Negli ultimi mesi l’India ha progressivamente ampliato il numero di porti di ingresso disponibili per i viaggiatori in possesso di e-Visa, introducendo una maggiore flessibilità per l’accesso al Paese. Si tratta di un’evoluzione significativa del sistema.
Nuovi porti di ingresso
Storicamente, l’ingresso in India con e-Visa era limitato a un numero relativamente ristretto di aeroporti e porti marittimi.
Ad esempio, negli anni passati i richiedenti potevano arrivare in 29 aeroporti designati per l’e-Visa. Tra questi: Ahmedabad, Amritsar, Bagdogra, Bengaluru, Bhubaneshwar, Calicut, Chandigarh, Chennai, Cochin, Coimbatore, Delhi, Gaya, Goa, Guwahati, Hyderabad, Jaipur, Kannur, Kolkata, Lucknow, Madurai, Mangalore, Mumbai, Nagpur, Port Blair, Pune, Tiruchirapalli, Trivandrum, Varanasi e Vishakhapatnam, oltre a 5 porti marittimi designati (ovvero Chennai, Cochin, Goa, Mangalore e Mumbai). I richiedenti potevano uscire da qualsiasi Immigration Check Post autorizzato in India.
Tuttavia, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il governo indiano ha aggiornato progressivamente la lista dei porti autorizzati, portando il totale a oltre 50. Ciò ha ampliato in modo sostanziale le possibilità per i viaggiatori internazionali.
Questo ampliamento rappresenta un passo importante verso una maggiore accessibilità del Paese, soprattutto per chi viaggia verso destinazioni meno centrali. In passato, infatti, molti itinerari richiedevano uno scalo obbligato in grandi hub come Delhi o Mumbai. Oggi, invece, è più facile pianificare un arrivo diretto in città secondarie, riducendo tempi di viaggio e complessità logistica.
Conseguenze per la pianificazione dei viaggi
Nonostante l’espansione, è fondamentale chiarire che il sistema non è stato completamente liberalizzato. L’e-Visa continua a essere valido solo per l’ingresso attraverso specifici Immigration Check Posts autorizzati. Questo significa che i viaggiatori devono comunque verificare con attenzione che il proprio punto di arrivo rientri tra quelli ufficialmente ammessi. L’ingresso da un porto o aeroporto non autorizzato può comportare il rifiuto dell’accesso al Paese, anche in presenza di un e-Visa valido.
A differenza di altre riforme in ambito turistico o migratorio, non si è assistito a un annuncio centralizzato o a una dichiarazione formale di grande visibilità. Le informazioni sono emerse piuttosto attraverso aggiornamenti progressivi delle liste ufficiali sui portali governativi, integrati da comunicazioni tecniche.
Questa strategia “incrementale” riflette probabilmente un approccio operativo, più che politico, all’espansione del sistema e-Visa. Invece di introdurre un cambiamento radicale in un unico momento, le autorità hanno preferito ampliare gradualmente la rete di punti di ingresso, adattandola alle esigenze del traffico internazionale e alle capacità infrastrutturali.
Dal punto di vista pratico, il risultato è comunque chiaro: oggi i viaggiatori dispongono di una gamma molto più ampia di opzioni per entrare in India rispetto a pochi anni fa. Tuttavia, la necessità di controllare la lista aggiornata dei punti autorizzati rimane cruciale nella fase di pianificazione del viaggio.
In conclusione, l’India sta rendendo il proprio sistema di e-Visa sempre più flessibile e accessibile, pur mantenendo un controllo rigoroso sui punti di ingresso. Un’evoluzione significativa, che però richiede ancora attenzione e verifica da parte dei viaggiatori.