{"id":205087,"date":"2025-08-07T11:08:49","date_gmt":"2025-08-07T09:08:49","guid":{"rendered":"https:\/\/arlettipartners.com\/?p=205087"},"modified":"2025-12-09T12:23:41","modified_gmt":"2025-12-09T11:23:41","slug":"la-residenza-fiscale-dei-non-residenti-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arlettipartners.com\/it\/la-residenza-fiscale-dei-non-residenti-in-italia\/","title":{"rendered":"La residenza fiscale delle persone fisiche in Italia\u00a0"},"content":{"rendered":"\r\n<p>La residenza fiscale \u00e8 lo <em>status<\/em> giuridico che determina la giurisdizione dello Stato in cui un contribuente \u00e8 tenuto ad assolvere all\u2019obbligazione tributaria. Tale nozione non \u00e8 unitaria ma ciascun Stato ne definisce i contorni in base alle proprie regole di diritto. Secondo la giurisdizione italiana, la determinazione della residenza fiscale in Italia o all\u2019estero \u00e8 essenziale per definire il regime tributario a cui \u00e8 sottoposto il soggetto passivo. Difatti, l\u2019imposta sul reddito delle persone fisiche si applica a \u201c<em>persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato<\/em>\u201d. Cos\u00ec \u00e8 statuito dall\u2019art. 2, comma 1 del <a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&amp;id=%7B31D694E8-4398-4030-873B-FEAF5A6647F9%7D\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">TUIR<\/a> (c.d. principio della universalit\u00e0).\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 dunque fondamentale delineare i criteri di attribuzione della residenza fiscale in Italia, al fine di distinguere fra quanti rientrano tra i residenti in Italia \u2014 tassati secondo il principio della <em>worldwide taxation<\/em> \u2014 e quanti sono invece considerati non residenti nello Stato \u2014 tassati, secondo l\u2019art. 23 TUIR, in virt\u00f9 del principio di <em>source taxation<\/em>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Si precisa che il presente articolo riguarda esclusivamente il regime applicabile alle persone fisiche. Per informazioni relative al <a href=\"https:\/\/arlettipartners.com\/it\/la-residenza-fiscale-delle-persone-giuridiche-in-italia\/\"><strong>regime di residenza fiscale delle persone giuridiche<\/strong>, si rimanda all\u2019articolo dedicato<\/a>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-la-nozione-di-residenza-fiscale-ai-sensi-dell-art-2-comma-2-del-tuir-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">La nozione di residenza fiscale ai sensi dell\u2019art. 2, comma 2 del TUIR\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00a0I parametri identificativi della residenza fiscale \u2014 enucleati all\u2019<strong>art. 2, comma 2 TUIR<\/strong> \u2014 sono stati oggetto di recente riforma, <strong>a decorrere dal 1\u00b0 gennaio 2024<\/strong>, che ha parzialmente mutato la fisionomia di tale istituto.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nell\u2019originaria formulazione dell\u2019art. 2, il legislatore aveva previsto che \u00ab[a]i fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d&#8217;imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile\u00bb.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A seguito dell\u2019intervento del legislatore. (<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&amp;id={E12E75F1-08F0-419E-B896-5435658FCB09}\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">d.lgs. 27.12.2023, n. 209)<\/a>, si ritengono fiscalmente residenti in Italia le persone fisiche che per la maggior parte del periodo d\u2019imposta (almeno 183 giorni all\u2019anno o 184 giorni in caso di anno bisestile), considerando anche le frazioni di giorno:\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"1\">\r\n<li>hanno nello Stato la residenza ai sensi del Codice civile, ovvero\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\">\r\n<li>hanno nello Stato il domicilio, da intendersi quale \u00abil luogo in cui si sviluppano, in via principale, le relazioni personali e familiari della persona\u00bb<em>, <\/em>ovvero\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"3\">\r\n<li>sono <em>di fatto<\/em> presenti nel territorio dello Stato.