{"id":170625,"date":"2024-01-23T09:04:40","date_gmt":"2024-01-23T08:04:40","guid":{"rendered":"https:\/\/arlettipartners.com\/?p=170625"},"modified":"2026-10-28T12:25:52","modified_gmt":"2026-10-28T11:25:52","slug":"residenza-fiscale-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arlettipartners.com\/it\/residenza-fiscale-in-italia\/","title":{"rendered":"Residenza Fiscale in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>residenza fiscale<\/strong> in Italia \u00e8 lo status che, se riconosciuto come tale dall\u2019ordinamento tributario di uno Stato, si traduce in una <strong>tassazione <em>worldwide<\/em><\/strong> dell\u2019individuo. Il riconoscimento di tale status giuridico implica per il soggetto l\u2019adempimento delle obbligazioni tributarie connesse a tale condizione giuridica (art. 3 TUIR). <\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-doppia-residenza-fiscale-come-evitare-la-doppia-tassazione\" class=\"wp-block-heading\">Doppia residenza fiscale: come evitare la doppia tassazione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Generalmente, nulla impedisce che una persona fisica possa avere <strong>pi\u00f9 di una residenza fiscale.<\/strong> Nella circostanza, per\u00f2, che ciascuna sia localizzata in ordinamenti giuridici statuali diversi tra loro.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>doppia tassazione giuridica<\/strong> internazionale identifica la situazione in cui due Stati impongono sopra la stessa base imponibile, del medesimo periodo d\u2019imposta, tributi simili a carico dello stesso soggetto giuridico. Cos\u00ec viene identificata la doppia tassazione dal <strong>Modello OCSE<\/strong>, principale strumento-guida per la redazione delle Convenzioni bilaterali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019OCSE ha approvato l&#8217;aggiornamento al Modello di Convenzione fiscale sul reddito e sul capitale. E&#8217; stata cos\u00ec approntata la cosiddetta <em>tie breaker rule<\/em> (art. 4 \u00a72). Gli obiettivi sono:<\/p>\n<ul>\n<li>risolvere e scongiurare i potenziali conflitti di doppia residenza fiscale;<\/li>\n<li>superare le asimmetrie fiscali presenti in materia a livello internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le persone fisiche, l\u2019art. 4, par. 2, del Modello di Convenzione OCSE prevede una sequenza di <strong>criteri convenzionali di prevalenza<\/strong> (<em>tie-breaker rules<\/em>): abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale e nazionalit\u00e0. Qualora tali criteri non consentano di risolvere il caso, la residenza \u00e8 determinata di <strong>comune accordo tra le autorit\u00e0 competenti<\/strong> degli Stati contraenti. Occorre sempre verificare il testo della specifica Convenzione bilaterale applicabile.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-doppia-imposizione-nell-unione-europea\" class=\"wp-block-heading\">Doppia imposizione nell&#8217;Unione Europea<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel sistema dell\u2019Unione Europea, invece, la doppia imposizione internazionale \u00e8 stata ritenuta dalla Commissione Europea alla stregua di un <strong>ostacolo considerevole al libero mercato<\/strong>, da eliminare e scongiurare. Tuttavia, ad oggi non vi \u00e8 nel diritto europeo un divieto di doppia imposizione legalmente espresso, come ha ricordato anche la Corte di Giustizia (causa C-336\/96 <em>Coniugi Gilly<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene l\u2019imposizione diretta rientri, in linea generale, nella competenza degli Stati membri, il diritto primario dell\u2019Unione e le libert\u00e0 fondamentali ne vincolano l\u2019esercizio. Inoltre, l\u2019art. 115 TFUE attribuisce al Consiglio il potere di adottare direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri che abbiano un\u2019incidenza diretta sull\u2019instaurazione o sul funzionamento del mercato interno.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-doppia-imposizione-in-italia\" class=\"wp-block-heading\">Doppia imposizione in Italia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema giuridico e tributario italiano considera rilevante l&#8217;adeguamento al Modello di Convenzione OCSE, anche in forza del richiamo presente all\u2019art. 3 della L. 111\/2023 e nel preambolo del D. Lgs. 209\/2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 fondamentale evidenziare che quanto contenuto nel <strong>Modello OCSE non \u00e8 giuridicamente vincolante<\/strong>, essendo un modello a cui ispirare le Convenzioni bilaterali sottoscritte da due Stati Contraenti. Le Convenzioni acquisiranno valore legale una volta entrate a far parte dell\u2019ordinamento statale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altri termini, sono le <strong>Convenzioni bilaterali<\/strong> entrate <strong>validamente in vigore<\/strong> a fungere da <strong>riferimento normativo<\/strong>, assieme alle <strong>principali normative tributarie italiane vigenti<\/strong> \u2013 cio\u00e8:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>lo Statuto dei diritti del contribuente (L. 27 luglio 2000, n. 212);<\/li>\n\n\n\n<li>il Testo Unico delle Imposte sui Redditi c.d. TUIR (D.P.R. 917\/1986);<\/li>\n\n\n\n<li>le disposizioni in materia di accertamento delle imposte sui redditi (D.P.R. 600\/1973);<\/li>\n\n\n\n<li>il contenzioso tributario (D. Lgs. 546\/1992);<\/li>\n\n\n\n<li>la disciplina dell\u2019IVA (D.P.R. 633\/1972);<\/li>\n\n\n\n<li>i D.lgs. 471\/1997 e 472\/1997 sulle sanzioni amministrative, ed<\/li>\n\n\n\n<li>il D.P.R. 602\/1973 sulla riscossione. