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Presentare la dichiarazione dei redditi può essere conveniente dopo i 90 giorni

Stabilito il nuovo termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e IRAP.

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La scadenza ordinaria della presentazione della dichiarazione dei redditi e del Modello IRAP scade il 30 novembre. La dichiarazione dei redditi tardiva può essere presentata entro 90 giorni dalla scadenza: 28 Febbraio dell’anno successivo.

La dichiarazione presentata oltre i 90 giorni risulta omessa e soggetta a sanzioni (dichiarazione tardiva), che però sono applicate in misura ridotta se l’invio del dichiarativo avviene entro il termine della presentazione della dichiarazione dell’anno successivo.

Scadenze dichiarazioni dei redditi

La dichiarazione dei redditi scade:

  • Il 30 settembre per coloro che presentano il Modello 730. Oltre tale data è possibile utilizzare il Modello Redditi.
  • Il 30 novembre per coloro che presentano il Modello Redditi.

Pertanto la dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2022 è scaduta il 30 novembre 2023 (Dpr 322 del 22/07/1998).

Dichiarazione dei redditi tardiva

Per chi non ha presentato il Modello Redditi 2023 anno 2022 entro la scadenza ordinaria del 30 novembre c’è la possibilità di presentare ugualmente la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni con una dichiarazione tardiva.

La dichiarazione è tardiva ma considerata ugualmente valida.

La violazione per presentazione tardiva della dichiarazione è sanabile versando contestualmente la sanzione di 25 euro (pari a 1/10 della sanzione minima prevista di 250 euro).

L’eventuale tardivo/carente versamento delle imposte può essere regolarizzato applicando il ravvedimento operoso, che varia a seconda del momento in cui avviene il versamento.

Omessa dichiarazione dei redditi oltre 90 giorni

La dichiarazione dei redditi presentata successivamente ai 90 giorni di considera omessa.
Se la dichiarazione è omessa non è possibile utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso. Non è possibile pertanto regolarizzare spontaneamente la propria posizione.

Sanzioni per dichiarazione dei redditi tardiva

In caso di omessa dichiarazione dei redditi vengono applicate le seguenti sanzioni (art.1 del DLgs. 471/97):

  • Caso A – imposte dovute: sanzione dal 120% al 240% dell’ ammontare delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi
  • Caso B – imposte non dovute: sanzione fissa da 250 a 1.000 euro nel caso in cui dalla dichiarazione dei redditi non risultino imposte a debito.
  • Caso C – imposte dovute superiori a 50.000 euro: reato penale punibile con la reclusione da 2 a 5 anni (art.5 del DLgs. 74/2000).

Come rimediare alla dichiarazione tardiva

Il D.lgs 158/2015 ha introdotto la possibilità di presentare comunque la dichiarazione dei redditi oltre i 90 giorni dalla scadenza ordinaria.

Pertanto il contribuente che ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi entro i 90 giorni può:

  • Presentare ugualmente la dichiarazione dei redditi omessa;
  • Versare le imposte a debito dovute e risultanti dalla dichiarazione dei redditi omessa utilizzando il ravvedimento operoso.

Se questi 2 adempimenti vengo effettuati prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento le sanzioni per l’ omessa dichiarazione saranno le seguenti:

  • Caso A – imposte dovute ma versate con ravvedimento operoso: sanzione in misura fissa da 250 a 1.000 euro.
    In caso di presentazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo la sanzione in misura fissa è così ridotta: da 150 a 500 euro. La circolare 54/E del 19/06/2002 al par. 17.1 ha infatti previsto che “per imposta dovuta si ritiene che debba intendersi la differenza tra l imposta accertata e quella versata a qualsiasi titolo”. Pertanto se le imposte risultano interamente versate la sanzione per omessa dichiarazione viene irrogata in misura fissa.
  • Caso A1 – imposte dovute non versate: sanzione dal 120% al 240% dell’ ammontare delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi (importo minimo 200 euro).
    In caso di presentazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo la sanzione è ridotta del 50%: dal 60% al 120% dell’ammontare delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi (importo minimo 200 euro).
  • Caso B – imposte non dovute: sanzione fissa da 250 a 1.000 euro
    In caso di presentazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo la sanzione in misura fissa è così ridotta: da 150 a 500 euro.
  • Caso C – imposte dovute superiori a 50.000 euro: non punibilità del reato penale.

L’art 13 comma 2 del DLgs. 74/2000 prevede infatti che

i reati di cui agli art. 2, 3, 4 e 5 non sono punibili se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito di ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo

Sempre che non sia già iniziato un accertamento penale o fiscale.

Presentare la dichiarazione dei redditi oltre i 90 giorni può essere conveniente

In generale quindi, pur non essendo possibile sanare la violazione attraverso il ravvedimento operoso, può essere vantaggioso presentare ugualmente la dichiarazione oltre i 90 giorni dalla scadenza originaria. Infatti se presentata entro la scadenza per l’invio della dichiarazione relativa all’anno successi il contribuente può beneficiare di:

  • Una riduzione del 50% delle imposte;
  • La non punibilità penale per il reato di omessa dichiarazione nei casi di imposte dovute superiori a 50.000 euro.

Inoltre, la dichiarazione presentata (anche se considerata “omessa”) costituisce titolo per la riscossione delle imposte in essa liquidate (art. 2 c. 7 Dpr 322/98), che vengono iscritte a ruolo (al netto di quanto eventualmente già versato). La presentazione, quindi, può indurre l’ufficio ad evitare l’accertamento induttivo (art. 41 Dpr 600/73).

Casi particolari

Opzione cedolare secca
Nel caso dei redditi da locazione, l’opzione per la cedolare secca comporta che le sanzioni previste in caso di omessa dichiarazione vengano raddoppiate.

Redditi prodotti all’ estero
In caso di redditi prodotti all’estero la sanzione è aumentata di 1/3.

Quando si prescrive la dichiarazione omessa

Il termine per l’accertamento su una dichiarazione dei redditi presentata è entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. In caso di dichiarazione omessa il termine per l’ accertamento è più lungo.

Se la dichiarazione risulta omessa il termine per l’ accertamento diventa entro il 31 dicembre del 7° anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

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Riferimenti Normativi

Decreto del Presidente della Repubblica del 22/07/1998 n. 322

Fonte

DECRETO LEGISLATIVO 18 dicembre 1997, n. 471

Fonte

DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 158

Fonte

Decreto legislativo del 10/03/2000 n. 74

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