\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Inoltre, ai sensi dell\u2019art. 2-<em>bis<\/em>, \u201cSi considerano altres\u00ec residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale\u201d.\u00a0Il novellato art. 2 risponde all\u2019esigenza di armonizzarsi con il quadro giuridico internazionale e i presupposti convenzionali per la definizione di residenza fiscale (cfr. <a href=\"https:\/\/www.italgiure.giustizia.it\/xway\/application\/nif\/clean\/hc.dll?verbo=attach&amp;db=snciv&amp;id=.\/20240722\/snciv@s50@a2024@n20041@tS.clean.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cass., Sent. n. 20041\/2024<\/a>).\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dalla lettera dell\u2019articolo emerge che <strong>il riconoscimento della residenza fiscale pu\u00f2 avvenire al ricorrere di una qualsiasi tra le quattro condizioni alternative<\/strong>. \u00a0<\/p>\r\n<h3>Alternativit\u00e0<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il carattere di <strong><em>alternativit\u00e0<\/em><\/strong> dei parametri comporta che condizione necessaria e sufficiente \u00e8 la sussistenza di anche una sola delle quattro condizioni affinch\u00e9 un soggetto sia considerato fiscalmente residente in Italia. \u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Al contrario, si considerano fiscalmente non residenti coloro che non soddisfano nessuna delle suddette condizioni. Questo \u00e8 quanto ha ripetutamente confermato anche l\u2019Agenzia delle Entrate in vari interpelli (cfr. Risposta <a href=\"https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/4913743\/Risposta+n.+50_2023.pdf\/2baad9a1-4998-61a7-1554-426232be1f4d\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">n. 50<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/4913743\/Risposta+n.+55_2023.pdf\/e5c7e222-8f5c-5ed6-9a84-50fbba783d92?t=1673969234598\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">n. 55<\/a> del 17 gennaio 2023).\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 sulla base di accertamenti specifici e <em>ad hoc<\/em> che si comprova la sussistenza\/insussistenza delle condizioni alternative, cos\u00ec come chiarito dalla <a href=\"https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/5476618\/Circolare+Smart+working+e+Frontalieri+18+ago+2023.pdf\/988122df-912b-afd1-8942-c2b20f0ab64c\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Circ.<\/a>&lt;\/a&gt; 25\/E 18.08.2023: \u00abL\u2019accertamento dei presupposti per stabilire la residenza, diversi dal dato formale dell\u2019iscrizione anagrafica, presuppone un <strong>riscontro fattuale da eseguirsi caso per caso, al fine di una concreta ponderazione degli elementi che consentono di verificare il luogo di domicilio o di residenza nonch\u00e9<\/strong>, dall\u20191.1.2024, <strong>la presenza fisica<\/strong> nel territorio dello Stato\u00bb.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Occorre, quindi, precisare il significato dei termini sopra richiamati.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-la-residenza-ai-sensi-del-codice-civile-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">La residenza ai sensi del Codice civile\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019art. 2 TUIR rimanda alla definizione di residenza di cui all\u2019<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/atto\/serie_generale\/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=7&amp;art.flagTipoArticolo=2&amp;art.codiceRedazionale=042U0262&amp;art.idArticolo=43&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=1942-04-04&amp;art.progressivo=0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">art. 43 c.c<\/a>., ai sensi della quale per residenza si intende il \u00abluogo in cui la persona ha la dimora abituale\u00bb. Essa, secondo la Cassazione (Cass. civ., Sez. I, 01\/12\/2011, n. 25726\u00a0e Cass. civ., Sez. I, Ord., 15\/02\/2021, n. 3841) \u00ab\u00e8 determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, cio\u00e8 dall&#8217;elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e dall&#8217;elemento soggettivo dell&#8217;intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali\u00bb.