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si segnala che il <strong>D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117<\/strong> \u00e8 entrato in vigore il 4 luglio 2026, ma le sue disposizioni sostanziali si applicano dal <strong>1\u00b0 gennaio 2027<\/strong> (art. 377). Fino al 31 dicembre 2026 restano applicabili le disposizioni del D.P.R. n. 917\/1986; dal 1\u00b0 gennaio 2027 gli artt. da 1 a 191 di tale decreto sono abrogati ai sensi dell\u2019art. 376, comma 1, lett. e), e i riferimenti alle disposizioni in materia di imposte sui redditi andranno verificati alla luce del nuovo Codice.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-convenzioni-bilaterali-contro-la-doppia-imposizione\" class=\"wp-block-heading\">Convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019ordinamento italiano<\/strong> non pone alcuna clausola ostativa in merito alle situazioni di doppia residenza fiscale o alla doppia tassazione, ma cerca di risolverle. Infatti, l\u2019Italia ha sottoscritto numerose Convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione. Tali strumenti giuridici permettono di <strong>evitare la doppia tassazione<\/strong>, armonizzando sotto il profilo tributario plurime residenze fiscali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, va specificato che tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile solo laddove siano state sottoscritte e ratificate le Convenzioni bilaterali tra l\u2019Italia e lo Stato Controparte. Dunque, la vigenza di tali Convenzioni consente di individuare <strong>l\u2019effettiva residenza fiscale<\/strong> e di applicare il <strong>giusto regime fiscale<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 imprescindibile ricordare che, a norma dell\u2019<strong>art. 169 TUIR<\/strong>, le disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi si applicano, qualora siano pi\u00f9 favorevoli per il contribuente, anche <strong>in deroga<\/strong> alle Convenzioni internazionali vigenti contro la doppia imposizione. In tal modo, viene riconosciuto un principio di favore per il contribuente nel caso in cui si trovasse pi\u00f9 avvantaggiato dalle disposizioni del TUIR rispetto a quelle pattizie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riferimento implicito \u00e8 comunque la pregressa vigenza di una Convenzione bilaterale tra l\u2019Italia e l\u2019altro Stato Contraente, in cui il trattamento previsto per il contribuente risulta pi\u00f9 svantaggioso rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale. Ci\u00f2 si applica anche quando quest\u2019ultima dovesse contrastare con la Convenzione. Sussistendo i pregressi requisiti, vi sar\u00e0 l\u2019applicato l\u2019art. 169 TUIR. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per poter avvalersi dei benefici delle convenzioni contro la doppia imposizione, \u00e8 necessario richiedere un <a href=\"https:\/\/arlettipartners.com\/certificato-di-residenza-fiscale-in-italia\/?lang=it\">certificato di residenza fiscale<\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 id=\"h-residenza-fiscale-e-residenza-anagrafica\" class=\"wp-block-heading\">Residenza fiscale e residenza anagrafica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto italiano, per qualsiasi persona fisica (cittadina o straniera) \u00e8 importante distinguere i concetti di residenza fiscale e anagrafica. Il motivo \u00e8 che da essi discendono o insorgono obblighi e diritti differenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per <strong>residenza anagrafica<\/strong> si intende quella disciplinata dal capoverso dell\u2019<strong>art.<\/strong> <strong>43<\/strong> del <strong>Codice civile<\/strong> italiano, in base al quale essa coincide con il luogo in cui la persona ha la <strong>dimora abituale<\/strong>, cio\u00e8 in cui la presenza del soggetto in un dato luogo \u00e8 effettiva ed abituale. Inoltre, la residenza anagrafica consiste in un radicamento amministrativo che attesta giuridicamente il legame politico e sociale tra un soggetto e una comunit\u00e0 territoriale. In altri termini, \u00e8 uno status che garantisce alla persona una precisa identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, la <strong>residenza fiscale<\/strong> in Italia \u00e8 uno dei criteri utilizzati dall\u2019ordinamento tributario italiano per considerare un soggetto come fiscalmente residente o no. Essa rappresenta la <strong>condizione giuridica<\/strong> che implica l\u2019assolvimento di determinati obblighi tributari. Il principale riferimento normativo \u00e8 rappresentato dall\u2019<strong>art.