Il visto per l’Italia è l’autorizzazione che consente ai cittadini extracomunitari di entrare nel Paese. Il tipo di visto necessario dipende da tre fattori: la nazionalità, lo scopo del soggiorno e la durata prevista della permanenza nel Paese. Questa guida illustra tutte le categorie di visto disponibili nel 2025, i documenti richiesti, i tempi di elaborazione, i costi e le procedure da seguire dopo l’arrivo.
Che cos’è il visto per l’Italia e chi ne ha bisogno?
Il visto è l’autorizzazione ufficiale rilasciata dalle autorità consolari italiane per l’ingresso nel Paese. Sebbene sia possibile fissare l’appuntamento per il visto online, in genere è necessario recarsi di persona per presentare i documenti, salvo diversa indicazione da parte del consolato di riferimento. Una volta rilasciato, il visto può essere revocato dalle autorità in qualsiasi momento.
Non ti serve un visto se:
- Se sei cittadino di uno Stato membro dell’Unione Europea o dello Spazio Schengen, puoi circolare liberamente in Italia utilizzando la tua carta d’identità nazionale;
- Sei cittadino di un Paese esente dall’obbligo del visto per soggiorni di breve durata fino a 90 giorni (vedi l’elenco completo qui sotto).
È necessario un visto se sei un cittadino di un Paese extra-UE e intendi soggiornare in Italia per più di 90 giorni, oppure per motivi che richiedono un’autorizzazione ufficiale (lavoro, studio, ricongiungimento familiare, investimenti, ecc.).
Importante: una volta arrivati in Italia con un visto per soggiorni di lunga durata (tipo D), è necessario richiedere il permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi. Il visto autorizza solo l’ingresso nel Paese; è il permesso di soggiorno che consente di soggiornare legalmente.
Quadro normativo
I visti italiani sono disciplinati da due principali strumenti giuridici:
- Visti per soggiorni di breve durata (type C): Visti per soggiorni di breve durata (tipo C): Regolamento UE n. 810/2009 (Codice dei visti), recepito in Italia con decreto ministeriale dell’11 maggio 2011. Si tratta di norme comuni a tutti i paesi Schengen.
- Visti di lunga durata (tipo D): Decreto legislativo 286/1998 (Testo unico sull’immigrazione) e DPR 394/1999.
Tipi di visto per l’Italia
Visto per soggiorni di breve durata (tipo C) — Visto Schengen uniforme (USV)
Il visto Schengen per l’Italia consente soggiorni fino a 90 giorni nell’arco di un periodo di 180 giorni. Si tratta del visto standard per la maggior parte dei soggiorni di breve durata e copre i seguenti motivi:
- Visto turistico — per viaggi di turismo e svago in Italia;
- Visto d’affari — per attività commerciali quali riunioni, trattative e sessioni di formazione (non sono consentiti rapporti di lavoro né attività lavorative fisiche);
- Visto per studenti — per corsi di studio di breve durata presso istituti riconosciuti;
- Assistenza sanitaria — per ricevere cure mediche in una clinica italiana pubblica o privata.
- Mission — per i cittadini stranieri che si occupano di questioni connesse al loro ruolo pubblico ufficiale.
- Motivi religiosi — per pellegrinaggi o attività di culto.
- Competizioni sportive — per la partecipazione a eventi sportivi riconosciuti.
I visti Schengen possono essere rilasciati con validità di un anno (C1), due anni (C2), tre anni (C3) o cinque anni (C5). Le proroghe oltre il periodo standard di 90 giorni possono essere concesse dalla Questura locale solo in circostanze eccezionali comprovate (ad esempio, impossibilità medica di viaggiare, necessità lavorativa documentata).
Visto per soggiorni di lunga durata (tipo D) — Visto nazionale
Il visto italiano per soggiorni di lunga durata è necessario per qualsiasi soggiorno superiore a 90 giorni. Si divide in due grandi categorie: visti per attività lavorative e visti per attività non lavorative.
