La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza nei confronti della sede italiana di Caddell Construction, società statunitense impegnata nella costruzione del nuovo Consolato USA a Milano, nell’ambito di un’indagine per presunto caporalato e sfruttamento lavorativo.
Mancanza di supervisione e condizioni di lavoro illegali
Secondo le ricostruzioni disponibili, alcuni lavoratori indiani sarebbero stati reclutati in India tramite una società locale e successivamente impiegati in Italia nell’ambito di una procedura ricondotta al distacco transnazionale. Tale procedura consente, a determinate condizioni, l’ingresso in Italia di lavoratori extra-UE presso un’entità ospitante appartenente alla stessa impresa o al medesimo gruppo. Per ottenere il trasferimento, gli operai avrebbero versato somme significative agli intermediari coinvolti nel reclutamento, pari a circa 500.000 rupie.
Una volta arrivati a Milano, i lavoratori sarebbero stati inseriti nel cantiere con turni prolungati, fino a 10-12 ore al giorno per sei giorni alla settimana. Le retribuzioni, inizialmente indicate tra circa 1.200 e 1.500 euro mensili, sarebbero state ridotte da trattenute per vitto e alloggio, con una paga effettiva in alcuni casi pari a pochi euro l’ora.
Gli inquirenti avrebbero rilevato possibili violazioni dei minimi retributivi, degli orari di lavoro e dei riposi previsti dalla normativa italiana. La vicenda ha portato anche al fermo del manager della sede secondaria italiana di Caddell Construction, accusato di caporalato e bloccato all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio mentre stava per lasciare l’Italia.
Cosa significa per le aziende
Il caso evidenzia l’importanza, per le imprese che impiegano lavoratori stranieri o operano tramite appalti, subappalti e distacchi transnazionali, di verificare non solo la correttezza formale della documentazione, ma anche le condizioni effettive di lavoro.
Le aziende devono prestare particolare attenzione a retribuzione, orario di lavoro, riposi, trattenute per vitto e alloggio, costi di reclutamento, comprensione dei contratti da parte dei lavoratori stranieri e controlli sui soggetti coinvolti nella filliera.
La mancanza di presidi adeguati può esporre l’impresa a rischi giuslavoristici, penali e di responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/2001.
La pianificazione di progetti su larga scala con profili internazionali assume quindi un ruolo sempre più centrale. Per le aziende è fondamentale farsi supportare da consulenti specializzati nella gestione degli aspetti migratori, fiscali, lavoristici e previdenziali legati alla mobilità internazionale.
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