<\/strong> <strong>2<\/strong> del D.P.R. 917\/1986 (<strong>TUIR<\/strong>), in gran parte riformato dall\u2019art. 1, comma 1, del D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209 (recante \u201cAttuazione della riforma fiscale in materia di fiscalit\u00e0 internazionale\u201d), applicabile dal 1\u00b0 gennaio 2024 ai sensi dell\u2019art. 7, comma 1, del medesimo decreto.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-gli-stranieri-devono-essere-iscritti-all-anagrafe\" class=\"wp-block-heading\">Gli stranieri devono essere iscritti all&#8217;anagrafe?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la normativa italiana, l\u2019iscrizione nei registri anagrafici \u00e8 un diritto soggettivo incondizionato per i cittadini italiani e per i cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia (art. 6 c.7 D. Lgs. 286\/1998). Ma vi sono dei requisiti precisi e, di conseguenza, l\u2019<strong>iscrizione<\/strong> in tali registri <strong>non \u00e8 automatica<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>per un <strong>cittadino straniero<\/strong>, \u00e8 necessario che il soggiorno sul territorio nazionale sia regolare. I requisiti per la regolarit\u00e0 variano in base alla condizione di cittadino europeo o extra UE. Nel caso dei cittadini dell\u2019Unione, i lavoratori subordinati e autonomi hanno diritto di soggiornare in Italia per oltre tre mesi e di <a href=\"https:\/\/arlettipartners.com\/carta-didentita-italiana-domanda-e-registrazione-residenza-locale\/?lang=it\">fissare la residenza<\/a> senza dover dimostrare separatamente la disponibilit\u00e0 di risorse economiche sufficienti e di un\u2019assicurazione sanitaria; condizioni diverse in materia di risorse e di copertura sanitaria si applicano invece alle persone economicamente non attive e agli studenti (art. 7 D.Lgs. 6 febbraio 2007, n. 30);<\/li>\n\n\n\n<li>per un <strong>cittadino extra UE<\/strong>, l\u2019accesso alla residenza avviene sulla base del passaporto e del <a href=\"https:\/\/arlettipartners.com\/it\/permesso-di-soggiorno-italiano\/\">permesso di soggiorno<\/a> \u2013 \u00e8 valida la ricevuta di primo rilascio e di rinnovo;  <\/li>\n\n\n\n<li>per il <strong>richiedente protezione internazionale<\/strong>, l\u2019iscrizione anagrafica pu\u00f2 avvenire sulla base del permesso di soggiorno per richiesta asilo o della ricevuta attestante la presentazione della domanda, nel rispetto dei requisiti previsti per l\u2019iscrizione (art. 5-bis D.Lgs. n. 142\/2015). I <strong>titolari di protezione internazionale<\/strong> possono avvalersi del relativo permesso di soggiorno.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 id=\"h-chi-e-soggetto-al-pagamento-delle-imposte-in-italia\" class=\"wp-block-heading\">Chi \u00e8 soggetto al pagamento delle imposte in Italia?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>art.<\/strong> <strong>2 comma 1<\/strong> del TUIR prevede che siano soggetti passivi dell\u2019imposta le persone fisiche <strong>residenti e non residenti<\/strong> in Italia. Tuttavia, la <strong>mera presenza<\/strong> in Italia non determina, di per s\u00e9, l\u2019assoggettamento all\u2019imposta sul reddito: i residenti sono tassati sui redditi ovunque prodotti, mentre i non residenti soltanto sui redditi prodotti nel territorio dello Stato, fatte salve le disposizioni applicabili e le Convenzioni contro le doppie imposizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>presenza fisica<\/strong> effettiva costituisce uno dei criteri alternativi di attribuzione della residenza previsti dalla normativa interna solo qualora si protragga per la <strong>maggior parte del periodo d\u2019imposta<\/strong>; soggiorni di durata inferiore possono comunque far sorgere specifici obblighi tributari, laddove si verifichi il relativo presupposto impositivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-chi-e-considerato-fiscalmente-residente-in-italia\" class=\"wp-block-heading\">Chi \u00e8 considerato fiscalmente residente in Italia?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai fini delle imposte sui redditi, l\u2019<strong>art.