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Decreto flussi 2022

Un nuovo decreto flussi per l’anno 2022 verrà presto emanato per fronteggiare la carenza di manodopera e l'aumento dell'immigrazione in Italia
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Ottobre 2023: pubblicato il nuovo decreto flussi

Per gli ultimi aggiornamenti, dai un’occhiata al nostro approfondimento sul nuovo decreto flussi Italia, pubblicato ad ottobre 2023.

Il decreto flussi per l’anno 2022 verrà aggiornato a breve, aumentando il numero di persone che potranno soggiornare in Italia a scopo lavorativo. Il Sottosegretario Molteni e la Ministra Lamorgese confermano direttamente l’intenzione alla modifica delle quote stabilite.

Cosa stabilisce il decreto flussi?

Il decreto flussi è l’atto amministrativo con il quale il Governo stabilisce ogni anno una quota di cittadini stranieri non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro (lavoro stagionale, lavoro non stagionale o lavoro autonomo).

Per l’anno corrente, un decreto flussi era già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2022, determinando una quota totale di permessi per lavoro pari a 69.700 unità, da suddividere secondo diverse categorie di lavoratori. Inoltre, il governo italiano aveva stabilito un periodo specifico per l’invio delle richieste, con una scadenza stabilita al 27 gennaio 2022 per alcune tipologie di lavoratori e al 17 marzo per altre.

Tuttavia, con la nota interministeriale n. 2477 del 16 marzo 2022, le autorità avevano poi esteso al 30 settembre 2022 il termine ultimo per l’invio di alcune domande – tra cui le conversioni di permessi in lavoro subordinato o autonomo – così da poter accogliere ulteriori richieste.

Perché l’Italia ha bisogno di un nuovo decreto flussi?

Le autorità italiane hanno comunicato che, a causa della recente mancanza di manodopera in Italia, si rende necessario accogliere più lavoratori stranieri. Da qui l’importanza di rivedere le quote già stabilite. Questo è stato recentemente annunciato dal sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, rispondendo ad un’interpellanza alla commissione Affari costituzionali della Camera. Molteni ha spiegato che l’emanazione del provvedimento, è necessaria «per corrispondere prontamente alle richieste che arrivano dal mondo produttivo».

La quota sarà più alta rispetto allo scorso decreto, e la presidenza del consiglio dei ministri per il 2022 ci sta lavorando. Lo ha annunciato il 4 giugno la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese durante la conferenza stampa conclusiva del vertice Med5 sull’immigrazione, insieme altri quattro paesi mediterranei.

La ministra ha anche affermato che

«Si sta lavorando e si sta verificando la possibilità di accelerare le procedure, perché manca personale in settori specifici»

Estratto di un’intervista del 2 Giugno alla ministra Lamorgese

Il rischio di «un’emergenza umanitaria con un aumento dei flussi migratori alle frontiere d’Europa», non facile da controllare per la Ue «senza una risposta solidale comune». Alla vigilia del vertice di Venezia in cui i ministri dell’Interno dei Paesi del Mediterraneo chiederanno all’Europa di estendere ai flussi dal Mediterraneo il patto di solidarietà applicato ai profughi ucraini, Luciana Lamorgese annuncia a Repubblica l’ampliamento di canali d’ingresso legali in Italia. «Il governo è al lavoro per varare il prossimo decreto flussi che dovrà tenere conto delle crescenti esigenze di vari comparti economici».

«Le migrazioni mosse da fattori economici e climatici non si possono cancellare ma possono essere governate anche ampliando i canali d’ingresso legali con quote di stagionali e di manodopera specializzata di cui, tra l’altro, hanno bisogno le economie europee. L’Europa non può immaginare di poter accogliere tutti i migranti economici che intendono mettersi in viaggio dall’Africa e da alcuni Paesi asiatici. Per questo la Ue deve rapidamente intensificare i suoi sforzi per predisporre un piano basato sui partenariati strategici per sostenere la stabilità sociale e lo sviluppo economico dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori».

Cosa cambia rispetto ai precedenti decreti flussi

L’ultimo decreto flussi aveva già raddoppiato il numero di stranieri che avrebbero avuto il permesso necessario per entrare in Italia per motivi di lavoro per il 2022 (69.700 quote, di cui più di 40.000 dedicate ai lavoratori stagionali) rispetto a quelli degli anni passati. Ma ne servirebbero di più per riempire al meglio i posti vacanti. Il sottosegretario all’Interno ha sottolineato che per il precedente decreto sono arrivate 205mila domande, su 69.700 posti liberi, di cui più di 98.000 domande per lavoro stagionale (a fronte di 42.000 posti liberi).

Quadro normativo

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