Il Codice della strada distingue tra patenti rilasciate da Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo e patenti rilasciate fuori dall’UE/SEE. Per le patenti extra UE/SEE, le regole cambiano inoltre dopo un anno dall’acquisizione della residenza in Italia.
Questa guida spiega come individuare la disciplina corretta, quali documenti portare con sé, quando è necessaria la conversione e cosa accade se la patente estera non è convertibile.
In sintesi
| Situazione | Regola principale |
| Patente UE/SEE; visitatore o non residente | Una patente valida è generalmente riconosciuta in Italia fino alla scadenza. |
| Patente UE/SEE; residente; validità conforme alle norme UE | Può generalmente essere usata fino alla scadenza. La conversione anticipata è facoltativa. |
| Patente UE/SEE senza scadenza o con validità eccessivamente lunga | La conversione diventa obbligatoria dopo due anni di residenza in Italia. |
| Patente extra UE/SEE; non residente o residente da non più di un anno | Occorre portare la patente originale valida insieme a un permesso internazionale di guida o a una traduzione ufficiale in italiano. |
| Patente extra UE/SEE; residente da oltre un anno | La patente estera non abilita più alla guida in Italia. Va convertita, se l’accordo applicabile lo consente; altrimenti occorre conseguire la patente italiana mediante esame. |
Sintesi basata sugli articoli 135 e 136-bis del Codice della strada e sulle indicazioni vigenti del MIT.
Quale regola si applica? Conta lo Stato di rilascio, non la cittadinanza
Il fattore decisivo è normalmente lo Stato che ha rilasciato la patente. Un cittadino statunitense con patente francese è quindi trattato come titolare di una patente UE. Al contrario, un cittadino dell’Unione con patente rilasciata dagli Stati Uniti è soggetto alle regole previste per le patenti extra UE/SEE.
È inoltre necessario verificare se il documento attuale sia stato rilasciato a seguito della conversione di una patente di un altro Paese. L’Italia può rifiutare il riconoscimento o la conversione di una patente UE derivata da una patente extra UE quando non sussistono le condizioni di reciprocità richieste con lo Stato di rilascio originario.
Cosa si intende per residenza in Italia?
Per i titolari di patenti extra UE/SEE, il termine di un anno si calcola dall’acquisizione della residenza anagrafica in Italia. Di regola non decorre dalla data di ingresso, dal rilascio del visto o dal rilascio del permesso di soggiorno.
Nelle procedure relative alle patenti UE/SEE può rilevare la residenza anagrafica o la residenza normale. Quest’ultima è, in generale, il luogo in cui una persona dimora abitualmente per almeno 185 giorni all’anno per ragioni legate ai propri interessi personali e professionali. Sono previste regole particolari quando i legami personali e professionali si trovano in Stati diversi e per gli studenti.
Guidare in Italia con una patente UE o SEE
Le patenti rilasciate dagli Stati membri dell’UE e dagli Stati del SEE sono generalmente equiparate alle corrispondenti patenti italiane. Il trattamento dipende dallo Stato di rilascio, non dalla cittadinanza del conducente.
Patente con scadenza conforme alle norme UE
Una patente UE/SEE valida, con un periodo di validità conforme alle norme europee, può normalmente essere utilizzata in Italia fino alla data di scadenza. Se il titolare è residente in Italia, può chiederne volontariamente la conversione prima della scadenza. Alla scadenza, il rinnovo avviene nello Stato di residenza normale: per chi risiede in Italia, ciò comporta di regola il rinnovo o la conversione in una patente italiana.
Patente senza scadenza o con validità eccessivamente lunga
Il residente titolare di una patente UE/SEE priva di scadenza amministrativa, o con una validità superiore a quella consentita dalle norme europee, deve convertirla dopo due anni di residenza in Italia. Si applicano quindi i periodi di validità e gli accertamenti medici previsti dalla normativa italiana.
Quando la conversione può essere richiesta prima
La conversione o il riconoscimento possono rendersi necessari anche quando il conducente residente è destinatario di un provvedimento di revisione della patente. In caso di smarrimento o furto di una patente UE/SEE, il residente può inoltre chiedere un duplicato italiano, previa verifica presso l’autorità estera che ha rilasciato il documento.
Eccezioni importanti
- Le patenti sospese o revocate non possono essere convertite o rinnovate in Italia.
- Una patente rilasciata da uno Stato UE/SEE dopo la conversione di una patente extra UE può non essere riconosciuta se la patente originaria non sarebbe stata convertibile in Italia.
- Le patenti provvisorie o temporanee non sono riconosciute in modo uniforme in Europa e non si deve presumere che autorizzino la guida in Italia.
- La guida professionale può richiedere ulteriori abilitazioni, come la Carta di qualificazione del conducente, anche quando la patente di base è valida.
Guidare in Italia con una patente extra UE o extra SEE
Turisti e non residenti
Chi non è residente in Italia può guidare i veicoli compresi in una patente extra UE/SEE valida, a condizione di portare con sé anche un permesso internazionale di guida valido oppure una traduzione ufficiale in italiano della patente. I documenti devono essere validi e devono essere esibiti insieme.
