’incentivo per docenti e ricercatori è consolidato nell’articolo 226. I riferimenti all’articolo 44 del DL 78/2010 restano rilevanti per la risposta in esame e per le regole applicabili prima di tale data.
Il quesito posto all’Agenzia
L’istanza riguarda un docente universitario che dichiara di aver trasferito la residenza fiscale in Italia nel 2019, dopo oltre tre anni di iscrizione all’A.I.R.E., e di aver fruito degli incentivi previsti dall’articolo 44 del DL 78/2010 per il quadriennio 2019-2022.
Nel mese di aprile 2023 il contribuente ha esercitato l’opzione prevista dall’articolo 1, comma 763, della legge 234/2021, versando l’importo richiesto in presenza di un figlio nato nel 2018.
Successivamente, nel mese di agosto 2023, è nata una seconda figlia.
Il dubbio interpretativo sottoposto all’Agenzia riguarda quindi la possibilità di considerare il requisito dei due figli con riferimento all’intero periodo d’imposta 2023 e, di conseguenza, di accedere direttamente alla proroga fino a undici periodi d’imposta complessivi.
Secondo la soluzione prospettata dall’istante, la nascita della seconda figlia nello stesso anno in cui è stata esercitata l’opzione avrebbe dovuto consentire il riconoscimento immediato dell’estensione maggiore.
Il quadro normativo per i rientri antecedenti al 2020
Per i docenti e ricercatori che hanno trasferito la residenza fiscale in Italia fino al 2019, il regime ordinario previsto dall’articolo 44 del DL 78/2010 riconosceva un’agevolazione per quattro periodi d’imposta decorrenti dall’anno di acquisizione della residenza.
L’articolo 1, comma 763, della legge 234/2021 ha introdotto l’articolo 5, commi 5-ter e 5-quater, del DL 34/2019. L’opzione è riservata ai docenti e ricercatori che si erano trasferiti in Italia prima del 2020, beneficiavano dell’articolo 44 al 31 dicembre 2019 ed erano iscritti all’A.I.R.E. o sono cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea. L’opzione richiede il versamento prescritto e il rispetto delle relative condizioni familiari o patrimoniali.
Il sistema prevede tre livelli di estensione:
- fino a 8 periodi d’imposta complessivi in presenza di almeno un figlio minorenne o a carico, compreso un minore in affidamento preadottivo, oppure al ricorrere delle condizioni di legge per l’acquisto di un immobile residenziale in Italia. Per i rientrati prima del 2020, l’opzione a pagamento prevede requisiti di accesso distinti;
- fino a 11 periodi d’imposta complessivi in presenza di almeno due figli minorenni o a carico;
- fino a 13 periodi d’imposta complessivi in presenza di almeno tre figli minorenni o a carico.
Ai sensi del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 102028 del 31 marzo 2022, l’opzione si esercita mediante il versamento in un’unica soluzione entro il 30 giugno dell’anno successivo alla conclusione del periodo agevolato iniziale, fatte salve le specifiche regole transitorie per i periodi già conclusi al 31 dicembre 2021. I requisiti relativi ai figli minorenni sono valutati al momento dell’esercizio dell’opzione. La condizione relativa all’immobile può essere soddisfatta anche mediante l’acquisto entro diciotto mesi dall’opzione, come espressamente consentito dalla legge.
L’importo della fee è pari a:
- il 10% dei redditi di lavoro dipendente e autonomo qualificati prodotti in Italia nel periodo d’imposta precedente l’opzione, calcolato prima dell’esclusione del 90%, se il contribuente ha almeno un figlio minorenne, compreso un minore in affidamento preadottivo, oppure soddisfa la condizione di acquisto di un immobile residenziale;
- il 5% degli stessi redditi qualificati se il contribuente ha almeno tre figli minorenni, compresi minori in affidamento preadottivo, E soddisfa la condizione di acquisto di un immobile residenziale. L’immobile deve essere stato acquistato dopo il trasferimento in Italia, nei dodici mesi precedenti il trasferimento oppure entro diciotto mesi dall’esercizio dell’opzione. È ammesso anche l’acquisto da parte del coniuge, del convivente o dei figli, anche in comproprietà.
Per chi ha fruito del quadriennio 2019-2022, il termine cadeva quindi al 30 giugno 2023.
