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La Sicurezza Sociale nel Contratto di Lavoro: Giurisdizioni Applicabili e Trattati Internazionali 

Una guida sulla sicurezza sociale applicata ai contratti di lavoro, con particolare riferimento al lavoro all'estero.

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La social security, o sicurezza sociale, è un pilastro fondamentale nei contratti di lavoro. Il suo scopo è garantire protezione e benessere ai lavoratori in diversi contesti e situazioni.

Tuttavia, quando il lavoro si svolge all’estero, emergono questioni complesse riguardanti le giurisdizioni e l’applicazione dei trattati internazionali.  

Sicurezza sociale: cos’è

La sicurezza sociale è un sistema che fornisce protezione finanziaria e assistenza sociale ai lavoratori e alle loro famiglie in situazioni quali malattia, infortunio, disoccupazione, maternità e pensione.

In molti Paesi, la social security è gestita attraverso contributi obbligatori dei lavoratori e dei datori di lavoro. Tali contributi vengono poi utilizzati per finanziare i benefici previsti dal sistema.  

Sicurezza sociale internazionale

Per “sicurezza sociale internazionale” si intende la protezione sociale dei cittadini di un Paese, residenti abitualmente in un altro Paese. Tale protezione viene garantita attraverso una regolamentazione internazionale.

Nell’Unione Europea, la protezione sociale si realizza con l’applicazione dei Regolamenti UE di sicurezza sociale. I Regolamenti sono immediatamente e direttamente applicabili nei 27 Paesi che fanno parte attualmente dell’Unione. 

Nel caso specifico dello smartworking all’estero, per determinare la legislazione applicabile in materia di sicurezza sociale, si opera una distinzione tra le normative vigenti negli Stati membri dell’Unione e i Paesi extra UE.

In ambito europeo, dal 1° maggio 2010, sono in vigore il Regolamento (CE) n. 883/2004 e il relativo Regolamento di attuazione (CE) n. 987/2009.

In relazione al telelavoro all’estero, il 21 giugno 2023, la Commissione Europea ha emesso un Accordo Quadro multilaterale sulla legislazione applicabile in materia di sicurezza sociale.

Al di fuori dell’Unione Europea, in assenza di accordi multilaterali o bilaterali che disciplinino la sicurezza sociale, si determina la giurisdizione applicabile analizzando le normative sia del Paese d’origine, che del Paese ospitante.

Lavoro all’Estero e Giurisdizioni Applicabili

Nelle ipotesi di lavoro svolto all’estero, sorgono interrogativi sulla giurisdizione della social security.

In generale, ve ne sono due principali da considerare: 

  • Legislazione del Paese di residenza. In numerose circostanze, un lavoratore potrebbe continuare a essere soggetto alla legislazione del Paese in cui risiede, anche se svolge lavoro all’estero. Ciò dipende da vari fattori, tra cui la durata prevista delle mansioni svolte all’estero e gli accordi bilaterali o multilaterali tra gli Stati coinvolti. 
  • Legislazione del Paese di svolgimento del lavoro. In alcune ipotesi, in particolare se le prestazioni all’estero sono di lunga durata o permanenti, il lavoratore potrebbe diventare soggetto alla legislazione dello Stato in cui svolge effettivamente le proprie mansioni. 

Applicazione dei Trattati Internazionali 

Per risolvere le questioni relative alla sicurezza sociale nei casi di lavoro internazionale, molti Paesi hanno stipulato trattati bilaterali o multilaterali. Tali trattati stabiliscono regole e procedure per determinare la giurisdizione della sicurezza sociale e coordinare i sistemi previdenziali tra gli Stati interessati. 

Ad esempio, un trattato internazionale potrebbe stabilire che un lavoratore temporaneamente inviato all’estero rimanga soggetto alla legislazione del Paese di origine. Allo stesso tempo, potrebbe prevedere deroghe o eccezioni per situazioni specifiche, quali il lavoro autonomo o il lavoro temporaneo. 

L’Italia ha stipulato diverse convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale con Stati al di fuori dell’Unione Europea. Tuttavia, ad oggi, i Paesi convenzionati INPS e INAIL rappresentano ancora una minima percentuale.  

Conclusione 

La social security è un elemento cruciale nei contratti di lavoro internazionali. Tuttavia, la sua applicazione può essere complessa a causa delle diverse legislazioni nazionali e degli accordi internazionali. È essenziale che i datori di lavoro e i lavoratori comprendano le regole e le procedure applicabili nel loro contesto specifico e, se necessario, ottengano consulenza legale o fiscale per garantire la conformità con le normative vigenti e massimizzare i benefici per i lavoratori. 

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Riferimenti Normativi

Regolamento 883/2004

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Regolamento 987/2009

Fonte

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