Contesto sociale e finalità
Il Ministero del Lavoro ha raggiunto un accordo con i principali sindacati spagnoli, CCOO (Confederación Sindical de Comisiones Obreras) e UGT (Unión General de Trabajadoras y Trabajadores), per incrementare il salario minimo interprofessionale (SMI). Il nuovo importo sarà di 1.221€ al mese, distribuiti su 14 mensilità, valido retroattivamente dal 1° gennaio 2026.
Rispetto al 2025, il salario minimo cresce da 1.184€ a 1.221€, garantendo ai lavoratori 37€ in più ogni mese, ovvero circa 518€ in più all’anno.
Per le unioni sindacali, questo incremento è fondamentale per tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, mentre le associazioni datoriali (CEOE – Confederación Española de Organizaciones Empresariales e Cepyme – Confederación Española de la Pequeña y Mediana Empresa) non hanno aderito all’accordo, evidenziandone l’impatto economico sulle piccole imprese.
Si tratta del sesto anno consecutivo in cui il governo spagnolo negozia un aumento del salario minimo con i sindacati, senza ottenere il sostegno delle associazioni datoriali. L’ultima volta che CEOE e Cepyme avevano supportato un incremento del salario minimo nazionale risale al 2020, quando l’importo è passato da 900 a 950 euro al mese.
Riforma delle regole di assorbimento e compensazione
Per garantire che l’aumento salariale non venga assorbito da bonus o altri supplementi, il governo avvierà una riforma delle regole di assorbimento e compensazione tramite un Real Decreto per la trasposizione della direttiva europea sul salario minimo (Direttiva UE 2022/2041).
In questo modo, i 37 € in più al mese andranno direttamente nelle tasche dei lavoratori, assicurandone un reale incremento del reddito e proteggendo chi lavora in condizioni difficili.