Regime forfettario 2022: innalzato il limite di fatturato a 85.000 euro

scopri le nuove modifiche introdotte per il regime forfettario 2022

Due grandi novità per il regime forfettario 2022. Il limite di fatturato passa da 65.000 euro a 85.000 euro. Introdotta la nuova clausola antielusione. Regime ordinario già dall’anno in cui il fatturato ha superato i 100.000 euro. Sui ricavi eccedenti immediata applicazione dell’Iva.

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto due grandi novità riguardanti il regime forfettario applicato da imprese e professionisti. Il requisito che riguarda il fatturato per l’accesso al regime agevolato passa da 65.000 euro a 85.000 euro. Viene inoltre introdotto un importo limite oltre il quale si decade dal regime forfettario già dall’anno d’imposta in corso.

Indice dei contenuti

  1. La novità – innalzato a 85.000 euro il fatturato che permette l’accesso al regime forfettario
  2. La novità – se il forfettario supera i 100.000 euro di fatturato
  3. Regime forfettario: gli altri requisiti
  4. Normativa di riferimento
  5. Servizi Studio A&P
  6. Prenota una call
  7. Richiedi un preventivo

 

1. La novità – innalzato a 85.000 euro il fatturato che permette l’accesso al regime forfettario

La Legge 197 del 29 dicembre 2022 (Legge di Bilancio 2023) ha introdotto al comma 54 dell’art. 1 un’importante modifica ad uno dei requisiti di accesso al regime forfettario.

Già per coloro che hanno adottato il forfettario nel 2022 il requisito per la permanenza nel regime, con riferimento al fatturato, viene innalzato da 65.000 a 85.000. In particolare, dal 2023 potranno avvalersi del regime forfettario quelle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nel 2022 abbiano avuto incassi non superiori a 85.000 euro, tenuto conto della sussistenza degli altri requisiti.

Importante: si ricorda che il limite di 85.000 va proporzionato ai mesi di attività.

Pertanto se l’anno di riferimento per la verifica del limite di fatturato è l’anno in cui è iniziata l’attività, il limite non sarà 85.000. Per ottenere il limite corretto si dovrà infatti dividere il limite di 85.000 euro per 365 e moltiplicare per gli effettivi giorni di attività.

Esempio: apertura partita iva il 20 marzo 2022.

Il limite da tener in considerazione per verificare la permanenza nel regime forfettario anche per il 2023 sarà di: 66.835 euro (85.000/365 moltiplicato per 287 giorni)

2. La novità – se il forfettario supera i 100.000 euro di fatturato

Accanto all’innalzamento del limite di fatturato a 85.000 euro, la Legge di Bilancio 2023 ha portato un’ulteriore novità introducendo un’importante clausola antielusione nel regime forfettario.

Infatti, con il superamento di 85.000 euro di fatturato viene a determinarsi la fuoriuscita dal regime forfettario dall’anno successivo, purché i ricavi/compensi percepiti nell’ anno siano al di sotto di 100.000 euro.

Qualora il contribuente dovesse oltrepassare il limite dei 100.000 euro, egli dovrà disapplicare il regime di favore già dall’anno in cui è avvenuto il superamento e applicare l’iva dal giorno successivo.

La conseguenza: il reddito dell’intero anno verrà tassato con le aliquote ordinarie irpef e tutti i ricavi/compensi eccendenti i 100.000 euro saranno assoggettati ad Iva.

Il contribuente dovrà pertanto emettere le fatture applicando le norme del regime ordinario immediatamente: assoggettamento dei ricavi/compensi ad Iva e a ritenuta d’acconto.

Sarà inoltre soggetto agli adempimenti tipici del regime ordinario tra cui: liquidazione periodica dell’Iva, dichiarazione annuale Iva, Modello ISA, Modello 770.

L’introduzione di questa nuova condizione ha un obiettivo di antielusione. Finora, infatti, era prevista la disapplicazione del regime forfettario solamente a partire dall’anno successivo. Pertanto, al mancato rispetto della soglia di ricavi prevista (ora 85.000 euro), era possibile usufruire dell’imposta agevolata sull’intero ammontare percepito indipendentemente dall’entità dell’importo eccedente.

Riepilogo delle situazioni che possono verificarsi nell’anno 2023 per il regime forfettario:

  • Fatturato incassato inferiore ad 85.000 euro: applicazione del regime forfettario (se soddisfatti anche gli altri requisiti)
  • Fatturato incassato superiore a 85.000 euro ma pari o inferiore a 100.000 euro: applicazione forfettario nel 2023 ma uscita dal regime per l’anno 2024
  • Fatturato incassato superiore a 100.000 euro: fuoriuscita dal regime già dall’anno 2023 e applicazione dell’iva sul fatturato eccedente i 100.000 euro.

 

3. Regime forfettario 2022: gli altri requisiti

Per completezza si riepilogano di seguito gli altri requisiti per accedere e permanere nel regime forfettario. La Legge di bilancio 2023 ha infatti lasciato invariate le regole già in vigore per il regime forfettario 2022.

Per poter accedere al regime forfettario per l’anno 2023, oltre al limite di fatturato, occorre verificare che:

  • nell’anno 2022 non siano state sostenute spese per personale dipendente o per lavoro accessorio superiori a 20.000 euro;
  • il contribuente che intende applicare il regime forfettario sia fiscalmente residente in Italia;
  • non si detengano quote di partecipazione a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;
  • non si detengano quote di partecipazione in società di capitali che determinino il controllo diretto o indiretto della società e che la stessa non svolga una attività che sia direttamente o indirettamente riconducibile a quelle svolte dal contribuente che intende optare per il regime forfettario;
  • l’attività non venga svolta prevalentemente nei confronti dell’ex datore di lavoro. Se il rapporto di lavoro si è estinto precedentemente agli ultimi due periodi d’imposta la condizione non si applica;
  • nell’anno 2022 non siano stati percepiti redditi da lavoro dipendente o assimilato (art. 49 e 50 del Tuir) superiori a 30.000 euro. Se il rapporto di lavoro è cessato prima del 31 dicembre 2022 la condizione non si applica.

 


 

4. Normativa di riferimento

Normativa nazionale di primo livello:

5. Servizi Studio A&P

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