Supporto da A&P

Fringe Benefit novità: anche per il 2023 importo esentasse fino a 3.000 euro

Entro il 12 gennaio 2024 la possibilità di erogare ai propri dipendenti fino a 3.000 euro esentasse

Indice dei Contenuti

Italy Covid

Siamo in
Italia

Dottori
Commercialisti

Qualità
ISO 9001

Il Decreto Lavoro del 4 maggio 2023 aumenta da 258,23 a €3.000 l’importo dei fringe benefit che non concorrono alla formazione del reddito tassabile in capo al dipendente.

Ultime novità 2024

La Legge di Bilancio 2024 ha apportato nuove modifiche alla suddivisione dei fringe benefit. L’importo per i fringe benefit passa a €2.000 per i lavoratori dipendenti con figli a carico e a €1.000 per lavoratori dipendenti senza figli a carico.

Maggiori informazioni sulle novità nel nostro approfondimento completo sui fringe benefit 2024.

I fringe benefit: cosa sono e come funzionano

Quali sono i fringe benefit 3.000 euro?

L’ art. 51, comma 3, del Tuir prevede, nella sua formulazione originaria, che:

Non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d’imposta a lire 500.000; se il predetto valore è superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.

La norma sopracitata permette pertanto al datore di lavoro di erogare ai propri dipendenti “compensi in natura” che, fino ad un certo importo, sono esenti da imposte e contributi.
Per “compenso in natura” si intende l’erogazione di beni o prestazioni di servizi che non vengono riconosciuti in denaro. Essi sono però evidenziati in busta paga.

A titolo di esempio possono rientrare tra i fringe benefit i seguenti beni o servizi:

  • I buoni pasto
  • I buoni carburante
  • Il telefono cellulare
  • L’auto aziendale
  • Le abitazioni
  • Regalie in occasione delle festività
  • Buoni spesa
  • Polizze assicurative
  • ecc.

Oltre a questi l’importante novità è legata alla possibilità di includere tra i fringe benefit riconosciuti dal datore di lavoro anche il rimborso delle utenze domestiche (per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 6 del presente articolo).
Il limite originario di 258,23 euro era stato già innalzato a 3.000 euro dal Decreto Aiuti quater (D.L. n.187 del 18 novembre 2022), ma esclusivamente per l’ anno 2022.

Si ricorda che i fringe benefit rappresentano una liberalità. Non vi è pertanto l’ obbligo da parte del datore di lavoro di corrisponderli. Tale spesa rimane a carico dell’ azienda e non rappresenta un contributo rimborsato dallo Stato.

Novità 2023: fino a 3.000 euro esentasse per i dipendenti con figli a carico

Il 3 luglio 2023 è stato pubblicato il c.d. Decreto Lavoro (D.L. n. 48 del 04 maggio 2023) che ha previsto importanti novità in materia di fringe benefit.

Il limite di 258,23 euro viene aumentato a 3.000 euro.

Pertanto, limitatamente al periodo di imposta 2023, in deroga a quanto previsto dall’ art. 51, comma 3, del Tuir:

non concorrono a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati fino all’ importo di 3.000 euro ai lavoratori dipendenti con figli a carico nell’ anno 2023

Fringe Benefit 3.000 euro: a chi spetta

A chi spetta il fringe benefit 3.000 euro

I lavoratori beneficiari dell’ agevolazione sono:

  • i titolari di redditi di lavoro dipendente;
  • i titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (inclusi quindi anche i collaboratori coordinati continuativi co.co.co.),

per i quali il reddito è determinato secondo l’ art. 51 del Tuir e che abbiano figli a carico.

Il Decreto Lavoro del 4 maggio 2023 aggiunge infatti una importante condizione per poter usufruire del Bonus di 3.000 euro esentasse.

Il lavoratore dipendente deve avere figli a carico secondo quanto previsto dall’ art. 12

I fringe benefit che usufruiscono dell’agevolazione sono infatti SOLO quelli percepiti dai lavoratori dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi o affidati, che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2, del citato testo unico delle imposte sui redditi.

Agevolazione Fringe benefit: bonus 3.000 euro alle stesse condizioni anche per gli amministratori

E’ possibile quindi riconoscere il fringe benefit in oggetto anche agli amministratori delle società.

In questo caso l’erogazione di tali beni e servizi o il pagamento/rimborso delle utenze domestiche dovrà essere oggetto di delibera assembleare.