Visti per soggiorni di lunga durata a fini lavorativi
- Visto di lavoro — per cittadini extracomunitari che entrano in Italia sulla base di un contratto di lavoro con un’azienda italiana. Soggetto alle quote annuali stabilite dal decreto flussi;
- Visto per trasferimento intra-aziendale (ICT) — per il trasferimento in Italia di lavoratori altamente specializzati, dirigenti o tirocinanti all’interno di un gruppo multinazionale;
- Carta blu UE — destinata ai lavoratori extracomunitari altamente qualificati assunti localmente da un datore di lavoro italiano. È richiesto uno stipendio annuo minimo di circa 35.500 € e un’offerta di lavoro di almeno 6 mesi. Recenti modifiche normative consentono inoltre di presentare domanda anche senza titolo universitario per i candidati in possesso di un’esperienza professionale pertinente;
- Visto per nomadi digitali — introdotto nell’aprile 2024, destinato ai cittadini extracomunitari (non UE/SEE) che lavorano da remoto come liberi professionisti o dipendenti di aziende con sede al di fuori dell’Italia. Richiede la prova dell’attività lavorativa da remoto, un reddito mensile minimo di circa 2.300 euro e un’assicurazione sanitaria valida. Esente dal sistema delle quote previsto dal decreto flussi;
- Art. 27, lettera I — per i lavoratori impiegati all’estero e distaccati temporaneamente presso un datore di lavoro italiano in base a un contratto di prestazione d’opera;
- Art. 27, comma 1-bis (Van der Elst) — relativo all’ingresso di lavoratori extracomunitari distaccati in Italia da società con sede nell’Unione Europea nell’ambito di un contratto di prestazione di servizi.
- Visto per startup — destinato agli imprenditori extracomunitari che intendono fondare una startup innovativa in Italia. Richiede un capitale disponibile di almeno 50.000 € e un solido business plan incentrato sulla tecnologia. Soggetto a quote annuali (500 posti nel 2025).
Visti per soggiorni di lunga durata per attività non lavorative
- Visto per ricongiungimento familiare — destinato ai cittadini extracomunitari che intendono raggiungere un familiare stretto residente legalmente in Italia. Comprende: il visto per i familiari che accompagnano il titolare di un visto di tipo D e il visto per i familiari che raggiungono uno straniero già residente in Italia;
- Visto di soggiorno per residenza elettiva— destinato a cittadini extracomunitari economicamente indipendenti che desiderano risiedere in Italia senza esercitare un’attività lavorativa. È richiesto un reddito passivo stabile di almeno 31.000 € all’anno per le persone singole (38.000 € per le coppie), derivante da pensioni, investimenti o redditi da locazione. Tassa di iscrizione: 116 €;
- Visto per investitori (Golden Visa) — per cittadini extracomunitari che effettuano un investimento idoneo in Italia: 250.000 € in una startup innovativa italiana, 500.000 € in una società italiana, 1.000.000 € in donazioni filantropiche a progetti di interesse pubblico o 2.000.000 € in titoli di Stato italiani. Valido per 2 anni, rinnovabile per altri 3. Può portare alla residenza permanente dopo 5 anni e alla cittadinanza dopo 10;
- Visto per tirocinio — destinato ai cittadini stranieri che svolgono un tirocinio presso un’azienda italiana;
- Mission — per i cittadini stranieri che si occupano di questioni connesse al loro ruolo pubblico ufficiale;
- Motivi religiosi — per pellegrinaggi o attività di culto.
- Visto di rientro — per i cittadini stranieri che in passato erano titolari di un permesso di soggiorno italiano, lo hanno perso per qualsiasi motivo e devono tornare in Italia.
- Adozione — per i cittadini stranieri che sono stati adottati in Italia.
Il visto per soggiorni di lunga durata autorizza solo l’ingresso in Italia. Una volta arrivati, i titolari devono convertirlo in un permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi: si tratta del documento che consente il soggiorno regolare in Italia.
Visto di transito aeroportuale (tipo A)
I cittadini dei seguenti paesi devono essere in possesso di un visto di transito aeroportuale in caso di transito negli aeroporti internazionali italiani (anche senza entrare nello spazio Schengen): Afghanistan, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Ghana, Iran, Iraq, Nigeria, Pakistan, Somalia, Sri Lanka, Senegal, Siria.
Esenzioni dal visto di transito aeroportuale
I cittadini dei paesi sopra indicati sono esenti se in possesso di uno dei seguenti documenti: un visto Schengen uniforme (tipo C) o un visto nazionale per soggiorni di lunga durata (tipo D) in corso di validità; un permesso di soggiorno valido rilasciato da uno Stato membro Schengen; un visto o un permesso di soggiorno valido rilasciato da uno Stato dell’UE non appartenente all’area Schengen (ad es. la Romania), oppure dal Canada, dal Giappone o dagli Stati Uniti, che garantisca il ritorno; lo status di familiare di un cittadino dell’UE; un passaporto diplomatico; oppure se sono membri dell’equipaggio di un aeromobile.