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Inoltre, come chiarito gi\u00e0 nella Circolare Ministeriale 2 dicembre 1997, n. 304, per configurare la residenza <strong>non \u00e8 necessaria la continuit\u00e0 o definitivit\u00e0 della dimora abituale<\/strong>, con la conseguenza che periodi anche prolungati di assenza non ne escludono il radicamento in Italia (Cass. civ., Sez. I, Ord., n. 8982\/2023 e Cass. civ., I, Ord., n. 3841\/2021). Ci\u00f2 comporta che pu\u00f2 considerarsi residente in un comune italiano anche un soggetto che lavora in un altro Stato, purch\u00e9 mantenga la sua dimora abituale nel comune di residenza e ritorni in quel luogo periodicamente.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Al riguardo, l\u2019amministrazione finanziaria (<a href=\"https:\/\/www1.agenziaentrate.gov.it\/mt\/circolari\/circolari_2001\/circolare_9_2001.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Circ. 26 gennaio 2001, n. 9\/E<\/a>) ha precisato che:\u00a0\u201cDeve considerarsi residente in Italia un soggetto che, pur avendo trasferito la propria attivit\u00e0 fuori dal territorio nazionale, mantenga il \u201ccentro\u201d dei propri interessi familiari e sociali in Italia. Tale circostanza, si concretizza, ad esempio, nel caso in cui la famiglia dell\u2019interessato abbia mantenuto la dimora in Italia durante l\u2019attivit\u00e0 lavorativa all\u2019estero\u201d.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-il-nuovo-domicilio-tributario-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">Il nuovo \u201cdomicilio tributario\u201d\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La nozione di domicilio non rinvia pi\u00f9 all\u2019art. 43 del Codice civile ma viene ora stabilita autonomamente all\u2019interno dell\u2019art. 2, comma 2 TUIR quale \u00abluogo in cui si sviluppano, in via principale, le relazioni personali e familiari della persona\u00bb.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il TUIR, nella sua nuova formulazione, si discosta dalla definizione civilistica di domicilio, adottando una nozione incentrata non pi\u00f9 sulla dimensione economica (\u201c<strong>Il domicilio di una persona \u00e8 nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi<\/strong>\u201d), bens\u00ec su aspetti di carattere personale e familiare.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ci\u00f2 ha determinato, da un lato, il superamento di ambiguit\u00e0 legate al precedente articolo 2 TUIR; dall\u2019altro, ha creato una discrepanza tra il diritto tributario e il diritto civile, con il rischio di una frattura tra la nozione generale e quella tributaria. La giurisprudenza sul punto \u00e8 ancora limitata, si pu\u00f2 per\u00f2 partire dalla lettera dell\u2019articolo. Quest\u2019ultimo afferma che, in sede di applicazione della disposizione, rileva esclusivamente l\u2019accezione tributaria di domicilio, escludendo quella ex art. 43 c.c. Tale assunto troverebbe fondamento nel principio \u201c<em>lex specialis derogat generali<\/em>\u201d, in base al quale la legge speciale prevale su quella generale nella stessa materia.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel merito, due sono le questioni da approfondire riguardo alla nuova nozione di domicilio fiscale.<em>\u00a0<\/em>\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La prima riguarda il significato dell\u2019espressione \u201c<em>luogo in cui si sviluppano, in via principale, le relazioni personali e familiari della persona<\/em>\u201d. \u00c8 stata la <a href=\"https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/6519685\/circolare+n.+20+de+4+novembre+2024+residenza+pdf.pdf\/978517e4-aa40-d14c-be79-19028c0f8785\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Circ. 20\/E\/2024<\/a> a chiarire il significato di tale locuzione: \u201cNella nozione di \u201crelazioni personali e familiari\u201d si ritiene rientrino sia i rapporti tipici disciplinati dalle vigenti disposizioni normative (come, ad esempio, il rapporto di coniugio o il rapporto di unione civile), sia le relazioni personali connotate da un carattere di stabilit\u00e0 che esprimono un radicamento con il territorio dello Stato (ad esempio, nel caso di coppie conviventi). Parimenti, pu\u00f2 assumere rilievo la dimensione stabile dei rapporti sociali del contribuente nella misura in cui risulti da elementi certi, come ad esempio, l&#8217;iscrizione annuale a un circolo culturale e sportivo.