Residenti durante il primo anno
La stessa regola documentale si applica durante il primo anno successivo all’acquisizione della residenza anagrafica in Italia. Il conducente deve portare con sé la patente originale valida e il permesso internazionale di guida oppure la traduzione ufficiale.
Residenti dopo il primo anno
Trascorso più di un anno dall’acquisizione della residenza, la patente extra UE/SEE non abilita più alla guida in Italia. Il permesso internazionale o la traduzione non prorogano questo termine.
Per continuare a guidare, il titolare deve convertire la patente in base a un accordo di reciprocità applicabile oppure conseguire la patente italiana superando gli esami di teoria e di pratica richiesti.
Attenzione: la sola presentazione della domanda di conversione non proroga il periodo di un anno. La ricevuta di deposito non deve essere considerata un’autorizzazione alla guida, salvo espressa conferma dell’autorità competente.
Permesso internazionale di guida o traduzione ufficiale in italiano
Permesso internazionale di guida
Il permesso internazionale di guida è un documento di accompagnamento: non costituisce una patente autonoma. Deve essere rilasciato dall’autorità competente dello Stato che ha emesso la patente nazionale e deve essere conforme a una convenzione internazionale riconosciuta dall’Italia.
L’Italia riconosce i permessi basati sulla Convenzione di Ginevra del 1949 e sulla Convenzione di Vienna del 1968. La loro validità massima è generalmente, rispettivamente, di un anno e di tre anni, e non può comunque superare quella della patente nazionale sottostante.
Traduzione ufficiale
Una traduzione privata o informale non è sufficiente. La traduzione deve riguardare l’intero contenuto della patente ed essere certificata conforme al testo straniero. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, può essere predisposta tramite:
- la rappresentanza diplomatica o consolare in Italia dello Stato che ha rilasciato la patente, con legalizzazione della firma del traduttore presso la Prefettura competente, quando richiesta;
- una rappresentanza diplomatica o consolare italiana nello Stato di rilascio; oppure
- un traduttore autorizzato o un’altra persona che asseveri la traduzione davanti a un cancelliere giudiziario, a un notaio o a un giudice di pace.
Una patente extra UE può essere convertita in Italia?
La conversione sostituisce la patente estera con una patente italiana, normalmente senza nuovi esami di teoria e pratica. È possibile soltanto quando l’Italia ha un accordo di reciprocità valido con lo Stato di rilascio e sono soddisfatte tutte le condizioni previste dall’accordo.
Requisiti generali
- La patente estera deve essere valida e autentica.
- Di regola deve essere stata conseguita prima che il titolare acquisisse la residenza in Italia.
- Il modello della patente e la categoria di veicoli devono rientrare nell’accordo applicabile.
- La domanda deve essere presentata entro il termine specifico previsto per quel Paese, calcolato dalla data di residenza in Italia.
- La patente non deve essere sospesa, revocata o soggetta ad altra misura ostativa.
- Una patente ottenuta mediante conversione di un’altra patente estera non è convertibile se la patente originaria non soddisferebbe i requisiti italiani.
Accordi e termini specifici per Paese
L’elenco degli Stati interessati e le condizioni dei singoli accordi cambiano nel tempo. Prima di presentare la domanda occorre quindi consultare l’elenco aggiornato del Ministero, anziché affidarsi a un elenco statico pubblicato online senza data di aggiornamento.
Il Ministero applica termini diversi collegati alla residenza, spesso di quattro o sei anni in base allo Stato di rilascio e all’accordo applicabile. Alcuni accordi prevedono scadenze tassative, oltre le quali la domanda è respinta; in altri casi, una domanda tardiva può comportare una revisione di idoneità tecnica alla guida.
Patenti del Regno Unito
Dopo la Brexit, le patenti britanniche non sono più trattate come patenti UE, ma possono attualmente essere convertite in base all’accordo bilaterale tra Italia e Regno Unito. Il titolare deve rispettare i requisiti dell’accordo, compresi quelli relativi a validità, residenza, conseguimento originario e termine di presentazione della domanda.
L’accordo vigente si applica inoltre, nei limiti delle sue condizioni, alle patenti rilasciate a Gibilterra, nel Baliato di Guernsey, nell’Isola di Man e nel Baliato di Jersey.
Stati Uniti, Canada e altre patenti non convertibili
Le patenti ordinarie degli Stati Uniti e del Canada non rientrano negli accordi generali di conversione attualmente pubblicati dal Ministero. Per questi Stati, l’elenco ministeriale contempla soltanto categorie limitate di personale diplomatico o consolare. Anche altre patenti frequentemente richieste, tra cui quelle australiane, cinesi e indiane, devono essere verificate sull’elenco ufficiale aggiornato.
