A seguito dell’approvazione da parte della commissione per l’Occupazione e gli Affari sociali del Parlamento europeo dell’aggiornamento delle norme UE che tutelano i lavoratori dai rischi legati all’esposizione a sostanze chimiche (Direttiva 98/24/CE), la procedura ha superato il secondo passo prima dell’adozione definitiva.
Aggiornamenti
Il Parlamento europeo ha ulteriormente rafforzato la proposta, introducendo:
- Nuovi valori limite di esposizione per alcune sostanze chimiche pericolose;
- Chiarimenti sulle norme relative alle attrezzature di protezione, compreso il diritto a pause regolari in aree prive di rischio di contaminazione;
- L’importanza di una formazione adeguata per i lavoratori (potenzialmente) esposti a sostanze nocive;
- Un invito ai datori di lavoro a garantire misure di protezione aggiuntive per i vigili del fuoco esposti a materiali pericolosi;
- L’obbligo per gli Stati membri di supportare le PMI nel rispetto delle nuove norme;
- La necessità di una valutazione specifica dei rischi da parte dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) per queste professioni ad alto rischio.
Prossimi passi
Sia il Parlamento che il Consiglio devono adottare formalmente l’accordo provvisorio prima che le nuove norme possano entrare in vigore. Il Parlamento dovrebbe votare sull’accordo a ottobre.
Cosa significa per le aziende globali?
Per le aziende, in particolare nei settori come manifatturiero, chimico e delle costruzioni, la revisione porterà probabilmente a standard di sicurezza sul lavoro più stringenti. Le imprese dovranno:
- Rivedere e aggiornare le valutazioni dei rischi;
- Adeguare le misure preventive;
- In alcuni casi, investire in nuove tecnologie per conformarsi alle normative.
Per alleggerire l’onere sulle piccole imprese, l’UE invita gli Stati membri a monitorare l’impatto delle nuove norme e a offrire assistenza finanziaria e tecnica alle PMI.
Per i lavoratori mobili, le misure riviste potrebbero prevenire circa 1.700 casi di tumore al polmone e 19.000 altre malattie nei prossimi quarant’anni. Tuttavia, le aziende dovranno affrontare un periodo di transizione per adeguarsi ai nuovi requisiti di conformità.
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