La mobilità internazionale dei dipendenti richiede oggi un approccio che vada oltre la gestione degli aspetti immigratori, fiscali e previdenziali. Per garantire trasferte e assegnazioni all’estero efficaci e sostenibili, le aziende dovrebbero infatti considerare anche i rischi sanitari, di sicurezza, climatici, geopolitici e terroristici, nonché le specificità culturali e sociali del Paese di destinazione.
Ciò è particolarmente importante per destinazioni come India, Venezuela/Argentina, Emirati Arabi Uniti, Russia/Ucraina e Israele/Palestina, dove condizioni in continua evoluzione possono incidere direttamente sulla sicurezza dei dipendenti, sulla continuità operativa e sull’obbligo di diligenza (“duty of care”) del datore di lavoro.
1. India : clima e usanze locali
Pur essendo una delle principali destinazioni per gli affari a livello globale, l’India richiede un’attenta pianificazione degli incarichi lavorativi e delle trasferte del personale.
Nel maggio 2026, diverse regioni hanno registrato gravi ondate di calore, con temperature comprese tra circa 44 e 47°C in alcune aree dell’India settentrionale e centrale. Ciò può comportare rischi di stress da calore, disidratazione, interruzioni nei trasporti e riduzione della produttività, soprattutto per i lavoratori impegnati in sopralluoghi o attività all’aperto.
2. Venezuela e Argentina : rischi politici e sanitari
Invece, per Venezuela e Argentina, i datori di lavoro dovrebbero effettuare un’attenta valutazione delle condizioni politiche, dei rischi per la sicurezza e degli avvisi sanitari vigenti.
Si segnala infatti che, nel maggio 2026, le autorità sanitarie internazionali hanno segnalato un focolaio multinazionale di hantavirus delle Ande collegato ad Argentina e Venezuela, con gravi casi respiratori e decessi. Questo evidenzia la necessità di monitorare attentamente i rischi sanitari prima di inviare lavoratori in America Latina, in particolare quando gli incarichi prevedono attività in aree rurali, accesso limitato alle cure mediche o possibile esposizione ai roditori.
Il Venezuela richiede inoltre particolare cautela a causa dell’instabilità politica, dei rischi per la sicurezza e delle possibili difficoltà nella pianificazione di evacuazioni o partenze di emergenza.
3. Emirati Arabi Uniti : tensioni regionali, clima e normative locali
Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano una frequente destinazione per viaggi e incarichi di lavoro, ma non dovrebbero essere considerati privi di rischi.
Nel maggio 2026, avvisi ufficiali hanno evidenziato attività militari nella regione e possibili disagi nei viaggi.
Anche le condizioni climatiche sono un fattore rilevante: temperature elevate, umidità e venti possono influire sul lavoro all’aperto, sui cantieri, sui trasporti e sul benessere dei dipendenti.
4. Russia e Ucraina : rischi connessi al conflitto
Russia e Ucraina richiedono una valutazione approfondita a causa del conflitto in corso, del possibile aggravamento della situazione, delle interruzioni infrastrutturali, delle limitazioni dello spazio aereo, dell’esposizione alle sanzioni e delle difficoltà di evacuazione.
Anche i viaggi di breve durata dovrebbero essere esaminati con particolare attenzione. I datori di lavoro dovrebbero verificare se il dipendente può raggiungere e lasciare la destinazione in sicurezza, se è disponibile assistenza locale in caso di emergenza e se le coperture assicurative rimangono valide.
5. Israele e Palestina: rischi per la sicurezza e terrorismo
Il contesto di Israele e Palestina impone una valutazione approfondita dei rischi, in particolare per quanto riguarda la sicurezza, le attività militari e le possibili limitazioni alla mobilità.
In riferimento alla situazione in corso, droni, missili o altri ordigni possono interessare l’area e la situazione può deteriorarsi rapidamente. I datori di lavoro dovrebbero monitorare costantemente gli sviluppi, mantenere una comunicazione chiara con il dipendente e predisporre procedure di emergenza ed evacuazione.
Perché questo è importante per i datori di lavoro
Una valutazione dei rischi di viaggio consente alle aziende di passare da una semplice autorizzazione alla trasferta a un processo strutturato e documentato di tutela del lavoratore.
Prima di assegnare un dipendente a una di queste destinazioni, il datore di lavoro dovrebbe valutare:
- la città o il sito di lavoro specifico;
- gli avvisi ufficiali di viaggio;
- l’esposizione ai rischi climatici e meteorologici;
- i rischi sanitari e le raccomandazioni vaccinali;
- i rischi legati a terrorismo, conflitti e disordini civili;
- le leggi locali, le consuetudini e le regole di comportamento;
- i trasporti, l’alloggio, l’accesso alle cure mediche e le opzioni di evacuazione;
- la copertura assicurativa e i contatti di emergenza.
L’obiettivo non è soltanto decidere se il viaggio possa essere effettuato, ma anche individuare le misure preventive necessarie per proteggere il lavoratore.
Il supporto di A&P
Per supportare le aziende, A&P mette a disposizione Atlasposting, una piattaforma dedicata alla gestione degli incarichi internazionali e dei rischi connessi ai viaggi di lavoro.
Il servizio si basa su standard di viaggio giuridicamente riconosciuti, tra cui quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le Linee Guida ISO 31030 sulla gestione dei rischi di viaggio per le aziende, la normativa europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro e il Decreto Legislativo n. 81/2008.
Atlasposting consente alle aziende di accedere a:
- report aggiornati sui Paesi;
- mappe dei rischi;
- allerte in tempo reale sui livelli di rischio delle destinazioni.
La piattaforma aiuta i team HR a gestire in modo più efficace gli incarichi internazionali, rafforzare i processi di valutazione del rischio, proteggere i dipendenti all’estero e garantire la conformità agli obblighi normativi.
I nostri professionisti monitorano costantemente gli sviluppi normativi e operativi a livello internazionale che possono influire sulle attività aziendali transfrontaliere e sulla mobilità della forza lavoro.
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