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La Nuova Zelanda introduce nuovi visti di lavoro per i cittadini indiani

I nuovi visti di lavoro della Nuova Zelanda consentono ai cittadini indiani idonei di lavorare temporaneamente nel Paese per un massimo di tre anni. I richiedenti devono avere un’offerta di lavoro idonea da un datore di lavoro accreditato. È prevista la presenza contemporanea nel Paese di un massimo di 5.000 titolari di visto, senza un percorso verso la residenza permanente.
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I nuovi visti di lavoro della Nuova Zelanda consentono ai cittadini indiani idonei di lavorare temporaneamente nel Paese per un massimo di tre anni. È necessaria un’offerta di lavoro idonea da parte di un datore di lavoro accreditato. Il limite è di 5.000 titolari presenti contemporaneamente nel Paese e non è previsto un percorso verso la residenza permanente.

L’accordo commerciale con l’India introduce due canali di ingresso per motivi di lavoro destinati a determinate professioni. Si tratta di opzioni temporanee che non prevedono un percorso verso la residenza permanente.

L’Accordo di libero scambio tra India e Nuova Zelanda è entrato in vigore il 20 ottobre 2026, introducendo l’India Skilled Work Visa e l’India Iconic Work Visa.

Questi canali consentono la presenza contemporanea in Nuova Zelanda di un massimo di 5.000 titolari di visto. Il limite riguarda il numero di titolari presenti nel Paese, anziché una quota annuale di nuovi visti.

I richiedenti devono avere un’offerta di lavoro idonea da parte di un datore di lavoro accreditato e soddisfare i requisiti previsti in materia di qualifiche professionali, conoscenza della lingua inglese, salute e buona condotta. I visti consentono soggiorni fino a tre anni.

Cosa cambia per datori di lavoro e lavoratori

Le imprese che intendono assumere cittadini indiani possono valutare questi canali per le posizioni ammesse. Prima di avviare una domanda, i datori di lavoro dovrebbero verificare sia l’ammissibilità della professione sia il proprio accreditamento.

I lavoratori che intendono trasferirsi stabilmente dovrebbero valutare separatamente le opzioni per la residenza permanente: questi visti non prevedono un percorso per ottenerla.

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