Il distacco dei lavoratori nei Paesi Bassi è disciplinato dalle direttive 96/71/CE, 2014/67/UE e 2018/957/UE, così come recepite nella legislazione olandese.
Queste disposizioni stabiliscono requisiti e obblighi per le aziende che distaccano i propri dipendenti nei Paesi Bassi. Le aziende devono completare le formalità preliminari applicabili prima della data di inizio del distacco e rispettare i relativi obblighi per tutta la durata dell’incarico.
Per una panoramica della normativa europea in materia, consulta la nostra guida sulle direttive UE relative al distacco dei lavoratori.
Obblighi preliminari per il distacco dei lavoratori nei Paesi Bassi
Un’azienda che distacca i propri dipendenti nei Paesi Bassi deve innanzitutto presentare una dichiarazione di distacco alle autorità olandesi, salvo che si applichi una specifica esenzione. Per questo primo adempimento, le aziende devono utilizzare il portale ufficiale olandese di notifica.
L’azienda distaccante deve fornire una copia scritta o elettronica della notifica all’azienda ospitante prima dell’inizio dell’attività lavorativa nei Paesi Bassi.
Uno dei requisiti fondamentali consiste nel rispettare le condizioni di lavoro e le condizioni salariali nei Paesi Bassi, conformemente alla legislazione olandese e alle disposizioni pertinenti dei contratti collettivi applicabili.
L’azienda distaccante deve inoltre nominare una persona di contatto che agisca da intermediario o referente nei rapporti con le autorità. Questa persona deve essere disponibile sul territorio olandese per tutta la durata della prestazione di servizi e può anche essere uno dei lavoratori distaccati.
Le disposizioni relative ai lavoratori distaccati si applicano, in sintesi, alle seguenti situazioni:
- Prestazione di servizi presso clienti nei Paesi Bassi: manutenzione, installazione, ecc.
- Prestazione di servizi presso società controllate del proprio gruppo nei Paesi Bassi: audit, gestione, ecc.
- Somministrazione di lavoratori tramite agenzie.
Lavoratori autonomi distaccati nei Paesi Bassi
I lavoratori autonomi non sono tecnicamente lavoratori dipendenti. Pertanto, non rientrano necessariamente nell’ambito di applicazione della direttiva UE sul distacco dei lavoratori.
Tuttavia, molti dei Paesi che hanno recepito la direttiva richiedono ai lavoratori autonomi di presentare una notifica di distacco. Tra questi figurano i Paesi Bassi, dove l’obbligo si applica ai lavoratori autonomi stabiliti nell’UE, nel SEE o in Svizzera che svolgono attività in determinati settori.
Come procedere in caso di cittadini di Paesi terzi
Le aziende devono prestare particolare attenzione quando distaccano cittadini di Paesi terzi nei Paesi Bassi.
In questi casi, infatti, i requisiti in materia di immigrazione e autorizzazione al lavoro possono variare considerevolmente; è quindi consigliabile effettuare un’analisi caso per caso.
Occorre verificare, ad esempio, se il cittadino di un Paese terzo abbia bisogno di un permesso di lavoro nel Paese ospitante.
Conservazione e archiviazione dei documenti
Durante l’incarico, l’azienda distaccante deve conservare tutti i documenti richiesti relativi a ciascun incarico. Questi comprendono i contratti di lavoro, le buste paga, i prospetti delle ore lavorate, il certificato A1 e le prove del pagamento delle retribuzioni. I documenti devono essere disponibili sul luogo di lavoro, in formato cartaceo oppure in formato digitale immediatamente accessibile.
Le autorità olandesi possono infatti richiedere tali documenti durante il distacco o anche successivamente, per un periodo fino a cinque anni.
Su richiesta delle autorità, l’azienda deve essere in grado di fornire la documentazione tradotta nella lingua ufficiale.
Sanzioni in caso di mancato rispetto della normativa olandese sul distacco dei lavoratori
L’Ispettorato del lavoro olandese può infliggere sanzioni pecuniarie alle aziende straniere o ai lavoratori autonomi che non rispettano le disposizioni nazionali sul distacco.
Un’azienda che non comunica, per iscritto o per via elettronica, il distacco dei propri dipendenti sul territorio olandese secondo quanto previsto dalla normativa vigente è soggetta a sanzioni di base di 1.500 € per meno di 10 lavoratori distaccati, 3.000 € per un numero compreso tra 10 e 19 lavoratori distaccati e 4.500 € per 20 o più lavoratori distaccati.
Il mancato rispetto dell’obbligo di rendere disponibili i documenti richiesti sul luogo di lavoro è punito con una sanzione di base di 8.000 € a carico del datore di lavoro straniero.
Le sanzioni possono essere aumentate o ridotte in base alle circostanze del caso concreto, tenendo conto di fattori che possono aggravare la violazione, come il numero di dipendenti coinvolti, la durata della violazione e l’eventuale recidiva.
Ad esempio, una sanzione può essere aumentata del 100% se il medesimo obbligo di legge è stato violato nei cinque anni precedenti l’accertamento della nuova violazione e la sanzione inflitta per la violazione precedente è divenuta definitiva.
La mancata risposta adeguata alle richieste formali presentate dall’Ispettorato del lavoro olandese in occasione di un controllo può comportare sanzioni di base di 6.000 € per i datori di lavoro stranieri e di 3.000 € per i lavoratori autonomi soggetti all’obbligo di informazione. Questi importi non costituiscono massimali assoluti.
Ulteriori adempimenti per il distacco dei lavoratori nei Paesi Bassi
Ai sensi del regolamento 883/2004 e del relativo regolamento di applicazione 987/2009, l’azienda distaccante deve richiedere all’istituto previdenziale competente il modello A1 per i dipendenti distaccati.
Se un distacco dura più di 12 mesi, i lavoratori distaccati hanno diritto a tutte le condizioni di impiego previste dalla legislazione olandese, ad eccezione delle norme che disciplinano le procedure, le formalità e le condizioni per la conclusione e la cessazione del contratto di lavoro, comprese le clausole di non concorrenza, nonché delle norme relative ai regimi pensionistici.
Il periodo di 12 mesi può essere esteso a 18 mesi mediante una notifica motivata.
In questo caso, l’azienda deve effettuare la notifica negli ultimi tre mesi del periodo di distacco previsto. Ad esempio, nel caso di un distacco di nove mesi, l’azienda può notificare la proroga a partire dal settimo mese.
Se il distacco viene prorogato oltre una durata complessiva di 18 mesi, il lavoratore distaccato avrà diritto a tutte le condizioni di lavoro obbligatorie a partire dal tredicesimo mese di distacco. Soltanto se la proroga è limitata a una durata complessiva di 18 mesi, il lavoratore distaccato avrà diritto a tutte le condizioni di lavoro obbligatorie a partire dal diciannovesimo mese.
La notifica della proroga deve essere effettuata tramite lo stesso portale online utilizzato per la notifica preventiva del distacco transnazionale dei lavoratori.