Visto vacanza-lavoro: Italia–Giappone
Dal 2022, l’Italia e il Giappone hanno in vigore un accordo bilaterale sul visto vacanza-lavoro, che consente ai cittadini italiani e giapponesi di lavorare e trascorrere le vacanze nel paese dell’altra parte per un massimo di un anno dalla data di ingresso. Il visto autorizza lo svolgimento di attività lavorative accessorie per finanziare il viaggio, ma non richiede un permesso di lavoro formale. Consulta il nostro articolo dedicato: visto vacanza-lavoro Italia-Giappone.
Visto per vacanze-lavoro: Italia–Australia
L’Italia e l’Australia hanno inoltre istituito un programma bilaterale di vacanze-lavoro che consente ai giovani cittadini in possesso dei requisiti necessari di viaggiare e lavorare temporaneamente nel paese dell’altra parte. Il programma è pensato per favorire lo scambio culturale, consentendo al contempo un’occupazione a breve termine durante il soggiorno. Consulta il nostro articolo dedicato: Visto vacanze-lavoro Italia-Australia.
Visto per vacanze-lavoro: Italia–Canada
I cittadini italiani e canadesi possono beneficiare di programmi di mobilità giovanile che consentono soggiorni temporanei abbinati a opportunità lavorative. A seconda della categoria di programma applicabile, i partecipanti possono entrare nel Paese per esperienze di vacanza-lavoro, tirocini o attività per giovani professionisti. Consulta il nostro articolo dedicato: Visto vacanza-lavoro Italia-Canada.
Come richiedere un visto per l’Italia: passo dopo passo
Passaggio 1 — Scegli il tipo di visto corretto
Inizia individuando la categoria di visto più adatta in base alla tua nazionalità, allo scopo del viaggio e alla durata del soggiorno. Richiedere il tipo di visto sbagliato è una delle cause più comuni di rifiuto. In caso di dubbi, contatta il consolato o l’ambasciata italiana competente nel tuo paese di residenza oppure rivolgiti a uno specialista.
Fase 2 — Prenota l’appuntamento al consolato
Sebbene sia possibile richiedere l’appuntamento per il visto online, la maggior parte dei consolati italiani richiede la presentazione della domanda di persona. I tempi di attesa per l’appuntamento variano notevolmente a seconda della sede: nei paesi in cui la domanda è elevata, è consigliabile prenotare con diversi mesi di anticipo.
Fase 3 — Prepara i tuoi documenti
Tutte le domande di visto richiedono i seguenti documenti fondamentali:
- Modulo di richiesta del visto compilato e firmato;
- Passaporto in corso di validità (deve avere una validità residua di almeno 3 mesi oltre la data prevista per la partenza dall’area Schengen; deve contenere almeno 2 pagine libere per i visti);
- Due fotografie recenti in formato tessera;
- Pagamento della quota di iscrizione (ove applicabile).
I documenti aggiuntivi dipendono dal tipo specifico di visto (contratto di lavoro, lettera di iscrizione all’università, prova di reddito passivo, documentazione relativa agli investimenti, ecc.). Tutti i documenti redatti in una lingua diversa dall’italiano o dall’inglese devono essere accompagnati da una traduzione certificata.
Fase 4 — Invia la domanda e versa la quota
Presenta la domanda presso il consolato o l’ambasciata italiana competente per il tuo paese di residenza, oppure tramite un centro autorizzato per la richiesta dei visti (ad esempio VFS Global), ove disponibile. Le tariffe variano generalmente tra gli 80 e i 116 euro a seconda del tipo di visto e devono essere pagate in valuta locale.
Fase 5 — Attendere la decisione
I tempi di elaborazione variano a seconda del tipo di visto (vedi sotto). Il consolato ti comunicherà l’esito della richiesta. In caso di approvazione, il visto verrà apposto sul tuo passaporto. Se ti vengono richiesti ulteriori documenti, rispondi tempestivamente: eventuali ritardi nella risposta allungano i tempi di elaborazione.
Fase 6 — Entra in Italia e richiedi il permesso di soggiorno
All’arrivo in Italia con un visto per soggiorni di lunga durata, è necessario richiedere il permesso di soggiorno presso la Questura competente entro 8 giorni lavorativi. La richiesta va presentata tramite il kit postale disponibile presso gli uffici postali abilitati.
