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Assegno di natalità: prestazione estesa ad alcune categorie di cittadini extracomunitari

Le nuove regole sono incluse in un messaggio dell’INPS e seguono le indicazioni di una sentenza della Corte di Cassazione.
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In data 7 aprile 2022 l’INPS ha rilasciato il messaggio n° 1562 che riepiloga le disposizioni di legge relative all’assegno di natalità e fornisce nuovi requisiti per i cittadini extracomunitari

Assegno di natalità

L’assegno di natalità (Bonus Bebè) è stato introdotto nel sistema giuridico italiano nel 2014 con l’articolo 1, commi 125-129 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015).

Si tratta di un bonus annuale destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo che viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno del bambino o per il primo anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare in caso di adozione o di affidamento preadottivo. L’assegno è rivolto ai cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno valido ed è inteso per ogni figlio del nucleo familiare.

A partire dal 2020 sono state introdotte nuove soglie ISEE ma, a seguito dell’applicazione del principio di accesso universale, la prestazione può spettare, nei limiti di un importo minimo, anche a coloro che superano la soglia ISEE di 40.000 euro o che non presentano nessun indicatore ISEE.

La prestazione non è stata prorogata per il 2022 ma rimane valida per le nascite e le adozioni avvenute nel 2021 e fino alla conclusione del primo anno del minore o per il primo anno di adozione.

Estensione del regime ad alcune categorie di cittadini extracomunitari

La normativa sull’assegno di natalità prevedeva che i cittadini extracomunitari, per poter accedere alla prestazione, dovessero essere in possesso di un permesso di soggiorno UE di lungo periodo, come indicato nell’art. 9 del Testo Unico sull’Immigrazione. Tuttavia, la Corte di Cassazione nella sentenza n. 54/2022 depositata il 4 marzo 2022, ha dichiarato tale norma incostituzionale.

È stato inoltre stabilito che anche i cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno per lavoro o ricerca di durata superiore a sei mesi possono richiedere la prestazione.

Conseguenze delle nuove disposizioni

Alla luce delle nuove disposizioni, le domande presentate dai cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno per lavoro o ricerca, e che sono in fase di istruttoria, devono essere accolte.

Inoltre, anche le eventuali istanze volte a ottenere una revisione delle domande respinte per la mancanza del requisito del possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo possono essere accettate dalle strutture territoriali competenti, secondo le suddette procedure.

Come richiedere l’assegno di natalità

Per poter presentare la domanda per l’assegno di natalità occorre accedere a questa pagina del sito dell’INPS utilizzando le proprie credenziali. La domanda deve essere presentata da uno dei genitori e per ciascun figlio entro 90 giorni dalla nascita del minore o dall’ingresso del minore all’interno del nucleo familiare.

La prestazione viene di norma erogata entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

Quadro normativo

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