Bonus solo ai dipendenti con figli a carico: le condizioni

Quando il figlio si considera fiscalmente a carico

Ai fini del riconoscimento dell’ agevolazione sui fringe benefit esentasse fino a 3.000 euro la circolare 23/E del 01 agosto 2023 precisa quanto segue:

  • Sono considerati fiscalmente a carico i figli che abbiano un reddito lordo non superiore a euro 2.840,51 (per il computo di tale limite si considera il reddito al lordo degli oneri deducibili).
  • Per i figli di età non superiore a 24 anni, tale limite di reddito è elevato a euro 4.000.
  • La condizione di figlio a carico di cui sopra deve essere verificata al 31 dicembre di ogni anno. Pertanto ai fini della presente agevolazione, valevole solo per l’ anno 2023, la condizione di cui al punto 1 va verificata al 31 dicembre 2023.
  • L’agevolazione è riconosciuta in misura intera a ogni genitore (quindi 3.000 euro ciascuno), titolare di reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, anche in presenza di un unico figlio, purché lo stesso sia fiscalmente a carico di entrambi.
  • L’agevolazione è riconosciuta anche se il figlio è fiscalmente a carico secondo i parametri di cui al punto 1 ma per il quale non spetta alcuna detrazione a seguito di richiesta dell’ assegno unico e universale (AUU).
  • L’agevolazione è riconosciuta in misura piena ad entrambi i genitori (3.000 ciascuno) anche se la detrazione è, per scelta dei genitori, in capo ad uno solo dei due (100% a carico del genitore con il reddito più elevato).

In conclusione l’ agevolazione si applica a ciascun genitore in misura piena (3.000 euro cadauno) se il figlio è considerato fiscalmente a carico di entrambi, indipendentemente che il genitore usufruisca o meno della detrazione per figli a carico.

A tal fine è importante comunicare al datore di lavoro che il figlio è fiscalmente a carico, anche se non se ne richiede la detrazione dall’ imposta.

Fringe benefit 3000 euro: come funziona e come richiederlo

Le modalità e le condizioni

La circolare 23/E del 1 agosto 2023 ha ribadito alcuni aspetti sulle modalità e le condizioni legate all’ erogazione dei Fringe benefits aziendali.

  • Essi possono essere corrisposti dal datore di lavoro anche ad personam. Ciò significa che non vi è alcun obbligo di corrispondere tali beni e servizi alla generalità dei dipendenti. Il datore di lavoro può scegliere di corrisponderli solo ad alcuni dipendenti.
  • L’ importo massimo di 3.000 euro che non concorre al reddito di lavoro dipendente dei beni ceduti è da considerarsi un limite e non una franchigia. Pertanto erogare una somma superiore comporta l’ assoggettamento dell’ intero importo a tassazione a ai fini previdenziali (anche la parte inferiore al limite).

Occorre quindi verificare con attenzione quali beni e servizi sono stati erogati durante l’anno al dipendente.

  • L’ agevolazione produce un effetto di detassazione non solo ai fini dell’imposizione ordinaria IRPEF ma anche in relazione all’imposta sostitutiva nell’ipotesi di erogazione dei premi di risultato in beni e servizi.
    Pertanto, fino all’ importo di 3.000 euro, i fringe benefit corrisposti ai lavoratori dipendenti con figli a carico sono esentasse anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, dei premi di risultato e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

Bonus 3.000 euro dipendenti: come richiederlo

L’art. 40 del Decreto Lavoro, al comma 3, inserisce una condizione indispensabile affinché il lavoratore dipendente possa ottenere l’ agevolazione.
L’agevolazione è infatti concessa previa dichiarazione da parte del lavoratore dipendente al datore di lavoro di avervi diritto.

Nel caso in cui manchi la dichiarazione del lavoratore dipendente, pertanto, l’agevolazione non è applicabile.

Come va redatta la dichiarazione obbligatoria per il Fringe benefit 3.000 euro

Forma della dichiarazione: il Decreto Lavoro non prevede una forma specifica per la dichiarazione richiesta ai fini dell’ agevolazione. Pertanto si ritiene che la dichiarazione possa essere effettuata secondo modalità concordate fra datore di lavoro e lavoratore.

Contenuto della dichiarazione: per quanto riguarda il contenuto essa deve contenere la dichiarazione da parte del dipendente di aver diritto all’ agevolazione indicando il codice fiscale dell’unico figlio o dei figli fiscalmente a carico

La documentazione da conservare: è necessario conservare la documentazione (anche firmata digitalmente) comprovante l’avvenuta dichiarazione, ai fini di un eventuale controllo da parte degli organi competenti.

Utenze domestiche: anche le bollette rientrano nel bonus di 3.000 euro

La novità del rimborso utenze come fringe benefit confermata anche per l’ anno 2023

Anche per l’ anno 2023 rientra tra i benefits esentasse anche il pagamento/rimborso delle utenze domestiche.

Pertanto il datore di lavoro può pagare direttamente oppure rimborsare al dipendente le bollette relative ad energia elettrica, gas naturale e servizio idrico integrato.

Quali utenze rientrano

Rientrano nell’ agevolazione:

  • le utenze che riguardano gli immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti dal dipendente;
  • le utenze che riguardano gli immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti dal coniuge o dai familiari del dipendente a condizione che ne sostengano effettivamente le spese. Per familiari si intendono quelli previsti dall’ art 12 del Tuir.
  • le utenze per uso domestico, incluse quelle intestate al condominio e ripartite fra i condomini per la quota a loro carico. Rientrano quindi anche le spese condominiali sostenute per il riscaldamento o l’ acqua ad uso domestico.
  • le utenze per uso domestico che, pur essendo intestate al locatore, vengono riaddebitate all’ inquilino. Per rientrare nel benefit la spesa deve essere stata riaddebitata al locatario in modo analitico e non forfettario. Anche in questo caso il benefit è riconosciuto anche se la spesa è stata pagata dal coniuge o dai familiari di cui all’ art 12 Tuir.
  • le utenze risultanti anche da più fatture;
  • le utenze risultanti da fatture datate 2023 purché riguardanti consumi effettuati nel 2022 e pagate/rimborsate dal datore di lavoro entro il 12 gennaio 2023.

