A&P fornisce servizi di immigrazione nel mondo per coloro che viaggiano all’estero per diversi motivi.
Studio A&P supporta aziende e privati nelle loro attività in Italia e nel mondo con assistenza personalizzata in materia di global mobility e adempimenti fiscali in Italia e all’estero.
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Le attività per assistenza tecnica potrebbero richiedere un visto specifico. A seconda del Paese di destinazione, il visto richiesto potrebbe essere lavorativo, tecnico o di assunzione. Viene comunemente pensato per visite di breve durata legate ad attività di assistenza tecnica o installazione, e generalmente nel caso di acquisto di macchinari o attrezzature commerciali o industriali dall’azienda del Paese d’origine.
Cos’è
Potrebbe essere richiesto un visto particolare per installare, prestare servizio o riparare macchinari o attrezzature commerciali o industriali, generalmente vendute da un’azienda situata nel Paese d’origine.
La natura del visto da richiedere dipenderà dal Paese di destinazione.
Ad esempio: Stati Uniti, Brasile, Arabia Saudita hanno formalizzato un visto specifico (rispettivamente: B1 After Sales per gli USA, Vitem V per il Brasile, Assistenza Lavorativa per l’Arabia Saudita).
Alcuni Paesi permettono assistenza tecnica tramite visto lavorativo (e.g. Messico, India, Italia). Altri Paesi richiedono un visto lavorativo per condurre attività legate all’installazione ed assistenza tecnica (e.g. Cina).
Attività consentite
Il visto tecnico permette generalmente la manutenzione di macchinari, l’installazione, riparazione, miglioramento di sistemi industriali o prodotti elettronici.
Inadempienza
Se il richiedente viene scoperto mentre svolge attività tecniche senza il visto corretto, sia l’azienda che il lavoratore potrebbero essere multati.
In più, il lavoratore potrebbe rischiare il carcere o l’espulsione dal Paese.
Il team di Studio Arletti & Partners è composto da oltre 50 professionisti altamente qualificati e multilingue, specializzati in mobilità internazionale e consulenza fiscale, comprese le distacchi di lavoratori, la fiscalità italiana e internazionale, e le procedure di immigrazione sia in Italia che all’estero.
Per svolgere attività lavorative in un Paese straniero, potrebbe essere necessario un visto lavorativo specifico. Il visto richiesto potrebbe essere emesso solo dopo un atto ufficiale come una preautorizzazione emessa dal Ministero del Lavoro nel Paese di destinazione. A seconda del Paese di destinazione, potrebbe essere richiesto un permesso di lavoro una volta arrivati nel Paese.
Ogni volta che un richiedente desidera trasferirsi all’estero per svolgere attività lavorative, è necessaria la richiesta di un Visto Lavorativo.
Questo rappresenta l’autorizzazione del Ministero del Lavoro locale allo svolgimento di un’attività lavorativa all’interno del Paese.
Solitamente, la richiesta viene effettuata alle autorità locali dall’azienda ospitante o da un avvocato autorizzato. Le autorità locali devono concedere una preautorizzazione. Ciò permetterà al richiedente di accedere all’ambasciata del Paese di destinazione, in modo da poter richiedere il Visto desiderato.
Dal momento in cui il visto viene rilasciato, il richiedente sarà in grado di accedere al Paese e proseguire negli step successivi per poter iniziare la sua attività lavorativa.
Un Visto Lavorativo permette di svolgere attività retribuite nel Paese di destinazione.
Potrebbe essere registrato secondo un contratto locale o di distacco, a seconda delle norme in materia d’immigrazione del Paese e delle disposizioni dell’azienda del Paese d’origine e di quella del Paese di destinazione.
In ogni caso, un visto lavorativo permette di essere retribuiti nel Paese.
Se il richiedente dovesse essere scoperto a svolgere attività lavorative senza il visto adeguato, il richiedente stesso e l’azienda potrebbero essere soggetti a diverse disposizioni amministrative o penali. Tali provvedimenti si baseranno sulla legislazione in vigore nel Paese di competenza.
