Con la Risposta n. 110/2023 lโAgenzia delle Entrate – richiamando comunque il trattato Italia Spagna – conferma la potestร impositiva concorrente di Italia e Spagna dei proventi derivanti dallโalienazione di un immobile situato sul territorio italiano, acquistato da piรน di cinque anni da parte di un soggetto attualmente residente in Spagna.
Trattato Italia Spagna contro le doppie imposizioni
La soluzione interpretativa prospettata dalla contribuente richiama le disposizioni dellโarticolo 6 del trattato Italia Spagna per evitare le doppie imposizioni, firmata a Roma l’8 settembre 1977 e ratificata con legge 29 settembre 1980, n. 663.
Sulla base di tale articolo, i redditi derivanti da beni immobili, inclusi i redditi derivanti dallโalienazione (cfr. par.3), sono imponibili nello Stato contraente in cui detti beni sono situati. La richiedente fa quindi riferimento alla normativa italiana, la quale prevede non sia generata una plusvalenza imponibile stante il decorso del termine di cinque anni tra l’acquisto e la vendita dellโimmobile.
Inoltre, secondo quanto previsto dalla non imponibilitร in Italia, la richiedente ritiene che non si possa conseguire l’assoggettamento a tassazione della medesima cessione da parte dell’amministrazione fiscale spagnola.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate
Nella risposta fornita lโAgenzia chiarisce in prima battuta che la norma convenzionale applicabile nella fattispecie prospettata dalla contribuente รจ lโarticolo 13 (utili di capitale) della citata Convenzione, e non lโarticolo 6 prospettato dalla contribuente. Il paragrafo 1 dellโart. 13 fa, infatti, specifico riferimento agli utili provenienti dallโalienazione di beni immobili, prevedendo che sono imponibili nello Stato contraente dove detti beni sono situati.
Tuttavia, viene evidenziato che la formulazione della disposizione convenzionale non comporta lโattribuzione della potestร impositiva esclusiva sul reddito in oggetto allโItalia, in quanto manca lโutilizzo della locuzione ”sono imponibili soltanto”. In questo caso dato che viene utilizzata l’espressione ”sono imponibili”, ed รจ quindi omessa la parola ”soltanto”, tali redditi sono assoggettati ad imposizione in entrambi gli Stati contraenti il Trattato internazionale.
La plusvalenza in discussione ricade quindi sotto la potestร impositiva concorrente di Italia e Spagna, che possono esercitarla secondo le rispettive normative interne dei due Paesi.
Lato Italia si ricorda che ai sensi dellโarticolo 3, comma 1, del TUIR, lโimposta si applica per i non residenti sui redditi prodotti nel territorio nello Stato e che lโart.23, comma 1. Lett. f) del TUIR stabilisce che si considerano prodotti nel territorio nello Stato i redditi diversi derivanti da beni che si trovano nel territorio stesso. Tuttavia, lโarticolo 67, comma 1, lettera b), limita la rilevanza fiscale alle sole plusvalenze realizzate mediante cessione di beni immobili acquistati o costruiti da non piรน di cinque anni.
Considerazioni finali
In conclusione, si conferma che la plusvalenza realizzata nella fattispecie descritta dalla contribuente non costituisce un reddito imponibile nel nostro Paese, mentre rimane necessario verificare lโimponibilitร del reddito secondoโฏquantoโฏprevistoโฏ dallaโฏnormativaโฏspagnola data la concorrenza della potestร impositiva.