Tempi di elaborazione dei visti per l’Italia
I tempi di elaborazione sono stabiliti dalla normativa vigente:
- Visti per soggiorni di breve durata (tipo C / Schengen): la decisione viene presa entro 15 giorni di calendario dalla data di presentazione della domanda, ai sensi dell‘articolo 23 del regolamento UE n. 810/2009. Tale termine può essere prorogato fino a un massimo di 30 giorni qualora siano necessarie ulteriori verifiche;
- Visti per soggiorni di lunga durata (tipo D / Nazionale): la decisione viene presa entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda, ai sensi dell’art. 5 del DPR n. 394/1999. Tale termine può essere prorogato qualora siano necessarie ulteriori verifiche.
In pratica, nei paesi con un’elevata richiesta, i tempi di elaborazione presso i consolati possono essere notevolmente più lunghi, soprattutto per i visti di lunga durata. Si consiglia vivamente di pianificare la richiesta con diversi mesi di anticipo.
Costi dei visti per l’Italia
Le tariffe per i visti variano a seconda del tipo. Ove applicabili, vanno generalmente da 80 € (visto Schengen per soggiorni di breve durata) a 116 € (la maggior parte dei visti nazionali per soggiorni di lunga durata). Le tariffe devono essere pagate nella valuta locale del paese in cui viene presentata la domanda.
Costi aggiuntivi da prevedere nel budget: traduzioni certificate di documenti, assicurazione sanitaria (copertura minima di 30.000 € per i visti Schengen) ed eventuali spese amministrative applicate dai centri di richiesta visti.
Paesi esenti dal visto per l’Italia
Area Schengen
Grazie all’Acquis Schengen, i cittadini dell’Unione europea e dello spazio Schengen possono viaggiare liberamente tra gli Stati membri senza bisogno di visto.
ETIAS — in arrivo nell’aprile 2027
A partire da aprile 2027, i cittadini dei paesi esenti da visto (tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada) dovranno ottenere l’autorizzazione ETIAS (Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi) prima di entrare nello spazio Schengen per soggiorni di breve durata. L’ETIAS non è un visto, ma una procedura di verifica online pre-viaggio simile all’ESTA statunitense. La tariffa è di 20 € (gratuito per i minori di 18 anni e gli over 70).
Paesi esenti da visto (soggiorni di breve durata fino a 90 giorni)
Per soggiorni fino a 90 giorni nell’arco di un periodo di 180 giorni per motivi turistici, di missione, d’affari, su invito, religiosi, di transito, di trasporto, per competizioni sportive o di studio, i cittadini delle seguenti nazionalità non necessitano attualmente di visto: Albania, Andorra, Antigua e Barbuda, Argentina, Australia, Bahamas, Barbados, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Brunei, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Dominica, El Salvador, Emirati Arabi Uniti, Georgia, Giappone, Grenada, Guatemala, Honduras, Hong Kong (RAS), Isole Salomone, Israele, Kiribati, Saint Vincent e Grenadine, Taiwan, Timor Est, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Ucraina, Uruguay, Vanuatu, Venezuela.
Per alcune nazionalità si applicano condizioni particolari:
- Taiwan — esenzione dal visto solo per i titolari di passaporti recanti il numero della carta d’identità;
- Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Serbia, Ucraina — esenzione dal visto solo per i titolari di passaporti biometrici;
- Sono esclusi i cittadini serbi titolari di passaporti rilasciati dalla Direzione di coordinamento serba (Koordinaciona uprava).
I cittadini di San Marino e della Santa Sede sono sempre esenti dall’obbligo del visto.
Per quanto riguarda la Russia: a seguito della proposta della Commissione europea del settembre 2022, l’accordo sulla facilitazione del rilascio dei visti ai cittadini russi è stato sospeso. Si applicano ora le norme del codice dei visti standard.
Cosa succede se ti viene negato il visto per l’Italia?
Se le autorità italiane respingono la tua domanda di visto, sono tenute a fornirti una motivazione scritta in una lingua a te comprensibile. Qualora ciò non fosse possibile, la comunicazione ti sarà fornita in inglese, francese, spagnolo o arabo.
In caso di rifiuto del visto, è possibile presentare ricorso contro la decisione dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) del Lazio entro 60 giorni dalla notifica.
