Il 15 settembre 2026, la Commissione europea ha presentato il nuovo Fair Labour Mobility Package, volto a facilitare la mobilità di lavoratori e imprese all’interno dell’UE, garantendo al contempo che i lavoratori mobili possano esercitare effettivamente i propri diritti sociali e lavorativi. Il pacchetto combina soluzioni digitali, procedure amministrative semplificate e una maggiore cooperazione tra le autorità nazionali, con particolare attenzione alla riduzione degli oneri amministrativi, alla prevenzione delle frodi e al miglioramento dell’applicazione delle norme dell’UE in materia di mobilità dei lavoratori.
Background
Il pacchetto risponde alla crescente mobilità dei lavoratori all’interno dell’UE. Nel 2024, circa 14 milioni di cittadini europei vivevano in un altro Stato membro dell’UE, di cui oltre 10 milioni in età lavorativa. L’iniziativa fa inoltre seguito all’invito dei leader dell’UE a facilitare la mobilità dei lavoratori attraverso un maggiore riconoscimento delle qualifiche professionali e la portabilità delle competenze, in linea con la tabella di marcia “One Europe, One Market”.
Fair Labour Mobility Package
Il pacchetto comprende una Comunicazione sulla mobilità equa dei lavoratori e cinque proposte legislative. Tra queste figurano:
- un Regolamento che istituisce un European Social Security Pass (ESSPASS);
- il cosiddetto “Skills Portability Act”, relativo alle qualifiche digitali e comparabili;
- un Regolamento volto a rafforzare l’Autorità Europea del Lavoro (ELA);
- modifiche alla Direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali;
- una Direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche dei cittadini di Paesi terzi.
La Commissione stima che, una volta pienamente attuate, le misure potrebbero generare benefici per circa 5 miliardi di euro entro il 2040, di cui circa 1 miliardo derivante dalla semplificazione delle procedure.
Digitalizzazione dei documenti di sicurezza sociale
Un elemento centrale del pacchetto è il proposto European Social Security Pass (ESSPASS), che consentirebbe alle persone di richiedere e ricevere interamente online i documenti relativi alla sicurezza sociale. Di particolare rilievo per l’occupazione transfrontaliera e il distacco dei lavoratori, il sistema comprenderebbe il documento portatile A1, nonché la Tessera Europea di Assicurazione Malattia. Attraverso l’EU Digital Identity Wallet, i lavoratori potrebbero conservare e presentare questi documenti in formato digitale quando si spostano tra gli Stati membri, mentre le autorità nazionali potrebbero verificarli in modo più rapido e sicuro.
Il processo di digitalizzazione sarebbe introdotto progressivamente. Il Documento portatile A1 per i lavoratori distaccati dovrebbe essere digitalizzato per primo, un anno dopo l’entrata in vigore del Regolamento ESSPASS, seguito dalla Tessera Europea di Assicurazione Malattia e dagli altri documenti di sicurezza sociale entro tre anni. La Commissione stima che una verifica transfrontaliera più rapida potrebbe generare risparmi significativi per le imprese, i prestatori di assistenza sanitaria e gli ispettori del lavoro, mentre le firme digitali potrebbero contribuire a ridurre le frodi.
Facilitare il riconoscimento delle qualifiche
Il pacchetto mira inoltre a rendere le qualifiche professionali più facilmente comprensibili e riconoscibili tra gli Stati membri. Le qualifiche sarebbero rilasciate in un formato digitale standardizzato e rese disponibili attraverso l’EU Digital Identity Wallet. In aggiunta, la Commissione propone uno strumento di confronto delle qualifiche a livello dell’UE, basato sulle banche dati nazionali delle qualifiche, che consentirebbe a datori di lavoro e lavoratori di confrontare più facilmente le qualifiche conseguite nei diversi Stati membri.
Per le professioni regolamentate, viene proposto un processo obbligatorio di riconoscimento digitale, con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari per il riconoscimento transfrontaliero da circa tre mesi a cinque settimane. La Commissione intende inoltre estendere il riconoscimento automatico ad altre professioni regolamentate attraverso quadri comuni di formazione. Misure distinte stabilirebbero standard comuni per il riconoscimento delle qualifiche ottenute al di fuori dell’UE, con la possibilità di ridurre la durata media della procedura da 14 mesi a quattro mesi.
Rafforzamento dell’Autorità Europea del Lavoro
Infine, la Commissione propone di rafforzare il ruolo dell’Autorità Europea del Lavoro (ELA) nel sostenere gli Stati membri nell’applicazione delle norme dell’UE in materia di mobilità dei lavoratori. L’ELA disporrebbe di strumenti più avanzati per la valutazione dei rischi, al fine di consentire alle autorità ispettive nazionali di indirizzare meglio i controlli, nonché di meccanismi più solidi per la cooperazione transfrontaliera e di specifici funzionari nazionali di collegamento per le ispezioni.
Le modifiche proposte amplierebbero inoltre il ruolo dell’ELA nell’affrontare gli abusi riguardanti i cittadini di Paesi terzi e nel contrastare il lavoro illegale.
La procedura di mediazione dell’ELA sarebbe semplificata, al fine di favorire una più rapida risoluzione delle controversie transfrontaliere e ridurre la necessità di ricorrere al contenzioso.
Prosepttive future
Le proposte saranno ora esaminate dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La loro applicazione pratica dipenderà pertanto dall’adozione della relativa legislazione.
Secondo l’attuale calendario della Commissione, anche le misure relative alle qualifiche e alla portabilità delle competenze saranno introdotte progressivamente, mentre le modifiche al mandato dell’ELA dovrebbero essere attuate tra il 2028 e il 2030.