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Visto di lavoro italiano

Per cittadini extra-UE che intendono entrare in Italia per attività lavorative.

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Il visto lavoro in Italia consente ai cittadini extracomunitari di accedere al territorio italiano per svolgere attività lavorative. Per risiedere e lavorare legalmente in Italia, è necessario richiedere sia il visto per lavoro che il permesso di soggiorno italiano. Inoltre, in base all’attività lavorativa che si intende svolgere, si può rientrare nel sistema in-quota o extra-quota stabilito dal Governo.

L’intero processo di richiesta può richiedere da 2 a 6 mesi.

Se hai intenzione di presentare la domanda tramite agenzia di somministrazione, potrebbe interessarti l’ultimo intervento del Governo Italiano che regola le domande di permessi per lavoro da parte delle agenzie di somministrazione.

Il sistema in-quota ed extra-quota per il visto lavoro in Italia

I visti di lavoro italiani sono rilasciati dal governo secondo il sistema in-quota ed extra-quota.

Il primo, il sistema in-quota, stabilisce un numero massimo di visti di lavoro italiani per un anno solare per specifiche attività lavorative. Il sistema extra-quota prevede una serie di visti di lavoro senza restrizioni “al di fuori” di questa quota.

L’accesso è consentito sia con il sistema in-quota che con quello extra-quota, ma i cittadini stranieri devono assicurarsi di rientrare nella giusta categoria di attività lavorativa.

Sistema in-quota per un numero limitato di visti per lavoro

In base al Decreto Legge 286/1998, ogni anno il governo italiano stabilisce un numero fisso di cittadini extracomunitari che possono entrare in Italia con un permesso di lavoro per svolgere specifiche tipologie di lavoro.

Il provvedimento intende regolamentare l’ingresso di cittadini extracomunitari per motivi di lavoro subordinato, autonomo e occasionale.

Numero consentito di permessi di lavoro in Italia per il 2023

Per l’anno 2023, il numero massimo di lavoratori ammessi in Italia è fissato a 136.000 unità.

Maggiori dettagli sulle quote specifiche per il 2023 nel nostro approfondimento completo sul Decreto Flussi 2023.

Extra-quota: numero illimitato di visti di lavoro per categorie specifiche

I richiedenti possono sempre presentare la domanda per i permessi extra-quota, in quanto non sono soggetti alle limitazioni del sistema in-quota.

Questa è la soluzione perfetta per i dipendenti altamente specializzati, gli stranieri che svolgono attività specifiche o i lavoratori in posizioni manageriali.

Se si desidera un’alternativa al sistema delle quote, si può richiedere una Carta blu, un Visto ITC o un Art. 27 lettera A.

Il governo italiano ha introdotto anche una nuova categoria di ingresso extra-quota per gli stranieri che hanno già maturato esperienza lavorativa in aziende italiane all’estero.

Carta Blu UE (art. 27-quater, comma 1, lettera a del T.U. n. 286/1998)

La Carta blu UE è un permesso di lavoro per lavoratori qualificati che hanno ricevuto un’offerta di lavoro in Italia.

Per richiedere la Carta Blu Europea, il richiedente deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • Possedere un diploma universitario di durata almeno triennale e, se richiesto, le necessarie qualifiche professionali. Il Consolato italiano del Paese che ha rilasciato il titolo di studio deve convalidarlo tramite Dichiarazione di Valore.
  • Avere un contratto di lavoro o un’offerta di lavoro valida da parte di un datore di lavoro con sede in Italia.
  • Lavoro di alto livello offerto in Italia: La posizione offerta in Italia deve essere una posizione altamente qualificata, rientrante nel livello 1, 2 o 3 della classificazione delle professioni dell’Istituto Italiano di Statistica ISTAT CP 2011.
  • Lo stipendio in Italia soddisfa i requisiti salariali della Carta blu UE: Il salario offerto non deve essere inferiore a 3 volte il salario minimo per l’esenzione dai contributi sanitari nazionali, ossia €24.789.

Per maggiori informazioni, dai un’occhiata alla nostra guida sulla Carta Blu.

Il visto per trasferimento intra-societario (ICT)

Questa procedura consente a un dipendente straniero con un ruolo altamente manageriale, amministrativo o con conoscenze specialistiche di essere temporaneamente assegnato a una filiale, una controllata o una consociata in Italia.

L’azienda di provenienza e l’azienda ospitante devono far parte dello stesso gruppo aziendale o di una joint venture.

Per maggiori informazioni, dai un’occhiata alla nostra guida sul Visto per Trasferimento Intra-societario.

