L’accordo commerciale con l’India introduce due canali di ingresso per motivi di lavoro destinati a determinate professioni. Si tratta di opzioni temporanee che non prevedono un percorso verso la residenza permanente.
L’Accordo di libero scambio tra India e Nuova Zelanda è entrato in vigore il 20 ottobre 2026, introducendo l’India Skilled Work Visa e l’India Iconic Work Visa.
Questi canali consentono la presenza contemporanea in Nuova Zelanda di un massimo di 5.000 titolari di visto. Il limite riguarda il numero di titolari presenti nel Paese, anziché una quota annuale di nuovi visti.
I richiedenti devono avere un’offerta di lavoro idonea da parte di un datore di lavoro accreditato e soddisfare i requisiti previsti in materia di qualifiche professionali, conoscenza della lingua inglese, salute e buona condotta. I visti consentono soggiorni fino a tre anni.
Cosa cambia per datori di lavoro e lavoratori
Le imprese che intendono assumere cittadini indiani possono valutare questi canali per le posizioni ammesse. Prima di avviare una domanda, i datori di lavoro dovrebbero verificare sia l’ammissibilità della professione sia il proprio accreditamento.
I lavoratori che intendono trasferirsi stabilmente dovrebbero valutare separatamente le opzioni per la residenza permanente: questi visti non prevedono un percorso per ottenerla.