\u201d\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La seconda questione \u00e8 di carattere applicativo. C<strong>osa accade nel caso in cui un soggetto sviluppi relazioni personali e familiari in pi\u00f9 Stati?<\/strong> Quale si considera il centro prevalente?<\/p>\r\n<p>Si prenda, ad esempio, il caso di una famiglia di tre componenti. Uno dei due coniugi, con il figlio, si trasferisce all\u2019estero mentre l\u2019altro coniuge mantiene la residenza in Italia. In questo caso, quale si considera il centro principale? Situazioni di questo tipo, assai frequenti nella prassi, potrebbero sollevare problemi nell\u2019individuazione della residenza fiscale. Oltre alle indicazioni operative fornite dalla Circ. 20\/E, \u00e8 auspicabile una chiarificazione volta a definire con maggior precisione elementi che circoscrivano la portata dell\u2019interesse familiare. \u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-la-presenza-di-fatto-nel-territorio-dello-stato-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">La presenza di fatto nel territorio dello Stato\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Una novit\u00e0 di rilievo del novellato art. 2 riguarda il riconoscimento della presenza di fatto in Italia quale condizione per il riconoscimento della residenza fiscale nel paese. \u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come chiarito dalla Circ. 20\/E\/2024, si tratta di un criterio oggettivo che d\u00e0 rilievo esclusivamente alla presenza fisica del soggetto nel territorio italiano per la maggior parte del periodo d\u2019imposta, prescindendo da qualsiasi valutazione di tipo qualitativo. \u00c8 il caso, ad esempio, di una persona che trascorre per studio o vacanza o altre motivazioni non lavorative pi\u00f9 di 183 giorni (184 per le annate bisestili) in Italia.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>All\u2019art. 2, comma 2 l\u2019inciso <em>\u201cconsiderando anche le frazioni di giorno\u201d<\/em> comporta la valenza della permanenza anche non continuativa nel territorio dello Stato, rilevando anche i giorni con soggiorno nel Paese limitato, al di sotto delle ordinarie 24 ore.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-l-iscrizione-anagrafica-nel-registro-dei-residenti-non-piu-presunzione-legale-assoluta-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">L\u2019iscrizione anagrafica nel registro dei residenti: non pi\u00f9 presunzione legale assoluta\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il criterio dell\u2019<strong>iscrizione del contribuente nell\u2019anagrafe dei residenti per la maggior parte del periodo d\u2019imposta non compare pi\u00f9 quale uno dei tre principali criteri elettivi<\/strong>, lasciando il posto alla presenza di fatto della persona fisica nel territorio dello stato. <strong>Rimane, comunque, nelle vesti di presunzione legale di residenza fiscale nello Stato<\/strong>.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 qui importante specificare un punto. Si potrebbe sollevare una <em>quaestio <\/em>circa la definizione del momento in cui un contribuente pu\u00f2 considerarsi iscritto nel registro dei residenti in Italia, il c.d. <em>dies a quo<\/em>: tale qualit\u00e0 si acquisisce al momento della presentazione della dichiarazione da parte del contribuente? Oppure con il completamento della procedura da parte dell\u2019Ufficio anagrafe? \u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il D.P.R. 223 del 30 maggio 1989 (art. 18) prevede che l\u2019ufficiale procede alla registrazione della dichiarazione anagrafica entro 2 giorni dalla sua ricezione <strong>ma gli effetti di quest\u2019ultima decorrono comunque dalla data di presentazione della dichiarazione stessa<\/strong>. In breve, un\u00a0contribuente risulta residente in Italia dal momento in cui presenta la relativa dichiarazione all\u2019Ufficio Anagrafe di competenza, indipendentemente dagli adempimenti formali necessari per il completamento della procedura.