In alcuni casi l’azienda e l’impiegato potrebbero essere soggetti a multe. In altri, il lavoratore potrebbe rischiare un’ immediata espulsione dal Paese o l’arresto.
Il Visto Affari è pensato per visite di breve durata correlate all’attività lavorativa del richiedente. A seconda della cittadinanza del richiedente, può essere un visto vero e proprio o solo un timbro sul passaporto. Il Visto Affari non consente lo svolgimento di attività lavorative.
Cos’è
Il visto affari richiede in ogni caso un passaporto valido e un timbro o un adesivo sullo stesso, a seconda della cittadinanza e del Paese di residenza del richiedente.
L’adesivo è generalmente emesso dall’ambasciata o consolato del Paese in cui si fa richiesta.
Il timbro, invece, è apposto sul passaporto dalle autorità del Paese di destinazione (e.g. polizia) alla frontiera, prima di entrare nel Paese.
Attività consentite
I possessori di un visto affari sono generalmente autorizzati a svolgere solo determinate attività, tra cui:
Generalmente, non sono permesse attività lavorative direttamente retribuite.
Inadempienza
Se il richiedente tenta di entrare senza il visto appropriato, potrebbe essere bloccato direttamente al confine.
Potrebbe addirittura essere espulso dal Paese a sue spese. In più, rischierebbe anche il pagamento di una multa, l’arresto o il bando dal Paese.
Il Visto Familiare è pensato per i membri della famiglia del “richiedente”. A seconda della cittadinanza del richiedente, può essere un visto vero e proprio oppure un timbro sul passaporto. Il Visto Familiare potrebbe consentire lo svolgimento di attività lavorative.
Cos’è
A seconda della cittadinanza e del Paese di residenza del membro della famiglia, è richiesto un visto d’entrata.
Il visto può essere o un adesivo o un timbro applicato sul passaporto.
L’adesivo è generalmente emesso dall’ambasciata o dal consolato del Paese di destinazione dove viene fatta richiesta.
Il timbro, invece, è applicato sul passaporto alla frontiera del Paese di destinazione (e.g. polizia) al momento dell’entrata nel Paese.
In alcuni casi, l’emissione del visto può essere soggetta ad un’autorizzazione preliminare dalle autorità d’immigrazione del Paese di destinazione. Inoltre, potrebbe essere necessario richiedere un permesso di soggiorno in un secondo momento.
Attività consentite
I titolari di un permesso di soggiorno per motivi familiari possono svolgere attività lavorative, sia di lavoro subordinato che autonomo, ma anche attività di studio.
Inoltre, al membro della famiglia in possesso del permesso di soggiorno sono generalmente riconosciuti gli stessi diritti del richiedente principale (ad esempio, in termini di assistenza sanitaria).
Inadempienza
Nel caso in cui il richiedente cercasse di entrare nel Paese senza il visto adatto, potrebbe essere fermato direttamente alla frontiera o espulso dal Paese a sue spese. In più, si rischia anche il pagamento di una multa, il carcere o l’espulsione permanente dal Paese.
Studio A&P può supportarti durante l’intera procedura di richiesta. Come primo step, è necessario raccogliere tutti i documenti per inviare la richiesta.
Questo potrebbe richiedere dalle 2 alle 4 settimane, a seconda della necessità di tradurre e legalizzare i documenti.
Quanto tempo serve per richiedere il visto?
Le tempistiche per l’approvazione del visto dipendono da vari fattori, come il tipo di visto e il Paese di destinazione.
Potrebbero servire poche settimane, 2/3 mesi oppure, in caso di visto per ricongiungimento familiare, fino a 6 mesi.
Compila il modulo sottostante per richiedere direttamente un preventivo personalizzato. I nostri esperti ti risponderanno entro 2 giorni lavorativi.
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