Un visitatore o un nuovo residente può comunque guidare durante il periodo consentito con il documento di accompagnamento richiesto. Dopo il primo anno di residenza, però, chi possiede una patente non convertibile deve conseguire la patente italiana mediante esame.
Se la patente non è convertibile
Se non esiste un accordo di reciprocità applicabile, la patente estera non può essere convertita in una patente italiana. Per continuare a guidare dopo il primo anno di residenza, il titolare deve conseguire una patente italiana tramite la procedura ordinaria, compresi gli esami di teoria e di pratica.
È consigliabile iniziare per tempo: dopo il termine di un anno, la patente estera non può essere usata in Italia solo perché il richiedente ha prenotato lezioni, esami o un appuntamento per la conversione.
Sanzioni e controlli su strada
I titolari di patenti estere devono rispettare il Codice della strada italiano e possono essere soggetti alle stesse sanzioni previste per i titolari di patenti italiane. Per i documenti esteri sono inoltre previste conseguenze specifiche.
- La guida con patente extra UE/SEE senza il permesso internazionale o la traduzione ufficiale richiesti è soggetta alla sanzione prevista dall’articolo 135, comma 8.
- La guida dopo oltre un anno di residenza in Italia con una patente extra UE/SEE altrimenti valida è soggetta alla sanzione richiamata dall’articolo 126, comma 11, e al ritiro del documento estero.
- Se la patente è convertibile, il documento ritirato può essere trasmesso alla Motorizzazione competente per la conversione; se non è convertibile, può essere restituito all’autorità che lo ha rilasciato.
- La guida con patente scaduta, sospesa o revocata può comportare ulteriori conseguenze, tra cui il ritiro e il divieto di guidare in Italia.
Gli importi delle sanzioni vengono aggiornati periodicamente. Prima della pubblicazione o di una consulenza riferita a un caso concreto occorre verificare gli importi in vigore.
Noleggiare un’auto in Italia
Il riconoscimento legale della patente e i requisiti contrattuali dell’impresa di noleggio sono questioni distinte. Il noleggiatore può richiedere un’età minima, un periodo minimo di possesso della patente, una carta di credito o l’esibizione del permesso internazionale di guida anche quando la legge ammetterebbe, in alternativa, una traduzione ufficiale.
Prima della partenza è opportuno verificare per iscritto le condizioni di noleggio e portare con sé la patente originale, il passaporto o documento di identità, il contratto di noleggio e l’eventuale permesso internazionale o traduzione richiesta.
Guidare un veicolo con targa estera
Le regole sulla patente e quelle sul veicolo sono distinte. In linea generale, il veicolo immatricolato all’estero e di proprietà di una persona che acquisisce la residenza in Italia deve essere immatricolato in Italia entro tre mesi dall’acquisizione della residenza.
Se un residente in Italia guida un veicolo con targa estera di proprietà di un’altra persona, deve generalmente tenere a bordo un documento con data certa che indichi il titolo e la durata dell’utilizzo. Se la disponibilità del veicolo supera 30 giorni nell’anno solare, anche non consecutivi, può essere necessaria l’iscrizione nel Registro dei veicoli esteri (REVE). Sono previste eccezioni e regole speciali.
Raccomandazione editoriale: mantenere questa sezione breve e rinviare alle guide A&P dedicate al REVE e all’immatricolazione dei veicoli esteri. L’immatricolazione è un tema giuridico distinto e non dovrebbe prevalere in un articolo sulle patenti.
Domande frequenti
Posso guidare in Italia con una patente statunitense?
Sì, come non residente o durante il primo anno dall’acquisizione della residenza, purché la patente sia valida e accompagnata da un permesso internazionale di guida o da una traduzione ufficiale in italiano. Le patenti statunitensi ordinarie non sono generalmente convertibili in Italia; dopo il primo anno, il residente deve quindi conseguire la patente italiana mediante esame.
Posso guidare in Italia con una patente britannica?
Sì. Per i soggiorni brevi e durante il primo anno di residenza si applicano le regole documentali previste per le patenti extra UE. I residenti possono attualmente chiedere la conversione in base all’accordo Italia-Regno Unito, se rispettano tutte le condizioni e i termini.
Il permesso internazionale di guida è obbligatorio in Italia?
Per una patente extra UE/SEE, la legge italiana richiede un permesso internazionale di guida oppure una traduzione ufficiale in italiano. Il permesso non è quindi l’unica opzione, anche se l’impresa di noleggio può richiederlo contrattualmente.
Posso guidare mentre la domanda di conversione è in corso?
Non si deve presumere che il deposito proroghi il termine di un anno o che la ricevuta sostituisca la patente. Il richiedente dovrebbe ottenere una conferma specifica dalla Motorizzazione competente e smettere di guidare quando il titolo previsto dalla legge è cessato.
Una patente UE convertita da una patente extra UE può essere usata in Italia?
Non sempre. L’Italia può esaminare la patente originaria e rifiutare il riconoscimento o la conversione se lo Stato di rilascio originario non soddisfa le condizioni di reciprocità previste dalla legge italiana.