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In merito a questa novit\u00e0 si \u00e8 espressa la Circ. 4.11.2024, n. 20\/E, specificando come il rimando all\u2019iscrizione del contribuente nell\u2019anagrafe dei residenti vale quale presunzione legale <em>relativa <\/em>e non pi\u00f9 assoluta \u2014 e, di conseguenza, contestabile dal soggetto tramite prova contraria documentale, coerente e idonea. <strong>La prova formale dell\u2019iscrizione anagrafica cede quindi il passo alla dimostrazione di una situazione fattuale differente oggettivamente rilevabile<\/strong>.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-il-novellato-comma-2-bis-dell-art-2-introdotta-un-ulteriore-presunzione-legale-relativa-per-i-soggetti-trasferiti-in-un-paese-della-black-list-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">Il novellato comma 2-<em>bis<\/em> dell\u2019art. 2: introdotta un\u2019ulteriore presunzione legale relativa per i soggetti trasferiti in un paese della \u201cBlack List\u201d\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Resta immutato il comma 2-<em>bis <\/em>dell\u2019art. 2 del TUIR in merito alla presunzione legale relativa di residenza in Italia per i cittadini italiani che, pur cancellati dall\u2019anagrafe della popolazione residente, si trasferiscono in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, elencati nel decreto del Ministro delle Finanze 04.05.1999. La lista dei paesi interessati dalla presunzione legale \u00e8 stata di recente aggiornata dal\u00a0decreto del Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze del 20 luglio 2023, il quale ha escluso la Svizzera dall\u2019elenco, con efficacia a partire dal 1\u00b0 gennaio 2024.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 opportuno approfondire il concetto di \u201ctrasferimento\u201d all\u2019estero. Il trasferimento della residenza fiscale di un soggetto residente in Italia avviene tramite la cancellazione dello stesso dall\u2019Anagrafe della popolazione residente e la contestuale iscrizione all\u2019<a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/servizi-consolari-e-visti\/italiani-all-estero\/aire_0\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">AIRE<\/a> (Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero).\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2018iscrizione all\u2018AIRE ha efficacia a partire dal momento della presentazione della dichiarazione al competente ufficio consolare, ai sensi del comma 9<em>-bis <\/em>dell\u2019art. 6 della suddetta legge<em>. <\/em>Tuttavia, affinch\u00e9 una persona fisica venga considerata giuridicamente trasferita all\u2019estero occorrono:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>il requisito formale dell\u2019iscrizione all\u2019AIRE;<\/li>\r\n<li>l\u2019accertamento di una situazione fattuale e oggettivamente riscontrabile di trasferimento del centro di legami personali e familiari all\u2019estero (<em>ex multis<\/em>, <a href=\"https:\/\/def.giustiziatributaria.gov.it\/DocTribFrontend\/getGiurisprudenzaDetail.do?id=%7B3BCAC5D7-7D29-4989-8B00-6E70760F24C0%7D\">Cass. civ., Sent. n.<\/a> 19843\/2024; Cass. civ., Sez. V, Sent. n. 19484\/2016; Cass. civ., Sez. V, Sent. n. 14071\/2011).\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A proposito di questo particolare regime, la Circ. 20\/E\/2024 rimanda alla Circ. 140\/E\/1999. Viene ricordato che per superare la presunzione legale \u00e8 necessario fornire \u00abla piena dimostrazione, da parte del contribuente, della perdita di ogni significativo collegamento con lo Stato italiano e la parallela controprova di una reale e duratura localizzazione nel paese fiscalmente privilegiato, indipendentemente dall&#8217;assolvimento nello stesso paese di obblighi fiscali\u00bb.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Esclusivamente assolvendo a tali oneri probatori \u00e8 possibile far venire meno lo <em>status <\/em>di residenza fiscale in Italia e ottenere lo <em>status <\/em>di non residente.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sulla scia di quanto enunciato dall\u2019Agenzia delle Entrate, anche la Suprema Corte (<em>inter alia <\/em>Cass. civ., V, n. 6081\/2019 e Cass. civ., V,\u00a0n. 6501\/2015) riconosce in capo al contribuente il pieno onere probatorio al fine di superare la presunzione legale relativa di residenza fiscale in Italia ex art. 2 comma 2<em>-bis <\/em>TUIR<em>.