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Pensioni internazionali: cosa serve sapere ed errori da evitare

Le pensioni internazionali permettono di combinare contributi versati in più Paesi per accedere al diritto pensionistico. È fondamentale presentare correttamente la domanda, evitando errori comuni come documentazione mancante o ritardi burocratici.
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Indice dei Contenuti

La mobilità internazionale è diventata una componente strutturale dei percorsi professionali moderni. Sempre più lavoratori trascorrono parte della propria carriera in Paesi diversi dall’Italia, maturando contributi previdenziali presso enti esteri. Al momento del pensionamento, questa situazione può generare dubbi, incertezze e difficoltà operative. La pensione internazionale richiede infatti una corretta ricostruzione della posizione contributiva e la conoscenza delle normative applicabili nei diversi ordinamenti.

La nostra guida può aiutarti a risolvere i tuoi dubbi in proposito. L’obiettivo, infatti, è di:

  • illustrare i principali meccanismi di funzionamento;
  • le norme di riferimento;
  •  i servizi disponibili per assistere il lavoratore sul tema delle pensioni internazionali.

In particolare, vengono approfonditi l’analisi della situazione pensionistica in Italia e all’estero, la presentazione della domanda di pensione e il ricongiungimento degli anni contributivi maturati fuori dai confini nazionali.

Che cosa si intende per pensioni internazionali?

Si parla di pensione internazionale quando un lavoratore ha versato contributi previdenziali in due o più Paesi nel corso della propria vita lavorativa. Questa situazione riguarda sia cittadini italiani che hanno lavorato all’estero, sia cittadini stranieri che hanno svolto attività lavorativa in Italia.

La pensione internazionale non è una pensione “unica” erogata da un solo ente. In linea generale, ogni Stato paga una quota di pensione proporzionata ai contributi versati nel proprio sistema previdenziale. Tuttavia, grazie a specifici accordi e regolamenti, i periodi assicurativi maturati in Paesi diversi possono essere totalizzati al fine di raggiungere i requisiti minimi per il diritto alla pensione.

La disciplina delle pensioni internazionali si fonda su un insieme articolato di norme nazionali e sovranazionali. I principali riferimenti normativi sono:

  • Regolamento (CE) n. 883/2004 e Regolamento (CE) n. 987/2009, che coordinano i sistemi di sicurezza sociale all’interno dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera.
  • Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall’Italia con Paesi extra UE, come ad esempio Stati Uniti, Canada, Australia, Argentina e Brasile.
  • Normativa previdenziale italiana, in particolare il decreto legislativo n. 503/1992 e la legge n. 214/2011, che disciplinano requisiti e modalità di accesso alle prestazioni pensionistiche.

Questi strumenti normativi consentono la totalizzazione dei periodi contributivi e stabiliscono le regole per la presentazione delle domande e per il calcolo delle prestazioni.

Visita le nostre pagine per saperne di più su:

Analisi della situazione pensionistica in Italia e all’estero

Il primo passo fondamentale per chi ha una carriera internazionale è l’analisi della propria situazione pensionistica. Questa attività consiste nella ricostruzione completa dei periodi di lavoro e dei contributi versati in ciascun Paese.

L’analisi consente di:

  • verificare la correttezza delle posizioni contributive presso l’INPS e gli enti esteri;
  • individuare eventuali periodi mancanti o non correttamente accreditati;
  • stimare il diritto alla pensione e l’età di accesso alla prestazione;
  • valutare le diverse opzioni disponibili, come totalizzazione, ricongiunzione o pensioni separate.

Una valutazione accurata è essenziale per evitare ritardi, errori o il rischio di perdere il diritto a una prestazione maturata nel tempo.

La richiesta di pensione in Italia o all’estero

La presentazione della domanda di pensione in un contesto internazionale richiede particolare attenzione. In ambito UE, il lavoratore può presentare la domanda nello Stato di residenza o nell’ultimo Stato in cui ha lavorato. Sarà poi l’ente previdenziale competente a trasmettere la richiesta agli altri Paesi coinvolti.

Nel caso di Paesi extra UE, la procedura dipende dalla convenzione bilaterale applicabile. In molti casi, la domanda può essere presentata all’INPS, che funge da intermediario con l’ente estero. In altri casi, è necessario rivolgersi direttamente all’istituzione previdenziale straniera.

Un’assistenza qualificata è particolarmente utile per:

  • compilare correttamente la modulistica;
  • rispettare le tempistiche previste;
  • fornire la documentazione richiesta, come certificazioni contributive e attestazioni di lavoro.

Il ricongiungimento degli anni contributivi all’estero

Il ricongiungimento contributivo è uno strumento che consente di trasferire i contributi versati all’estero nel sistema previdenziale italiano. Questa opzione non è sempre disponibile e dipende sia dal Paese interessato sia dalla normativa vigente.

In alternativa al ricongiungimento, esistono istituti come la totalizzazione internazionale, che permette di sommare i periodi contributivi senza trasferimento di risorse finanziarie. La scelta tra ricongiunzione e totalizzazione deve essere valutata attentamente, poiché può incidere in modo significativo sull’importo finale della pensione.

Un’analisi preventiva consente di individuare la soluzione più vantaggiosa in base alla storia contributiva e agli obiettivi del lavoratore.

Pensioni internazionali: errori da evitare

Le pensioni internazionali presentano alcune criticità ricorrenti. Tra le più comuni si segnalano:

  • difficoltà nel reperimento della documentazione estera;
  • differenze nei requisiti anagrafici e contributivi tra i vari Paesi;
  • tempi di istruttoria più lunghi rispetto alle pensioni nazionali;
  • problemi di comunicazione tra enti previdenziali.

Affrontare queste complessità senza un supporto adeguato può comportare ritardi significativi nell’erogazione della pensione.

Consulenza Pensioni Internazionali

Per rispondere alle esigenze di chi ha maturato contributi in Italia e all’estero, lo Studio A&P fornisce un servizio strutturato e personalizzato con l’obiettivo di accompagnare il lavoratore in ogni fase del percorso previdenziale. L’intento è di ridurre i rischi e semplificare le procedure.

Il servizio comprende:

  • Analisi della situazione pensionistica in Italia e all’estero, con verifica delle posizioni contributive e simulazione del diritto alla pensione.
  • Assistenza nella richiesta di pensione in Italia o all’estero, dalla compilazione della domanda al monitoraggio della pratica.
  • Supporto per il ricongiungimento o la totalizzazione degli anni contributivi esteri, con valutazione della soluzione più conveniente.

Puoi consultarlo più approfonditamente qui.

 

Quadro normativo

Autorità Fonte Numero Articolo Data Link
UE Regolamento (CE) n. 987/2009 987 - 16/09/2009 Leggi di più
UE Regolamento (CE) n. 883/2004 883 / 29/04/2004 Leggi di più
Governo italiano D.lgs. n. 503/1992 503 / 30/12/1992 Leggi di più
Governo italiano Legge n. 214/2011 214 / 22/12/2011 Leggi di più
A&P servizio correlato:

Pensione Internazionale

Studio A&P, in collaborazione con partner esterni, fornisce consulenza in merito alla totalizzazione dei contributi e, in particolare, sul periodo a partire dal quale risulta maturato il diritto alla pensione italiana e sul calcolo della quota di pensione italiana, tenendo conto anche dei contributi versati all’estero.

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