Art. 27 lettera A. del TUI

Possono richiedere questo tipo di permesso di lavoro solo i dirigenti o i quadri che sono alle dipendenze dell’azienda di origine da almeno sei mesi. In questo caso, il permesso di soggiorno può essere prorogato per un massimo di cinque anni.

Tuttavia, è possibile che l’azienda ospitante assuma il lavoratore distaccato a tempo indeterminato alla scadenza del primo contratto di soggiorno.

Art. 27 lettera I del TUI

Per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro sia fisici che giuridici, residenti o con sede all’estero, che vengono temporaneamente trasferiti presso datori di lavoro residenti in Italia. Con l’ausilio di un contratto stipulato tra i datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, questa soluzione consente lo svolgimento di prestazioni di lavoro in Italia.

L’ingresso è consentito per il tempo necessario al completamento delle mansioni previste dal contratto, con una proroga massima di quattro anni.

Si tratta dell’unica ipotesi in cui vige l’obbligo di comunicazione preventiva di distacco transnazionale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 136/2016.

Procedura di richiesta del visto lavoro in Italia

L’iter di richiesta del visto per lavoro italiano prevede le seguenti procedure, che possono durare dai 2 ai 6 mesi, indipendentemente dal sistema in-quota o extra-quota:

  1. Pre-autorizzazione: L’azienda italiana ospitante deve presentare alle autorità locali un’apposita domanda online (Nulla Osta). Una volta ricevuto il Nulla Osta, i dipendenti possono richiedere il visto di lavoro presso l’ambasciata italiana del loro Paese di origine;
  2. Permesso di soggiorno: Dopo aver ottenuto il visto e una volta arrivati in Italia, i dipendenti devono presentare una richiesta di Permesso di Soggiorno presso l’ufficio postale locale entro 8 giorni dal loro arrivo. I dipendenti riceveranno quindi una ricevuta per poter iniziare a lavorare legalmente nel Paese;
  3. Rilevamento delle impronte digitali: Dopo la richiesta del Permesso di Soggiorno, i dipendenti devono recarsi personalmente alla Stazione di Polizia competente per territorio nel giorno e nell’ora previsti per il rilevamento delle impronte digitali da parte della Stazione di Polizia.
  4. Ritiro del permesso di soggiorno: La Questura contatta i richiedenti per ritirare il permesso di soggiorno, una volta pronto.

Quanto può durare il permesso di lavoro italiano?

Carta blu UE

La carta blu ha una validità di 2 anni se il rapporto di lavoro è a tempo indeterminato. Se il rapporto è a tempo determinato, il permesso di soggiorno ha una durata di 3 mesi superiore alla data di scadenza del rapporto di lavoro.

Il titolare di Carta blu UE può ottenere lo status di soggiornante a lungo periodo (e il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti a lungo periodo) alle seguenti condizioni particolari:

  • Aver soggiornato legalmente e ininterrottamente per 5 anni nel territorio dell’Unione sulla base di una Carta Blu UE;
  • Essere in possesso in Italia, da almeno 2 anni, di un permesso di soggiorno in formato elettronico. Il permesso deve riportare la dicitura “Carta blu UE”.

I familiari del titolare di Carta blu UE e dello status di soggiornante di lungo periodo possono ottenere un permesso di soggiorno biennale per motivi familiari.

Visto per trasferimento intra-societario (ICT)

La durata massima del trasferimento intra-societario è di 3 anni per i dirigenti e gli operai specializzati e di un anno per i tirocinanti. Tra la fine della durata massima del trasferimento intra-societario e la presentazione di un’altra domanda di ingresso nel territorio nazionale per trasferimento intra-societario per lo stesso straniero, devono trascorrere almeno 3 mesi.

Al termine del trasferimento intrasocietario, lo straniero rientrerà in un’entità appartenente alla stessa impresa o a un’impresa dello stesso gruppo stabilita in un Paese terzo.

Art. 27 lettera A. del TUI

È possibile rinnovare il contratto di soggiorno fino a cinque anni. Questa è l’unica tipologia di lavoratore distaccato che prevede la possibilità di integrazione nell’organico dell’azienda distaccante, una volta terminato il primo contratto di soggiorno.

L’art. 27 lettera I del TUI

Questo permesso consente l’ingresso in Italia solo per il tempo necessario a completare il lavoro del contratto. È possibile prorogare questo permesso per un massimo di quattro anni.

 

Riferimenti Normativi

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 21 Dicembre 2021

Fonte

Decreto Legislativo del 25 Luglio 1998, n. 286

Fonte

Decreto Legislativo del 17 Luglio 2016, n.136

Fonte

Legge 6 Marzo 1998

Fonte

Interpello alla Commissione Affari Istituzionali del 29 aprile 2021

Fonte

Intervista Ministro Lamorgese 2 Giugno 2022

Fonte

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