Il principio già affermato per i trasferimenti dal 2020
Per i docenti e ricercatori che hanno trasferito la residenza fiscale dal 2020, il comma 3-ter dell’articolo 44 (futuro comma 4 dell’articolo 226) già prevede direttamente un periodo agevolato più lungo in presenza degli stessi requisiti esposti precedentemente per l’estensione.
La Risoluzione n. 8/2026 ha chiarito che il beneficio può ampliarsi progressivamente se sopravviene la nascita di figli durante il periodo agevolato: chi rientra senza figli può arrivare successivamente a 8, 11 o 13 anni complessivi se i requisiti sopravvengono entro il periodo di fruizione.
La risposta dell’Agenzia: rileva il momento dell’opzione
Nel caso concreto, l’Agenzia esclude che la nascita della seconda figlia nell’agosto 2023 possa incidere sull’opzione già esercitata nell’aprile dello stesso anno.
Al momento del versamento, infatti, il contribuente possedeva soltanto il requisito di un figlio minorenne; pertanto, l’unica estensione immediatamente riconoscibile è quella fino a otto periodi d’imposta complessivi.
Per il requisito dei figli minorenni, la data rilevante è quella in cui l’opzione viene esercitata mediante il versamento del 5% o del 10% dei redditi di lavoro dipendente e autonomo qualificati prodotti in Italia nel periodo d’imposta precedente, prima dell’applicazione dell’esclusione del 90%. Resta applicabile il distinto termine di legge per un successivo acquisto dell’immobile.
Come funziona il nuovo sgravio fiscale? Le tre fasi dell’estensione
L’aspetto di maggiore interesse della risposta riguarda la possibilità di ulteriori estensioni successive.
Primo passaggio: estensione fino a 8 anni
L’opzione esercitata nell’aprile 2023 resta valida per l’accesso alla prima estensione:
- beneficio fino a 8 periodi d’imposta complessivi;
- versamento del 10% dei redditi di lavoro dipendente e autonomo qualificati prodotti in Italia nel 2022, prima dell’applicazione dell’esclusione del 90%.
Secondo passaggio: estensione fino a 11 anni
La nascita della seconda figlia, pur irrilevante ai fini dell’opzione già esercitata, consente una nuova estensione successiva.
Nel caso descritto nella risposta n. 80/2026, il contribuente potrà esercitare una nuova opzione entro il 30 giugno 2027, nell’anno successivo alla conclusione degli otto periodi agevolati, e versare l’ulteriore importo richiesto per l’estensione più lunga:
- il 10% dei redditi di lavoro dipendente e autonomo qualificati prodotti in Italia nel 2026, prima dell’applicazione dell’esclusione del 90%.
In tal modo il beneficio potrà estendersi fino a 11 periodi d’imposta complessivi.
Terzo passaggio: estensione fino a 13 anni
Nel caso descritto nella risposta n. 80/2026, se il contribuente avrà anche un terzo figlio minorenne al momento dell’esercizio della nuova opzione entro il 30 giugno 2027, il periodo agevolato complessivo potrà arrivare a tredici periodi d’imposta, nel rispetto degli altri requisiti di legge. Il versamento ridotto al 5% richiede inoltre la condizione relativa all’immobile residenziale.
Quando sono soddisfatte sia la condizione dei tre figli minorenni sia quella dell’immobile, il versamento per la nuova opzione è pari al:
- 5% dei redditi di lavoro dipendente e autonomo qualificati prodotti in Italia nel 2026, prima dell’applicazione dell’esclusione del 90%.
Conclusioni
La risposta n. 80/2026 conferma che, anche per i docenti e ricercatori rientrati prima del 2020, il sistema delle proroghe non opera in modo rigido ma consente un accesso progressivo ai diversi livelli di estensione, purché ciascun nuovo requisito sia fatto valere attraverso una nuova opzione esercitata nei termini previsti.
Sul piano operativo, il chiarimento impone quindi particolare attenzione al calendario delle scadenze e alla verifica puntuale del momento in cui i requisiti risultano integrati.
In tale contesto, lo Studio A&P offre consulenza specializzata in materia di fiscalità internazionale e regimi agevolativi per lavoratori impatriati, supportando i contribuenti nella corretta valutazione dei requisiti, nella gestione degli adempimenti e nell’individuazione delle soluzioni applicative più adeguate.