Unica eccezione: in caso di rigetto di domande relative al ricongiungimento familiare o all’accompagnamento di familiari, i richiedenti possono presentare ricorso dinanzi al tribunale ordinario competente senza alcun termine.
Domande frequenti
I cittadini statunitensi hanno bisogno del visto per entrare in Italia?
Per soggiorni fino a 90 giorni a scopo turistico o d’affari, i cittadini statunitensi non necessitano attualmente di un visto per l’Italia. A partire da aprile 2027, dovranno ottenere l’autorizzazione ETIAS prima di partire. Per soggiorni superiori a 90 giorni — per motivi di lavoro, studio o residenza in Italia — è richiesto un visto nazionale per soggiorni di lunga durata (tipo D).
Qual è la differenza tra un visto Schengen e un visto nazionale per l’Italia?
Il visto Schengen (tipo C) consente soggiorni fino a 90 giorni all’interno dello Spazio Schengen e viene rilasciato per motivi turistici, d’affari, di studio di breve durata o simili. Il visto nazionale (tipo D) viene rilasciato per soggiorni superiori a 90 giorni per specifici motivi di lunga durata (lavoro, studio, ricongiungimento familiare, residenza elettiva, ecc.) ed è valido solo per l’Italia.
Posso lavorare in Italia con un visto turistico?
No. Il visto turistico (Schengen di tipo C) non consente alcuna forma di impiego o attività professionale. Per lavorare in Italia è necessario un visto di lavoro per soggiorni di lunga durata e, nella maggior parte dei casi, un nulla osta (autorizzazione al lavoro) ottenuto tramite il sistema delle quote previsto dal decreto flussi.
Quanto tempo occorre per ottenere un visto per l’Italia?
I visti Schengen per soggiorni di breve durata vengono decisi entro 15 giorni (prorogabili a 30 nei casi complessi). Per i visti nazionali per soggiorni di lunga durata il termine previsto dalla legge è di 90 giorni, anche se i tempi effettivi di elaborazione presso i consolati variano notevolmente. Per i visti per soggiorni di lunga durata, si consiglia di presentare la domanda almeno 3-4 mesi prima della data prevista per il viaggio.
Cos’è il visto per nomadi digitali in Italia?
Il visto per nomadi digitali in Italia, operativo dall’aprile 2024, consente ai lavoratori a distanza provenienti da paesi extra UE/SEE — sia dipendenti che liberi professionisti — di soggiornare in Italia per un massimo di un anno (rinnovabile). È esente dal sistema delle quote previsto dal decreto flussi. I requisiti principali includono la prova di un impiego a distanza, un reddito mensile minimo di circa 2.300 euro e un’assicurazione sanitaria valida. Leggi la nostra guida completa: visto per nomadi digitali in Italia.
Cos’è il visto per investitori in Italia?
Il visto per investitori in Italia (spesso denominato “Golden Visa”) garantisce il permesso di soggiorno ai cittadini extracomunitari che effettuano un investimento idoneo: da 250.000 € in una startup innovativa a 2.000.000 € in titoli di Stato. Il visto ha una validità di 2 anni, rinnovabile per altri 3, e può portare al permesso di soggiorno permanente dopo 5 anni. Maggiori dettagli: visto per investitori in Italia.
Che cos’è il visto di soggiorno facoltativo?
Il visto di soggiorno elettivo in Italia è destinato ai cittadini extracomunitari economicamente indipendenti che desiderano vivere in Italia senza lavorare. È richiesto un reddito passivo stabile di almeno 31.000 € all’anno (per le persone fisiche) derivante da pensioni, redditi da locazione o investimenti. Tassa di iscrizione: 116 €. Guida completa: Visto di soggiorno elettivo in Italia.
In che modo lo studio Arletti & Partners può aiutarti
Il sistema dei visti italiano è complesso: il tipo di visto giusto, la documentazione corretta e i tempi di presentazione della domanda sono tutti fattori che influenzano l’esito della pratica. Un errore in qualsiasi fase — categoria di visto errata, traduzione mancante o presentazione tardiva — può ritardare o bloccare i tuoi piani di mesi.
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Articolo aggiornato a maggio 2025. Le informazioni qui contenute sono di carattere generale e non costituiscono una consulenza legale. I requisiti e le tariffe possono variare a seconda del consolato e sono soggetti a modifiche. Per ricevere una consulenza specifica sulla tua situazione, ti invitiamo a contattare i nostri specialisti in materia di immigrazione.