La documentazione obbligatoria

Il datore di lavoro dovrà richiedere e conservare, per eventuali controlli:

a) La documentazione per giustificare la somma spesa. A titolo di esempio:

  • la fattura attestante l’ utenza domestica;
  • il documento attestante suo effettivo pagamento.

Occorre in questo caso prestare attenzione al rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali e sulla privacy.

Oppure in alternativa:

b) Una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa ai sensi del DPR n. 445 del 2000, con la quale il dipendente dichiara di essere in possesso della documentazione comprovante il pagamento delle utenze domestiche. In questo caso la documentazione dovrà essere conservata a cura del dipendente in caso di controllo.

Cosa dovrà contenere la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

La dichiarazione dovrà riportare gli elementi necessari per identificare la suddetta documentazione. Dovrà contenere:

  • numero e data fattura;
  • tipologia di utenza;
  • importo pagato;
  • data e modalità di pagamento;
  • indicazione dell’ intestatario. Nel caso in cui l’ intestatario sia diverso dal dipendente occorre indicare anche e il rapporto intercorrente tra lo stesso e il dipendente.

La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà obbligatoria in ogni caso

c) Oltre alla suddetta documentazione il datore di lavoro dovrà richiedere in ogni caso un’ ulteriore dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa dal dipendente ai sensi del DPR n. 445 del 2000.
Con tale dichiarazione il dipendente attesta che le stesse fatture non sono state oggetto di richiesta di rimborso presso altri datori di lavoro.
Questo per evitare che la stessa spesa venga rimborsata due volte.

La scadenza: entro quando deve essere erogato il bonus di 3.000 euro

La tempistica per l’ erogazione dei fringe benefits è molto importante affinché tali erogazioni in natura siano considerati esenti da tasse e contributi.

Anche nel caso dei Fringe benefits viene applicato il “principio di cassa allargato”.

Questo significa che i beni, i servizi, il pagamento o il rimborso delle bollette dovranno essere corrisposti entro e non oltre il 12 gennaio 2024.

Quanto corrisposto oltre a quella data sarà considerato fringe benefit relativo all’ anno d’ imposta 2024 nel quale il limite esentasse tornerà all’ importo originario di 258,23 euro.

Con il Bonus carburante l’importo esentasse può arrivare fino a 3.200

L’ art. 1, comma 1, del D.L. n. 5/2023, prevede che:

L’ importo del valore di buoni benzina o analoghi titoli ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, per l’acquisto di carburanti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del DPR n. 917 del 22 dicembre 1986.

La circolare 23/E del 1 gennaio 2023 ha inoltre confermato che:

  • l’ agevolazione in materia di fringe benefit rappresenta un’ agevolazione ulteriore, diversa ed autonoma rispetto al bonus carburante.

Sarà pertanto possibile erogare ai dipendenti con figli a carico beni e servizi esenti fino all’ importo di 3.000 euro oltre a buoni carburante fino a 200 euro per un importo totale esentasse quindi di 3.200 euro.

  • per il Bonus carburante vale lo stesso principio secondo cui al superamento del limite di 200 euro, l’ intera somma erogata sarà soggetta a tassazione ordinaria.

Come lo Studio A&P può aiutarti

Lo Studio Arletti & Partners affianca le aziende nelle scelta e la gestione dei benefit aziendali, valutando le soluzioni più efficaci dal punto di vista economico e fiscale anche attraverso la collaborazione e il coordinamento degli studi professionali di consulenza del lavoro.

Prenota una consulenza online con i nostri esperti fiscali e richiedi un’analisi aziendale dedicata.

Riferimenti Normativi

Dpr n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 51 (Testo unico delle imposte sui redditi)

Fonte

Dl n.187 del 18 novembre 2022 (Decreto Aiuti quater)

Fonte

DL n. 5 del 14 gennaio 2023

Fonte

Circolare 23/E del 1 agosto 2023

Fonte

DL n. 48 del 4 maggio 2023

Fonte

Ottieni un preventivo gratuito

Italy Covid

Ci troviamo in Italia

Dottori Commercialisti Certificati

Qualità certificata ISO 9001

Ultime Notizie

Informative Correlate

Servizi Correlati

Prenota Video-call

Ricevi supporto professionale con una consulenza online con A&P.

Se ti affiderai a Studio A&P, il costo della call verrà sottratto dal preventivo finale.

Non perderti gli ultimi aggiornamenti

Ricevi aggiornamenti gratuiti dai nostri Esperti su immigrazione, diritto del lavoro, tassazione e altro ancora.