<\/em>\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-la-tassazione-alla-fonte-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">La tassazione alla fonte\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>La distinzione tra soggetti residenti e soggetti non residenti in Italia risulta essenziale per la determinazione del regime impositivo<\/strong>. \u00a0Per i <strong>non residenti<\/strong>, il regime tributario \u00e8 previsto dagli<strong> art. 23 e 24 del TUIR.<\/strong> Essi sanciscono che per questi ultimi \u00e8 imponibile esclusivamente il reddito prodotto in Italia, non applicandosi il c.d. principio della tassazione su base mondiale (<em>c.d.<\/em> <em>worldwide taxation), <\/em>bens\u00ec il <strong>principio di territorialit\u00e0<\/strong> (<em>c.d.<\/em> s<em>ource taxation).<\/em>\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Alla luce dell\u2019<strong>art. 3 TUIR<\/strong>, \u201cL&#8217;imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato [&#8230;] per i non residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato\u201d. Fondamentale, dunque, la ricostruzione di un <em>nexus <\/em>fra il reddito ed il territorio dello Stato. Questo \u00e8 previsto dall\u2019art 23 TUIR:\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"1\">\r\n<li>localizzazione sul territorio italiano del bene che genera il reddito. Sono tassabili i redditi fondiari, i redditi diversi generati da beni situati sul territorio e le plusvalenze derivanti dalla vendita di talune partecipazioni in societ\u00e0 residenti;\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\">\r\n<li>localizzazione dell\u2019attivit\u00e0 sul territorio italiano. Risultano quindi imponibili i redditi di lavoro dipendente prestato in Italia e redditi assimilati, i redditi di lavoro autonomo derivanti da attivit\u00e0 esercitate nel territorio dello Stato, redditi d\u2019impresa conseguiti da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti e redditi diversi prodotti nell\u2019esercizio di attivit\u00e0 all\u2019interno dello stato italiano;\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"3\">\r\n<li>residenza in Italia del soggetto che eroga il reddito. Sono quindi tassabili in Italia i redditi di capitale corrisposti dallo Stato, da soggetti\u00a0ivi residenti o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti, con esclusione degli interessi e altri proventi derivanti da depositi e conti correnti bancari e postali. Analogamente, sono imponibili i redditi derivanti dalla partecipazione in societ\u00e0 di persone e soggetti assimilati e in societ\u00e0 di capitali che hanno optato per il regime della trasparenza fiscale ai sensi dell\u2019art. 115 TUIR.\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il nesso di cui all\u2019art. 23 deve essere oggetto di una specifica prova. Per alcune categorie di reddito, tuttavia, vi \u00e8 una presunzione di territorialit\u00e0 <em>ex lege<\/em>:\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>le pensioni, gli assegni ad esse assimilati;\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>specifiche indennit\u00e0 di fine rapporto;\u00a0\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;\u00a0\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>i compensi per l&#8217;utilizzazione di opere dell&#8217;ingegno, di brevetti industriali e di marchi d&#8217;impresa nonch\u00e9 di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico;\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>i compensi corrisposti ad imprese, societ\u00e0 o enti non residenti per prestazioni artistiche o professionali effettuate per loro conto nel territorio dello Stato.\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In seguito alla pronuncia della Corte di Giustizia UE n. <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:61993CJ0279\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">C-279\/9 del 14.2.95<\/a>\u00a0(c.d. sentenza Schumacker) \u00e8 stata introdotta un\u2019ulteriore categoria di contribuente, i cosiddetti \u201cresidenti Schumacker\u00a0che, pur lavorando in paesi UE diversi da quello di residenza e percependo la maggior parte del loro reddito in tale paese,\u00a0hanno la residenza fiscale nello stato in cui dimorano abitualmente (caso tipico i lavoratori transfrontalieri).