<\/strong> <strong>2 comma 2 <\/strong>del TUIR prevede che siano considerati <strong>fiscalmente residenti<\/strong> le persone fisiche che per la <strong>maggior parte del periodo d&#8217;imposta<\/strong> (art. 7 TUIR) &#8211; considerando anche le frazioni di giorno &#8211; abbiano la residenza ai sensi del Codice civile (art. 43) o il domicilio, o siano presenti nel territorio italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste condizioni sono tra loro alternative: significa che \u00e8 sufficiente che <strong>almeno una delle tre<\/strong> si realizzi perch\u00e9 ad una persona fisica possa essere attribuita la residenza fiscale in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riassumendo, le tre condizioni tra loro alternative sono: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Residenza; <\/li>\n\n\n\n<li>Domicilio; <\/li>\n\n\n\n<li>Mera presenza sul territorio nazionale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 id=\"h-residenza-fiscale-2024-tre-aspetti-salienti\" class=\"wp-block-heading\">Residenza fiscale 2024: tre aspetti salienti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito a recenti aggiornamenti legislativi, vi sono alcune novit\u00e0. Meritano di essere rimarcate per cogliere pienamente i requisiti che conducono all\u2019attribuzione della residenza fiscale e, quindi, ai conseguenti obblighi. In particolare, si segnalano tre aspetti rilevanti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il <strong>periodo d\u2019imposta<\/strong>; <\/li>\n\n\n\n<li>La <strong>nuova<\/strong> <strong>definizione di domicilio<\/strong> ai fini della presente normativa; <\/li>\n\n\n\n<li>La connotazione primaria che assumono gli<strong> aspetti familiari e personali<\/strong>. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 id=\"h-residenza-fiscale-183-giorni\" class=\"wp-block-heading\">Residenza fiscale: 183 giorni<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con riguardo al periodo d\u2019imposta, ora sono <strong>considerate anche le frazioni di giorno<\/strong> nel computo del periodo trascorso in Italia. Perci\u00f2, sar\u00e0 sufficiente superare i <strong>183 giorni<\/strong> (<strong>o 184<\/strong> in caso di anno bisestile) &#8211; in qualsiasi modo computati e anche non continuativi &#8211; per risultare fiscalmente residenti in Italia e, pertanto, risultare soggetti passivi dell\u2019imposta.  <\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-nuova-definizione-di-domicilio\" class=\"wp-block-heading\">Nuova definizione di domicilio<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel secondo capoverso dell\u2019art. 2 comma 2 del TUIR, viene fornita una <strong>nuova definizione di domicilio.<\/strong> Questa concerne esclusivamente l\u2019interpretazione della nozione di domicilio <strong>ai fini dell\u2019applicazione e delle implicazioni del nuovo art.<\/strong> 2 TUIR.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, la novella legislativa intende per domicilio quel<strong> luogo in cui si sviluppano \u00abin via principale\u00bb le relazioni personali e familiari<\/strong> della persona. L\u2019Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sui nuovi criteri di residenza con la <strong>circolare n. 20\/E del 4 novembre 2024<\/strong>; la verifica della localizzazione in Italia delle principali relazioni personali e familiari richiede comunque una valutazione fattuale, da condurre caso per caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai fini della residenza fiscale, questa nuova definizione di domicilio <strong>sostituisce il precedente rinvio<\/strong> alla nozione civilistica di cui all\u2019art. 43 c.c., mentre resta invariato l\u2019autonomo criterio della residenza civilistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale modo, unicamente nel contesto del TUIR e, nello specifico, dell\u2019attribuzione dello status di residenza fiscale, va ritenuta prevalente la definizione di domicilio fornita dall\u2019art. 2 comma 2 del TUIR rispetto a quella codicistica (art. 43 c.c.).<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-il-ruolo-delle-relazioni-personali-e-familiari\" class=\"wp-block-heading\">Il ruolo delle relazioni personali e familiari<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;inciso \u00abin via principale\u00bb ricordato sopra sottolinea la <strong>primariet\u00e0<\/strong> che nell\u2019<strong>individuazione<\/strong> del <strong>domicilio<\/strong> rivestono le <strong>relazioni personali e familiari<\/strong> sviluppate dal soggetto in un dato luogo.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-altri-criteri-di-attribuzione-della-residenza-fiscale-onere-della-prova-nbsp\" class=\"wp-block-heading\">Altri criteri di attribuzione della residenza fiscale: onere della prova <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proseguendo nella lettura del comma 2, vengono <strong>presunte fiscalmente residenti<\/strong> anche le <strong>persone fisiche risultate iscritte nei registri anagrafici della popolazione residente<\/strong> per la maggior parte del periodo di imposta, <strong>salvo prova contraria<\/strong>. In quest\u2019ultimo capoverso, si configura una presunzione legale che pu\u00f2 essere smentita solo dietro la fornitura di una prova che attesti il contrario di quanto presunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1\u00b0 gennaio 2024 tale presunzione \u00e8 <strong>relativa<\/strong> e non pi\u00f9 assoluta, mentre la residenza intesa come dimora abituale, il domicilio ai fini fiscali e la presenza fisica costituiscono criteri autonomi e alternativi di attribuzione della residenza fiscale in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emerge, in questo contesto, <strong>l\u2019onere della prova<\/strong>. Questo \u00e8 un principio logico-argomentativo. In base a esso, chi intende dimostrare o smentire l\u2019esistenza di un assunto o di un fatto o di una presunzione ha l\u2019obbligo di fornire contestualmente le prove che supportino la propria tesi. In ambito tributario, si richiama l\u2019<strong>art.