Introduzione
Dal 9 al 17 marzo si è svolta un’iniziativa di ispezioni coordinate in tutta l’Unione europea, che ha coinvolto le autorità di 14 Stati membri. L’operazione si è concentrata sui cantieri edili con molti lavoratori impiegati oltre confine, con l’obiettivo di individuare possibili violazioni delle norme su condizioni di lavoro, tasse e sicurezza sociale.
Particolare attenzione è stata rivolta alle aziende registrate in un paese ma attive principalmente in un altro. Queste cosiddette “società di comodo” (letterbox companies) possono sfruttare le differenze tra Paesi in termini di costi del lavoro e normative, riducendo così salari e tutele dei lavoratori nel luogo in cui lavorano davvero.
Le autorità di Austria, Germania, Italia, Irlanda, Lettonia, Malta e Romania hanno effettuato 13 ispezioni congiunte durante l’operazione. Gli ispettori del lavoro hanno collaborato con dogana, fisco, polizia, enti di sicurezza sociale e autorità per l’immigrazione, per rafforzare i controlli nei cantieri.
Anche ispettori di altri Paesi UE hanno partecipato come osservatori e partner, a conferma della crescente cooperazione europea contro lo sfruttamento del lavoro e la concorrenza sleale.
Possibili violazioni diffuse
Le ispezioni hanno evidenziato possibili irregolarità, tra cui finta autonomia lavorativa, salari inferiori al dovuto, violazioni delle norme di sicurezza, assunzioni illegali di lavoratori extra-UE e distacchi fittizi, comprese possibili società di comodo.
Molte verifiche sono ancora in corso. Temi complessi come tasse, contributi previdenziali e controlli sui salari richiederanno più tempo e collaborazione tra i Paesi.
La settimana di azione ha coinvolto:
- 410 lavoratori intervistati
- 128 aziende controllate
- 27 cantieri ispezionati
- 144 ispettori coinvolti, inclusi esperti dell’Autorità europea del lavoro (ELA) e osservatori internazionali
- 14 Stati membri dell’UE partecipanti in totale
Il settore delle costruzioni è uno dei più importanti dell’economia europea e impiega molti lavoratori transfrontalieri. Tuttavia, far rispettare le regole sul distacco dei lavoratori resta ancora difficile per le autorità nazionali.
Lettonia: attenzione ai lavoratori di Paesi terzi
In Lettonia, l’Ispettorato statale del lavoro e il Servizio delle entrate hanno effettuato controlli mirati su aziende che distaccavano cittadini di Paesi terzi dalla Polonia verso cantieri edili.
Nel 2025 la Lettonia ha registrato 4.850 lavoratori distaccati, di cui 1.860 cittadini di Paesi terzi. Le autorità hanno segnalato che il fenomeno è in crescita e richiede un controllo più attento.
Il direttore dell’Ispettorato statale del lavoro lettone, Renārs Lūsis, ha spiegato che alcune aziende potrebbero usare i sistemi di distacco per aggirare le norme nazionali sul lavoro.
Anche se i sistemi di registrazione non hanno mostrato problemi, gli ispettori hanno rilevato delle criticità nelle comunicazioni dei subappaltatori. Ciò ha fatto sorgere dubbi sulla possibile presenza di lavoro non dichiarato e incoerenze nei dati occupazionali.
Le autorità lettoni hanno sottolineato la necessità di controlli più rigorosi, poiché i sistemi di distacco vengono sempre più utilizzati in catene di subappalto complesse. Anche i rappresentanti cechi coinvolti hanno evidenziato l’importanza della cooperazione tra autorità del lavoro e fiscali oltre i confini.
Germania e Romania: controlli paralleli
Un’altra serie di ispezioni coordinate è stata svolta contemporaneamente in Germania e Romania. Sono emerse possibili irregolarità nei distacchi transfrontalieri, tra cui dubbi sull’attività economica reale delle imprese e sul rispetto delle norme sul lavoro.
Gli ispettori rumeni hanno individuato un caso di lavoro senza contratto formale presso un’azienda nella contea di Alba, con conseguenti sanzioni per il datore di lavoro. Allo stesso tempo, ispettori rumeni hanno partecipato direttamente a controlli in Germania.
Le autorità tedesche hanno spiegato che i dati raccolti in entrambi i Paesi serviranno a verificare se i distacchi siano stati organizzati correttamente, se siano stati rispettati gli obblighi previdenziali e se i lavoratori siano stati pagati secondo la legge.
Conclusioni
L’Autorità europea del lavoro ha dichiarato che la settimana di azione conferma l’impegno dell’UE nella tutela dei lavoratori transfrontalieri. L’obiettivo è anche garantire una concorrenza leale nel settore delle costruzioni.
Rafforzando la collaborazione tra ispettorati del lavoro, fisco, dogane e autorità per l’immigrazione, l’UE punta a contrastare in modo più efficace gli abusi. Questa cooperazione serve anche a migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati nei vari Stati membri.
Le indagini avviate durante l’operazione continueranno nei prossimi mesi.