\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In questi casi, l\u2019art. 24 comma 3-<em>bis <\/em>TUIR stabilisce che se il non residente produce in Italia almeno il 75% del reddito complessivo e se la persona non gode nello Stato di residenza di agevolazioni fiscali equivalenti, il reddito prodotto in Italia (quindi la base imponibile) beneficia dello stesso regime di detrazioni e deduzioni previste per i residenti.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 id=\"h-la-risoluzione-dei-conflitti-in-caso-di-doppia-residenza-fiscale-il-modello-proposto-dall-ocse-e-le-convenzioni-contro-la-doppia-imposizione-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">La risoluzione dei conflitti in caso di doppia residenza fiscale. Il modello proposto dall\u2019OCSE e le Convenzioni contro la doppia imposizione\u00a0<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La normativa domestica non pu\u00f2 prescindere dal coordinamento con le fonti sovranazionali. Questo in virt\u00f9 del principio di prevalenza delle norme convenzionali su quelle nazionali sancito dall\u2019art. 117, comma 1 Cost. e, in materia tributaria, dall\u2019art. 75 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (cfr. <a href=\"https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/4913743\/Risposta+n.+50_2023.pdf\/2baad9a1-4998-61a7-1554-426232be1f4d\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Risposta n. 50\/2023<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/4913743\/Risposta+n.+73_2023.pdf\/2e43ae99-97d4-4ef0-5df3-8ca331eaac30\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">n. 73\/2023<\/a>), in particolare in materia di doppia imposizione. a tal riguardo va tuttavia precisato che in caso di regime nazionale pi\u00f9 favorevole al contribuente si applica quest\u2019ultimo in luogo della norma convenzionale meno favorevole (art. 169 TUIR).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ipotesi di doppia imposizione si verificano quando:\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>una persona fisica risiede in uno Stato ma, contestualmente, produce reddito in un altro (c.d. \u00abconflitto residenza\/fonte<em>\u00bb<\/em>);\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>una persona fisica risulti avere la residenza fiscale in due Stati (c.d. \u00abconflitto residenza\/residenza\u00bb).\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In caso di conflitto positivo fra giurisdizioni tributarie (potenziale rischio di doppia imposizione) viene in soccorso il diritto convenzionale. In particolare vengono in rilievo le convenzioni concluse tra gli Stati contro le doppie imposizioni, solitamente ispirate al modello OCSE (in tal senso <a href=\"https:\/\/www.italgiure.giustizia.it\/xway\/application\/nif\/clean\/hc.dll?verbo=attach&amp;db=snciv&amp;id=.\/20240131\/snciv@s50@a2024@n02878@tS.clean.pdf\">Cass., Sent.&amp;lt<\/a>;\/a&gt; n. 2878\/2024). Contenzioni internazionali in ambito fiscale si possono sollevare per due distinte cause:\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>nonostante la presenza di accordi bilaterali contro le doppie imposizioni una delle giurisdizioni esercita il potere impositivo in violazione dell\u2019accordo;<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>v&#8217;\u00e8 incertezza circa la corretta applicazione delle norme convenzionali.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2018<a href=\"https:\/\/www.finanze.gov.it\/export\/sites\/finanze\/.galleries\/Documenti\/Varie\/Model-Tax-Convention-on-Income-and-on-Capital.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">art 4 del Modello OCSE<\/a> regola la residenza fiscale e la risoluzione di ipotesi di doppia residenza.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sebbene il concetto di residenza sia rimesso alle legislazioni dei singoli Stati, i paragrafi 2 e 3 dell\u2019art. 4 Modello OCSE definiscono le <strong>c.d. \u201c<\/strong><strong><em>tie breaker rules<\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong> che si attivano nel momento in cui due Stati fanno valere contestualmente la loro potest\u00e0 impositiva. Tali regole sono funzionali all\u2019individuazione e alla differenziazione giuridica, da una parte. Dall&#8217;altra, dello Stato di residenza e dello Stato della fonte.