<\/strong> <strong>2697<\/strong> del <strong>Codice civile<\/strong>, che dispone che:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n<cite>Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l&#8217;inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si \u00e8 modificato o estinto deve provare i fatti su cui l&#8217;eccezione si fonda.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brocardo latino <em>onus probandi incumbit ei qui dicit<\/em> esprime e riassume bene <strong>l\u2019onere della prova.<\/strong> Quest\u2019ultimo ricade <strong>su colui che invoca proprio un diritto oppure un fatto a sostegno della propria tesi<\/strong>. La legge 130\/2022 introduce il comma 5-bis all\u2019art. 7 del D. Lgs. 546\/1992 (contenzioso tributario), infondendo maggior rigore per la determinazione del soggetto sul quale incombe l\u2019onere della prova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da una parte, l\u2019Amministrazione finanziaria, che nel processo impersona la parte di attore e creditore, deve provare l\u2019<strong><em>an<\/em><\/strong> ed il <strong><em>quantum<\/em><\/strong> della propria pretesa erariale, cos\u00ec come le violazioni contestate. Dall\u2019altra, l\u2019onere ricade sul <strong>soggetto contribuente<\/strong> per giustificare le proprie richieste di rimborso.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-residenza-fiscale-per-cittadini-italiani\" class=\"wp-block-heading\">Residenza fiscale per cittadini italiani<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, <strong>esclusivamente per i cittadini italiani<\/strong>, l\u2019art. 2, comma 2-bis, del TUIR prevede che coloro i quali siano stati <strong>cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato<\/strong>, individuati dal D.M. 4 maggio 1999 e successive modificazioni, si presumono fiscalmente residenti in Italia, <strong>salvo prova contraria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a quest\u2019altra presunzione legale presente nella disposizione in analisi, riguardo l\u2019onere della prova valgono le medesime argomentazioni esposte sopra.  <\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-la-base-imponibile-tassazione-worldwide\" class=\"wp-block-heading\">La base imponibile: tassazione <em>worldwide<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In linea generale, la base imponibile \u00e8 il valore sul quale viene applicata l\u2019aliquota fiscale per calcolare l\u2019imposta da pagare nei rilievi tributari legalmente definiti. La base imponibile \u00e8 la parte del reddito sul quale viene applicata l\u2019imposta al netto di riduzioni e detrazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-come-si-determina-il-reddito-complessivo\" class=\"wp-block-heading\">Come si determina il reddito complessivo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia, l\u2019<strong>art. 3 comma 1 del TUIR<\/strong> dispone che l\u2019imposta si applica al <strong>reddito complessivo del soggetto<\/strong>: si \u00e8 dinnanzi ad una <strong>tassazione <em>worldwide<\/em><\/strong> dell\u2019individuo. Il reddito complessivo \u00e8 determinato diversamente a seconda del proprio <em>status<\/em>: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>per i <strong>residenti<\/strong>, il reddito complessivo \u00e8 formato da <strong>tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili <\/strong>(indicati nell\u2019art. 10 TUIR) (art. 3 c.1 TUIR); <\/li>\n\n\n\n<li>per i <strong>non-residenti <\/strong>invece, il reddito complessivo \u00e8 formato <strong>soltanto<\/strong> <strong>dai redditi prodotti nel territorio dello Stato italiano<\/strong> (art. 3 c.1). <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>art. 3 comma 2 del TUIR<\/strong> prevede una <strong>deroga<\/strong> a quanto disposto dal comma 1, in base alla quale l\u2019imposta sui redditi elencati nell\u2019art. 17 TUIR (salve le previsioni dei commi 2 e 3) si applica <strong>separatamente<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-i-redditi-esclusi\" class=\"wp-block-heading\">I redditi esclusi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>art. 3 comma 3 del TUIR<\/strong> elenca i <strong>redditi<\/strong> <strong>esclusi <\/strong>dal conteggio ai fini della determinazione della base imponibile. Nello specifico, vengono