La normativa di immigrazione italiana è regolata principalmente dal D.Lgs 286/1998 “Testo Unico Immigrazione – TUI” e dal D.P.R. n. 394/1999 e successive modifiche.
L’ingresso in Italia per lavoro è possibile nell’ambito delle quote d’ingresso, salvo casi particolari previsti dal TUI.
Permesso di lavoro in quota
Che cosa si intende per lavoro in quota?
Nell’ambito migratorio, per “lavoro in quota” si intende la regolamentazione degli ingressi di lavoratori stranieri non comunitari. Essa avviene sulla base di un numero massimo di quote stabilite ogni anno. Con il termine “quote” ci si riferisce quindi al numero massimo di lavoratori stranieri autorizzati a entrare in Italia.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvede poi a ripartire le quote a livello territoriale. Ciò avviene in base al fabbisogno del mercato del lavoro, sentiti gli Ispettorati del lavoro, le regioni e provincie autonome.
Ingressi fuori quota
L’articolo 27 del TUI e i successivi articoli identificano alcuni lavoratori per i quali il nullaosta viene rilasciato fuori quota.
Si tratta principalmente di lavoratori altamente specializzati, invitati a svolgere mansioni specifiche o in posizioni manageriali. Tali categorie di lavoratori possono fare domanda di ingresso in qualsiasi motivo dell’anno.
Permesso di lavoro in quota: Decreto flussi
Cos’è il decreto flussi?
La disciplina dei flussi migratori in Italia è regolata da due atti. In primo luogo, da un documento triennale di programmazione, che definisce i criteri generali di definizione dei flussi. In secondo luogo, da un documento annuale che determina le quote massime da ammettere per lavoro subordinato, stagionale, o autonomo.
Nuovo decreto flussi
A partire dal triennio 2023-2025, è stata prevista una diversa procedura. Le autorità hanno infatti deciso di accorpare i due documenti in un unico atto triennale.
Questo unico atto prende la forma di un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (D.P.C.M.). Esso definisce sia il numero di quote per ogni anno del triennio, sia i criteri generali per la loro definizione.
Nella determinazione dei criteri generali, si tiene conto dell’analisi del fabbisogno del mercato del lavoro.
Chi può fare la domanda per il decreto flussi?
Le categorie di lavoratori ammessi e le modalità operative per presentare la richiesta variano in base al D.P.C.M. di riferimento.
Per il triennio 2026-2028, sono ammessi un numero limitato di lavoratori rientranti in determinati settori produttivi nella seguente misura:
- 164.850 unità per l’anno 2026;
- 165.850 unità per l’anno 2027;
- 166.850 unità per l’anno 2028.
L’obiettivo è garantire la manodopera indispensabile al sistema economico e produttivo nazionale e altrimenti non reperibile.
Decreto flussi domanda
La domanda di autorizzazione all’ingresso viene presentata dal datore di lavoro italiano o straniero regolarmente residente in Italia. L’istanza va presentata compilando l’apposito modulo messo a disposizione sul Portale Servizi del Ministero dell’Interno. Per accedere al portale è necessario lo SPID e la domanda può essere presentata anche da un soggetto delegato.
Il datore di lavoro può accedere alla precompilazione dell’istanza nei periodi stabiliti nel D.P.C.M. di riferimento e secondo le modalità indicate in apposite circolari ministeriali. La domanda correttamente precompilata e corredata dei documenti a supporto completi può poi essere inviata durante gli appositi “clickdays”.
Decreto flussi procedura
Per quanto riguarda il triennio di riferimento 2026-2028, le modalità operative sono state definite dalla Circolare Congiunta N. 8047/2025.
La circolare chiarisce la modalità di trasmissione delle istanze, di ripartizione delle quote e di rilascio del nullaosta.
Presentazione dell’istanza
Dopo aver identificato un candidato che abbia accettato un’offerta di lavoro, il datore di lavoro presenta l’istanza di nullaosta.
I datori di lavoro potranno presentare come utenti privati fino a un massimo di tre richieste di nullaosta al lavoro subordinato per ciascuna delle annualità 2026-2028. Questo limite non si applica alle organizzazioni datoriali e ai professionisti abilitati.
Fase di istruttoria
Alla presentazione dell’istanza segue la fase di istruttoria. In questa fase il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ripartisce le quote assegnandole in ambito provinciale.
Qualora le autorità rilevino quote significative non utilizzate tra quelle previste, possono effettuarne una diversa suddivisione.
Nullaosta e visto
Laddove all’istanza presentata venga associata una quota, lo Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) rilascerà il nullaosta. Il documento, riportante i dati del lavoratore, sarà anche inviato telematicamente alla rappresentanza diplomatica di riferimento.
Sulla base del nullaosta, il lavoratore potrà richiedere il visto presso l’ambasciata o consolato di riferimento. Il datore di lavoro dovrà confermare la domanda di nullaosta prima che il lavoratore possa richiedere e ottenere il visto.
Ingresso in Italia e assunzione
Entro otto giorni dall’ingresso in Italia, il datore di lavoro ed il lavoratore sottoscrivono il contratto di soggiorno. Una volta sottoscritto, il datore di lavoro lo restituirà poi al SUI.
Per l’inizio dell’attività lavorativa, il datore di lavoro dovrà infine provvedere alla comunicazione obbligatoria di assunzione.
Decreto flussi documenti necessari
I documenti necessari ai fini dell’istanza variano a seconda del caso specifico e del settore di riferimento.
In linea generale, è necessario allegare alla domanda i seguenti documenti:
- Dati del datore di lavoro
- Dati del lavoratore e del contratto di lavoro proposto
- Visura camerale e modello unico del datore di lavoro
- Bilancio aziendale e Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC)
- Certificato di idoneità alloggiativa
- Asseverazione
- Modulo Anpal
Idoneità alloggiativa
Si tratta di un documento che attesta l’abitabilità dell’alloggio in cui andrà a vivere il lavoratore straniero. In particolare, certifica che l’alloggio possiede i requisiti igienico-sanitari minimi previsti dalla legge per essere utilizzato come abitazione.
Inoltre, il certificato individua il numero massimo di persone che lo possono abitare. Il certificato va allegato alla domanda ma andrà poi effettivamente presentato solo in fase di sottoscrizione del contratto di soggiorno.
Asseverazione
Per tutti i settori indicati dal decreto flussi è generalmente necessario allegare anche l’asseverazione. Si tratta di una dichiarazione tecnica che certifica la capacità economica del datore di lavoro e dunque il rispetto dei presupposti contrattuali.
Come previsto dall’articolo 44 del D.L. 73/2022, l’asseverazione può essere rilasciata da professionisti abilitati quali consulenti del lavoro, avvocati o dottori commercialisti ed esperti contabili. In alternativa, può essere rilasciata dalle organizzazioni dei datori di lavoro.
Tale documento serve a confermare che il datore di lavoro possiede la solidità finanziaria necessaria per assumere il lavoratore. Lo scopo è di prevenire assunzioni fittizie.
Modulo Anpal
Infine, per tutti gli ingressi per lavoro subordinato non stagionale, compresi quelli per assistenza familiare, deve essere effettuata da parte del datore di lavoro la preventiva verifica presso il Centro per l’Impiego (CPI).
La verifica avviene tramite la compilazione del modulo Anpal ed è volta ad accertare l’indisponibilità di lavoratori già presenti sul territorio nazionale.
La verifica si intende espletata con esito negativo se il CPI non comunica la disponibilità di lavoratori entro un determinato lasso di tempo.