Prestazioni di servizio transnazionale e telelavoro – nuovo accordo quadro
Dal 1° luglio 2023 è entrato in vigore l’Accordo Quadro raggiunto da alcuni Stati UE per l’applicazione delle esenzioni contenute nel Regolamento 883/2004 per la promozione e la regolamentazione del telelavoro transfrontaliero.
L’Accordo si applica ai dipendenti assunti da aziende aventi sede legale in uno Stato Membro che tuttavia risiedono e lavorano (anche parzialmente) in uno Stato Membro diverso. Questi lavoratori potranno continuare a versare i contributi previdenziali nello stato di appartenenza, ad alcune condizioni:
lo Stato Membro in cui il datore di lavoro ha la sede legale e lo Stato Membro di destinazione del dipendente devono essere entrambi firmatari dell’Accordo Quadro.
l’attività svolta in modalità di telelavoro nello Stato di destinazione deve essere almeno pari al 25% e inferiore al 50% dell’orario lavorativo totale.
Il dipendente è inserito nella realtà operativa del datore di lavoro attraverso modalità telematiche e della struttura informatica idonea.
Il dipendente non svolge altra attività lavorativa nello Stato Membro di destinazione o Stati diversi.
Il lavoratore non deve svolgere altre attività nel suo Paese di residenza o in un altro Paese.
L’applicazione dell’esenzione non avviene in modo automatico, in quanto gli aventi diritto dovranno presentare formale richiesta del Modello A1 nello Stato di appartenenza.
Per il momento, l’Accordo è stato firmato dai seguenti Paesi: Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania, Finlandia, Norvegia, Austria, Svizzera, Liechtenstein, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Portogallo. Soltanto il Regno Unito ha comunicato l’intenzione di non sottoscrivere l’accordo.
Quadro normativo
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