esclusi: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>i redditi esenti da imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta oppure ad imposta sostitutiva; <\/li>\n\n\n\n<li>gli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli spettanti al coniuge in conseguenza di separazione effettiva e legale oppure annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, risultanti da provvedimenti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria; <\/li>\n\n\n\n<li>gli assegni familiari e l\u2019assegno per il nucleo familiare nonch\u00e9, alle medesime condizioni dei due precedenti, gli emolumenti per carichi di famiglia comunque denominati ed erogati secondo la legge; <\/li>\n\n\n\n<li>la maggioranza sociale dei trattamenti pensionistici (art. 1 L. 544\/1988); <\/li>\n\n\n\n<li>le somme corrisposte a <strong>cittadini stranieri<\/strong> in forza di accordi e intese internazionali <strong>a titolo di borsa di studio<\/strong> dal Governo italiano. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 id=\"h-come-sono-tassati-i-redditi-prodotti-all-estero\" class=\"wp-block-heading\">Come sono tassati i redditi prodotti all&#8217;estero<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per una panoramica completa sulla tassazione italiana per le persone fisiche, si rimanda all&#8217;approfondimento completo sugli <a href=\"https:\/\/arlettipartners.com\/elementi-essenziali-della-tassazione-in-italia-per-le-persone-fisiche\/?lang=it\">elementi essenziali della tassazione in Italia<\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong>redditi prodotti<\/strong> da un soggetto <strong>all\u2019estero<\/strong> non sono ignorati dall\u2019ordinamento italiano. Vengono considerati solo se concorrono alla formazione del reddito complessivo. A determinate condizioni, l\u2019ordinamento tributario italiano potrebbe riconoscere il <strong>credito d\u2019imposta<\/strong>. In via preliminare, \u00e8 opportuno anticipare che, di regola, il credito per le imposte estere non spetta qualora il corrispondente reddito di fonte estera sia escluso dal reddito complessivo imponibile in Italia in quanto assoggettato a: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>ritenuta alla fonte a titolo d\u2019imposta; <\/li>\n\n\n\n<li>imposta sostitutiva; <\/li>\n\n\n\n<li>altre forme di imposizione definitiva assimilabili, che escludono il relativo reddito dal reddito complessivo. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A norma dell\u2019<strong>art. 165 c.2 TUIR<\/strong>, i redditi prodotti all\u2019estero sono considerati in base ai criteri reciproci a quelli previsti per individuare i redditi prodotti nel territorio italiano (art. 23 TUIR ad. es. redditi fondiari, redditi di capitale, royalties). Viene qui consacrato il <strong>principio di reciprocit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-il-credito-d-imposta-estera\" class=\"wp-block-heading\">Il credito d&#8217;imposta estera<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualora un soggetto tenuto ad assolvere ai propri obblighi tributari in Italia abbia anche dei redditi all\u2019estero che contribuiscono alla formazione di tutto il suo reddito, l\u2019<strong>art.<\/strong> 165 comma 1 del TUIR prevede che le imposte pagate definitivamente all\u2019estero sui redditi ivi prodotti sono ammesse <strong>in detrazione<\/strong> dall\u2019imposta netta dovuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi \u00e8 per\u00f2 un limite. La detrazione si avr\u00e0 fino alla concorrenza della quota d\u2019imposta. Quest&#8217;ultima corrisponde al rapporto tra i redditi prodotti all\u2019estero ed il reddito complessivo, al netto delle perdite di precedenti periodi d\u2019imposta ammesse <strong>in diminuzione<\/strong>. Volendo riassumere visivamente, la formula \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">(<em>reddito estero<\/em> \u00d7 <em>imposta netta dovuta<\/em>) \u00f7 <em>reddito complessivo al netto<\/em>. <\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se i redditi sono prodotti in pi\u00f9 Stati esteri, il <strong>comma 3<\/strong> dell\u2019<strong>art. 165 TUIR<\/strong> prevede che la <strong>detrazione<\/strong> venga applicata <strong>separatamente per ciascuno Stato<\/strong>. Questo consente al soggetto che possiede fonti di reddito sparse in varie nazioni di non perdere il beneficio della detrazione.  <\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-requisiti-per-ottenere-il-credito-d-imposta\" class=\"wp-block-heading\">Requisiti per ottenere il credito d&#8217;imposta<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riassumendo, affinch\u00e9 venga riconosciuto il credito d\u2019imposta occorrono: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il concorso del reddito estero alla formazione del reddito imponibile in Italia, <\/li>\n\n\n\n<li>la produzione di reddito estero; <\/li>\n\n\n\n<li>il pagamento definitivo delle imposte nello Stato (o negli Stati) dove il reddito estero \u00e8 stato prodotto. Se le imposte sono state pagate provvisoriamente o a titolo di acconto, il credito d\u2019imposta verr\u00e0 attribuito nell\u2019anno in cui il pagamento delle imposte diverr\u00e0 definitivo;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019assimilabilit\u00e0 della natura delle imposte estere sul reddito a quelle italiane (c.d. principio di reciprocit\u00e0). <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, <strong>la detrazione non \u00e8 sempre riconosciuta<\/strong>. In proposito, l\u2019<strong>art. 165 comma 8 TUIR<\/strong> stabilisce che la detrazione non venga riconosciuta nei casi di: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>di <strong>omessa presentazione<\/strong> della dichiarazione; <\/li>\n\n\n\n<li>oppure di <strong>omessa indicazione<\/strong> dei redditi prodotti all\u2019estero nella dichiarazione presentata. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste due condizioni sono tra di loro alternative. Di conseguenza, \u00e8 sufficiente che una delle due si realizzi perch\u00e9 la detrazione venga negata.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-il-calcolo-della-detrazione\" class=\"wp-block-heading\">Il calcolo della detrazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La detrazione viene calcolata nella dichiarazione relativa al periodo d\u2019imposta a cui appartiene il reddito prodotto all\u2019estero (art. 165 comma 4 del TUIR). Una \u00e8 la condizione: che il <strong>pagamento definitivo<\/strong> <strong>dell\u2019imposta all\u2019estero avvenga prima della sua presentazione in Italia<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, <strong>se il pagamento definitivo avviene successivamente<\/strong>, si applica l\u2019<strong>art. 165 c. 7 TUIR<\/strong>. In questo caso, si procede ad una nuova liquidazione, considerando anche l\u2019eventuale maggior reddito estero. La detrazione riguarda l\u2019imposta dovuta per il periodo d\u2019imposta a cui si riferisce la dichiarazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualora il termine per l\u2019accertamento fosse gi\u00e0 decorso, la detrazione si limita alla quota dell\u2019imposta estera proporzionale all\u2019ammontare del reddito prodotto all\u2019estero. <\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-carry-back-e-carry-forward\" class=\"wp-block-heading\"><em>Carry-back<\/em> e <em>Carry-forward<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In aggiunta, <strong>per tutte le tipologie di reddito estero<\/strong>, l\u2019<strong>art. 165 c. 5 <\/strong>prevede un\u2019ulteriore <strong>possibilit\u00e0<\/strong> di calcolo per la detrazione. Infatti, questa pu\u00f2 essere calcolata a partire dall\u2019imposta del periodo di competenza. Tuttavia, il pagamento definitivo avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al primo periodo d\u2019imposta successivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa <strong>facolt\u00e0<\/strong> \u00e8 esercitabile dietro indicazione (nella dichiarazione dei redditi) delle imposte estere detratte ancora non pagate definitivamente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, sempre per tutte le tipologie di reddito estero, <strong>l\u2019art. 165 c. 6 <\/strong>introduce la possibilit\u00e0 di riporto in avanti (cd. <em>carry-forward<\/em>) e riporto all\u2019indietro (<em>carry-back<\/em>) per le eccedenze rimaste inutilizzate per un periodo, in entrambi i casi, di <strong>massimo otto anni<\/strong>. \u00c8 possibile individuare due eccedenze:  <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>una \u00e8 rappresentata dalla <strong>quota di imposta italiana<\/strong> relativa al reddito estero <strong>che eccede l\u2019imposta estera <\/strong>(imposta italiana \u02c3 imposta estera); <\/li>\n\n\n\n<li>una dall\u2019<strong>imposta estera<\/strong> <strong>che eccede la quota d\u2019imposta italiana<\/strong> relativa al reddito estero (imposta estera \u02c3 imposta italiana). <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 id=\"h-residenza-fiscale-in-italia-obblighi-ulteriori\" class=\"wp-block-heading\">Residenza fiscale in Italia: obblighi ulteriori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La residenza fiscale in Italia (effettiva o presunta) comporta l\u2019insorgere di diversi obblighi a norma del diritto tributario vigente nel Paese. \u00c8 opportuno aggiungere che, tra gli altri menzionati nel testo, sorgono anche altri obblighi quali: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019obbligo di <strong>monitoraggio fiscale<\/strong>; <\/li>\n\n\n\n<li>il versamento dell\u2019imposta sul valore degli immobili situati all\u2019estero (<strong>IVIE<\/strong>); <\/li>\n\n\n\n<li>il versamento dell\u2019imposta sul valore delle attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero (<strong>IVAFE<\/strong>)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 id=\"h-obbligo-di-monitoraggio-fiscale\" class=\"wp-block-heading\">Obbligo di monitoraggio fiscale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>comunicazione dei trasferimenti da e verso l\u2019estero<\/strong> da parte degli intermediari finanziari \u00e8 disciplinata dall\u2019<strong>art. 1<\/strong> del <strong>D.L. 28 giugno 1990, n. 167<\/strong>, mentre gli <strong>obblighi annuali di monitoraggio fiscale<\/strong> a carico dei residenti in Italia che detengono investimenti all\u2019estero, attivit\u00e0 di natura finanziaria all\u2019estero o cripto-attivit\u00e0 sono disciplinati dall\u2019<strong>art. 4<\/strong> del medesimo decreto-legge. Gli intermediari finanziari devono comunicare i dati analitici dei trasferimenti e delle operazioni da o verso l\u2019estero di <strong>importo pari o superiore a \u20ac5.000<\/strong>, effettuate anche in valuta virtuale o in cripto-attivit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I residenti fiscali in Italia sono generalmente tenuti a indicare gli investimenti esteri, le attivit\u00e0 finanziarie estere e le cripto-attivit\u00e0 nella dichiarazione annuale dei redditi (<strong>quadro RW<\/strong>, per le persone fisiche). Tuttavia, i depositi e i conti correnti bancari esteri sono esonerati dal monitoraggio fiscale qualora il loro valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d\u2019imposta non sia superiore a <strong>15.000 euro<\/strong>; resta fermo l\u2019obbligo di indicazione ove sia dovuta l\u2019IVAFE.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-ivie-imposta-sul-valore-degli-immobili-situati-all-estero\" class=\"wp-block-heading\">IVIE: imposta sul valore degli immobili situati all&#8217;estero<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all\u2019estero devono versare l\u2019<strong>imposta sul valore degli immobili situati all\u2019estero <\/strong>(IVIE). L&#8217;imposta \u00e8 disciplinata dalla L. 214\/2011 ed \u00e8 dovuta da: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>i proprietari di aree fabbricabili, fabbricati e terreni, compresi quelli strumentali per destinazione o per natura destinati ad attivit\u00e0 d\u2019impresa o di lavoro autonomo; <\/li>\n\n\n\n<li>i titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi; <\/li>\n\n\n\n<li>i concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali; <\/li>\n\n\n\n<li>i locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019imposta <strong>non si applica<\/strong> al possesso:<\/p>\n<ul>\n<li>degli immobili adibiti ad abitazione principale con relative pertinenze;<\/li>\n<li>alla casa coniugale assegnata legalmente al coniuge.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il requisito \u00e8 che tali abitazioni non risultino classificate nelle categorie catastali:<\/p>\n<ul>\n<li> A\/1 (abitazione di tipo signorile);<\/li>\n<li>A\/8 (abitazione in villa);<\/li>\n<li>A\/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).  <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo le modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2024 (art. 1 c.91 lett. a) L. 213\/2023), l\u2019aliquota ordinaria dell\u2019IVIE \u00e8 <strong>1,06%<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-ivafe-imposta-sul-valore-delle-attivita-finanziarie-detenute-all-estero\" class=\"wp-block-heading\">IVAFE: imposta sul valore delle attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre a norma della L. 214\/2011, le persone fisiche residenti in Italia devono versare un\u2019<strong>imposta<\/strong> <strong>sul valore delle attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero<\/strong> (IVAFE). Questo solo se all\u2019estero detengono: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>prodotti finanziari; <\/li>\n\n\n\n<li>conti correnti; <\/li>\n\n\n\n<li>libretti di risparmio. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019art. 1 c. 91 lett. b) della L. 213\/2023 prevede che l\u2019imposta \u00e8 stabilita nella misura del <strong>4&#215;1000 annuo<\/strong> <strong>per i prodotti finanziari<\/strong> detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato o individuati dal decreto del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze 4 maggio 1999. Diversamente, l\u2019aliquota ordinaria dell\u2019IVAFE per i prodotti finanziari \u00e8 pari al <strong>2&#215;1000 annuo<\/strong>. Per i conti correnti e i libretti di risparmio esteri detenuti da persone fisiche, l\u2019IVAFE \u00e8 invece stabilita in misura fissa pari a <strong>34,20 euro<\/strong> annui per ciascun conto o libretto, rapportata alla quota e al periodo di detenzione.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guida completa sulla residenza fiscale in Italia: come si determina, qual \u00e8 la differenza tra residenza anagrafica e fiscale, gli obblighi e le principali novit\u00e0 per il 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