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>I parametri \u2014 tassativamente elencati al paragrafo 2 \u2014 presentano <strong>carattere gerarchico<\/strong> e non alternativo (cfr. <a href=\"https:\/\/i2.res.24o.it\/pdf2010\/Editrice\/ILSOLE24ORE\/QUOTIDIANO_FISCO\/Online\/_Oggetti_Correlati\/Documenti\/2018\/01\/09\/Cassazione_26638_2017.pdf\">Cass., Sent. n. 26638\/2017<\/a>), in ordine:\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"1\">\r\n<li>abitazione permanente\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\">\r\n<li>centro degli interessi vitali\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"3\">\r\n<li>dimora abituale\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"4\">\r\n<li>nazionalit\u00e0\u00a0<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Se le \u201c<em>tie breaker rules<\/em>\u201d non siano sufficienti a dirimere la controversia,\u00a0interviene la procedura amichevole (<em>Mutual agreement procedure).<\/em> Essa \u00e8 regolata dall\u2019art. 25 comma 3 della Convenzione.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La procedura per la risoluzione delle controversie fiscali \u00e8 cos\u00ec articolata:\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>accertamento della doppia residenza fiscale, secondo le regole domestiche dei rispettivi Paesi\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>applicazione degli accordi bilaterali contro la doppia imposizione (qualora esistano) tra i due Paesi in lite\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>utilizzo delle <em>tie breaker rules<\/em>\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>ricorso alla procedura amichevole (MAP)\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Accertato quale stato goda nel caso specifico della giurisdizione fiscale, la doppia imposizione pu\u00f2 essere eliminata secondo due modalit\u00e0:\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>esenzione fiscale: uno Stato rinuncia a tassare il contribuente lasciando la competenza all\u2019altro Stato\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>credito d\u2019imposta: uno Stato consente al contribuente di detrarre quanto gi\u00e0 pagato all\u2019estero dalle tasse dovute\u00a0\u00a0<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nella prassi, l\u2019ordinamento giuridico italiano predilige il metodo del credito d\u2019imposta, cos\u00ec come disciplinato dall\u2019art. 165 TUIR.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nell\u2019eventualit\u00e0 in cui un contribuente sia stato tassato in entrambi i Paesi, questi pu\u00f2 intraprendere una procedura per il rimborso. La Cassazione (Cass. Civ., Sent.\u00a0n. 30779\/2023), in un caso di cittadino italiano residente in Svizzera, si \u00e8 pronunciata in riferimento al riconoscimento del diritto al rimborso e l\u2019accertamento della residenza fiscale all\u2019estero, stabilendo che:\u00a0\u201cUn soggetto non residente, per ottenere il rimborso delle maggiori imposte pagate in Italia rispetto a quelle previste dalla relativa Convenzione contro le doppie imposizioni, \u00e8 sufficiente che produca un certificato rilasciato dall&#8217;Autorit\u00e0 estera, dal quale si deve evincere la residenza fiscale, senza la necessit\u00e0 che venga attestata la concreta tassazione (o meglio il prelievo)\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n<p>In altre parole, la Corte ha affermato come il diritto al rimborso sia riconosciuto anche in assenza di attestazioni circa il\u00a0<em>quantum\u00a0<\/em>dell\u2019imposizione o dell\u2019avvenuto versamento. E&#8217; sufficiente la validit\u00e0 del certificato di residenza fiscale all\u2019estero.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disciplina della residenza fiscale delle persone fisiche in Italia \u00e8 stata recentemente modificata ad opera del d.lgs. n. 209\/2023. 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